“Kronos e Kairos”, le cure invisibili della pandemia

Le cure invisibili sono quelle messe in campo dall'Asst Valle Olona attraverso un call center gestito da medici e infermieri che ha fornito informazioni e fatto da tramite tra i pazienti isolati nei reparti covid e i familiari

Cuasso al Monte - Reportage dal reparto Covid - foto di Maurizio Borserini

Le cure invisibili è il titolo dell’ottava puntata del podcast di Varesenews per V2Media, Kronos e Kairos. Questa volta vi raccontiamo come l‘ospedale di Busto Arsizio si sia organizzato per mantenere un filo diretto, attraverso un call center dedicato, tra i pazienti malati di Covid, costretti ad un lungo periodo di isolamento all’interno dell’ospedale, e i familiari desiderosi di avere notizie del proprio caro (ASCOLTA TUTTE LE PUNTATE DEL PODCAST).

Insieme ad alcuni medici, da marzo del 2020, infermieri come Sara Bassanesi, Barbara Azimonti e Francesco Maneli ma anche medici come il dottor Filippo Crivelli informano delle condizioni di salute del proprio caro e organizzano videochiamate che li mettono in contatto audio e video. Sono le cure che l’azienda socio sanitaria della Valle Olona, attraverso il suo direttore Eugenio Porfido, ha messo in campo per le migliaia di familiari che hanno avuto un papà, una mamma, un nonno o una nonna ricoverati nei reparti Covid dell’ospedale di Busto Arsizio.

In un anno sono state migliaia le chiamate al centralino, una mole di materiale enorme, così come moltissime sono state le lettere scritte ai medici e agli infermieri per ringraziarli dell’impegno profuso, per l’umanità che hanno saputo dare ad una situazione disumanizzante. Materiale che è confluito in una tesi di laurea, quella di Francesco Maneli, studente di scienze infermieristiche che ha incentrato il suo lavoro proprio sulle cure invisibili.

Tra le storie raccontate in questo podcast c’è anche quella del dottor Filippo Crivelli che si è trovato catapultato in un mondo completamente nuovo. Non avrebbe mai pensato che un giorno si sarebbe ritrovato a rispondere alle chiamate di persone sconosciute per informarle, rincuorarle e supportarle nel bel mezzo di una pandemia. La struttura di anatomia patologica di cui si occupava in qualità di direttore, ha chiuso per 20 giorni durante la prima ondata di marzo 2020 e lui ha pensato di mettersi a disposizione per rispondere al centralino a chiamate, che nella prima ondata arrivavano da varie zone della Lombardia

Cristina Rota, invece, è la responsabile dell’ufficio relazioni con il pubblico dell’Asst Valle Olona. A lei è stata affidata l’organizzazione del call center e ci racconta il piccolo miracolo che si è creato grazie all’umanità di cui sono stati capaci medici e infermieri che hanno contribuito. Impossibile non rimanere coinvolti e commossi davanti ad un concentrato di sofferenza e gioia come quello vissuto in questi mesi.

Ogni giorno si ricomincia da capo. Il telefono squilla, dall’altra parte del filo c’è una figlia, una moglie o un fratello preoccupato e spaventato da quello che potrà succedere. Anche oggi l’infermiera Barbara Azimonti è al suo posto per offrire le cure invisibili.

(Foto: M. Borserini)

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 06 Maggio 2021
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