Busto al Centro lancia il tema della crisi demografica: “Servono politiche locali per incentivare la natalità”

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Troppo presto per parlare di elezioni, i giochi si faranno più avanti e gli aderenti a Busto al Centro, lista civica di centro che ha accolto molti ex di Forza Italia, lo sanno benissimo. Per questo è il caso di mantenere alta l’attenzione su ciò che accade intorno, non solo a Busto Arsizio.

Meglio guardare a Roma dove il premier Draghi e Papa Francesco hanno lanciato l’allarme demografico per l’Italia: «La loro presa di posizione è di grande rilievo. La denatalità non è più solo un problema religioso ma una vera questione sociale» – ha detto Gianfranco Bottini, in apertura della conferenza stampa convocata sul tema.

Bottini elogia la svolta sull’assegno familiare unico che dovrebbe scattare da gennaio 2022 e prova a porre il tema di cosa possa fare un’amministrazione locale per sostenere questo cambio di indirizzo governativo, anche a livello territoriale: «Riteniamo che localmente si debbano prendere certe posizioni di appoggio perché c’è bisogno di un sostegno anche nell’ambito locale. Sarebbe importante cominciare a ragionare sulle azioni di accompagnamento e aiuto a questo tipo di iniziative».

Prosegue Enrico Tacchi, professore di Sociologia: «La natalità riguarda tutti come il covid o come il riscaldamento globale. Anche sul New York Times se n’è parlato come un problema che riguarda tutto il mondo tranne l’Africa. Si pensa che entro metà del secolo la popolazione mondiale inizierà a decrescere. L’Italia dimezzerà i propri abitanti entro la fine di questo secolo, se il trend rimane questo». Le soluzioni locali già esistono, come la tariffazione delle mense scolastiche in base al numero di figli, «ma si può pensare ad un assegno aggiuntivo per i nuovi nati e in particolare per chi mette al mondo il terzo figlio». Per abbassare l’età media del primo figlio che ormai arriva oltre i 30 anni, Tacchi propone anche un premio per le donne che mettono al mondo un pargolo entro i 25 anni.

Alle parole del sociologo si aggiungono quelle di Claudio Fantinati, ex-assessore all’Educazione nelle giunte Farioli e alla prima uscita pubblica con Busto al Centro: «Quello della decrescita demografica è un problema che affonda le radici ad almeno 30 anni fa. Già in quegli anni si iniziarono a prendere decisioni sulle tariffe scolastiche. Se esiste il problema pratico, esiste anche quello culturale. Qui l’amministrazione dovrebbe lavorare su creazione di un clima culturale favorevole alla natalità. Anche un piccolo segnale può essere percepito in maniera forte. Io proporrei un’addizionale comunale al contrario che, invece di togliere, dà qualcosa alle famiglie che hanno più figli. Busto può giocare un ruolo esplicito è importante da protagonista su questo tema».

Il consigliere comunale Gianluca Castiglioni aggiunge: «Le ricadute dell’inverno demografico sono molteplici. Anche solo informare meglio i cittadini sulle attuali agevolazioni potrebbe essere utile. Molti non sanno nemmeno che esistono. Bisognerebbe anche pensare ad una città dei bambini: manca una visione di insieme per una città a misura loro». Anche la figura della donna, secondo Castiglioni, va tenuta in grande considerazione: «Oggi la donna lavora. Vanno soddisfatte le necessità di una donna madre e lavoratrice. Un figlio più che essere un costo deve essere percepito come un valore collettivo in cui tutta la comunità ha interesse ad investire».

Bottini conclude sottolineando che la battaglia per la crescita demografica deve essere un tema al di là della campagna elettorale o della presenza in consiglio: «Vorremmo che fosse un tema condiviso da tutte le forze politiche. Non vogliamo prendere la paternità del tema».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 27 Maggio 2021
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