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Il Maga riapre con gli impressionisti e la nascita della modernità

La ripartenza del Maga di Gallarate e della cultura al pubblico è sotto il segno degli impressionisti: 180 opere del Diciannovesimo secolo accompagnano i visitatori a un percorso inedito che incrocia anche la letteratura e la scultura

impressionisti al Maga di Gallarate

Uno sguardo innovativo e completo sull’impressionismo, un lavoro di fino sui tutti i pittori del movimento, non solo sui fondatori e i grandi nomi come Manet, Monet, Renoir, Pisarro, Cézanne, Degas e Courbet: la mostra “Impressionisti. Alle origini della modernità” del Maga di Gallarate è stata inaugurata ufficialmente ieri, venerdì 28 maggio.

La mostra, che comprende 180 opere, sarà aperta fino al 6 gennaio 2022.

«La mostra dedicata ai giovani che non hanno mai avuto l’opportunità di una mostra come questa, arricchisce l’immaginario di tutti: tutte le generazioni hanno bisogna di una mostra dedicata a loro, perché arricchisce e forma gli individui. I pittori avevano una fiducia nella rappresentazione della realtà che è rappresentata nell’akme, nel momento irripetibile», ha affermato la presidente Sandrina Bandera, organizzatrice della mostra e curatrice della revisione scientifica insieme a Emma Zanella, Vincenzo Sanfo e Alessandro Castiglioni.

Presenti all’apertura della mostra il sindaco Andrea Cassani e gli assessori Claudia Mazzetti e Massimo Palazzi; così come tanti altri rappresentanti della politica territoriale (come il sindaco di Besnate Giovanni Corbo, per Samarate l’ex sindaco Leonardo Tarantino e l’assessora alla Cultura Maura Orlando).

impressionisti al Maga di Gallarate

Suddivisa per aree tematiche, la mostra incontra e si incrocia con la letteratura e la poesia, ricordando il patrocinio e il sostegno di alcuni scrittori (come Charles Baudelaire) vegli artisti, condividendone la sensibilità. «Visitate questa mostra con l’attesa della sorpresa e la voglia di recepire la novità, ci sono tematiche mai trattate in altre mostre: è stata organizzata per rappresentare la complessità del momento, andando a fare un lavoro di fino sulla compagine impressionista e non solo i fondatori», ha preso la parola Palazzi. Tra i temi affrontati: il rapporto con la natura, l’attenzione alla vita urbana di Parigi e i bassofondi.

«Abbiamo portato avanti questa mostra da tutta l’equipe del Maga, formata da ragazzi e ragazze che tutti i giorni sono qui e ci mettono l’anima», ha affermato Mazzetti.

Dove nasce la modernità: la mostra al Maga di Gallarate racconta gli impressionisti

In rappresentanza di Regione Lombardia la vicepresidente Francesca Brianza, che si è complimentata per la mostra, dopo un anno difficile per la cultura in cui la città ha dimostrato la propria voglia di fare e il coraggio: «Gallarate investe e crede con forza ed energia in questo luogo da tempo. È una sfida grande per la città che non teme la vicinanza o la concorrenza di Milano, che tanto ha da offrire in termine di cultura». Insieme a Brianza c’erano anche l’assessore regionale alla Cultura, Stefano Bruno Galli,  il presidente della Provincia Emanuele Antonelli e l’onorevole Stefano Candiani.

L’impressionista che non ti aspetti: Firmin Girard

Tra i tanti pittori che i visitatori potranno scoprire c’è Firmin Girard, che non ha la nomea degli altri impressionisti ma ha studiato con loro alla scuola di Barbizon.

impressionisti al Maga di Gallarate
 Déjeuner sur l’herbe 

Le sue tre opere sono state prestate dal suo discendente, presente all’inaugurazione di ieri sera: «Sono molto contento di partecipare alla mostra, gli impressionisti sono un punto principale per la cultura europea», ringrazia per la centralità data a Girard (l’opera Déjeuner sur l’herbe è stata scelta per i manifesti che pubblicizzano la mostra).

impressionisti al Maga di Gallarate

«Ha rappresentato la modernità, il momento di vita quotidiana, la vita urbana di Parigi e la campagna intorno. Sarò molto felice di parlarne meglio a ottobre», ha concluso, annunciando che a ottobre sarà di nuovo a Gallarate per una conferenza incentrata su Girard.

HIC: Il nuovo polo culturale

Ieri sera non c’è stata solo l’inaugurazione della mostra. L’apertura delle porte del museo di arte contemporanea è stata l’occasione per mostrare in anteprima il nuovo polo culturale della città: «Uno spazio di studio, accoglienza e incontro partendo da quello che il Maga era diventato per i ragazzi delle scuole superiori e dell’università», ha annunciato Zanella. «È una svolta significativa, siamo già pronti con assessorato e biblioteca Majno per attivare progetti e attività culturali aggiuntive rispetto a quello che già siamo».

polo culturale maga

Un polo che ha necessitato di tanto lavoro e che, secondo Mazzetti, renderà il museo «più completo», ha affermato Mazzetti. Il nuovo polo riempie d’orgoglio il sindaco e la giunta: «Dopo aver lavorato tanto per creare il nuovo polo culturale Hic, sentirsi dire da tante persone che è la biblioteca più bella e moderna mai vista riempie d’orgoglio», ha detto Cassani.

 

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 29 Maggio 2021
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