Ogni giorno presente al centro tamponi: Stella racconta i 10 mesi incredibili di corsa “più veloce del virus”

Nell'agosto scorso, ha gestito il centro tamponi allo scalo di Malpensa. Da novembre è presente alla Caserma Ugo Mara. Stella Forgiarini racconta difficoltà, soddisfazioni ed equilibrismi famigliari

centro tamponi Solbiate olona

Quando ha detto sì, mentre si trovava in ferie, ancora non aveva ben chiaro in quale impresa si sarebbe imbattuta. 

Dal 19 agosto scorso, il giorno in cui aprì, insieme al personale tecnico e sanitario di ATS Insubria, il punto tamponi dell’aeroporto di Malpensa rispondendo a una richiesta in emergenza, Stella Forgiarini non si è più fermata. 

Chiuso Malpensa, il giorno successivo si è trasferita, al punto tamponi di Solbiate Olona, nell’area allestita nella Caserma Ugo Mara dalle unità dell’Esercito italiano inquadrate nel NRDC, dove la troviamo ancora oggi, radiolina appesa al collo e cellulare in mano, a disposizione ogni volta ci sia una criticità, un cambiamento in corsa, un turno da rivedere, le agende da sistemare, qualcuno da tranquillizzare, un bambino da convincere.

Stella Forgiarini è una dipendente di ATS Insubria. Quando, dal Ministero della salute, arrivò la richiesta di attivare punti tampone nei principali scali del paese lei rispose alla richiesta del responsabile dell’emergenza Covid di Ats Marco Magrini, per attivare il punto tamponi al principale scalo lombardo: « Il 19 agosto eravamo operativi con 4 linee ma ben presto capimmo che dovevano, quantomeno, raddoppiare – ricorda Stella Forgiarini – Viaggiavamo con una media di 1400/1500 tamponi al giorno e siamo arrivati, alla domenica dei grandi rientri, a farne 2084». Una macchina complessa e perfetta che doveva funzionare al massimo per accogliere i vacanzieri di rientro dalle ferie, che arrivavano in massa a ogni volo atterrato: « Uno sforzo da parte di tutti, amministrativi e personale sanitario che ha vissuto due settimane intense». (Leggi: 300.000 tamponi in otto mesi)

Finite le vacanze, il punto tamponi dell’aeroporto è rimasto attivo ma, chiaramente, con una modalità operativa ridotta, aprendosi al territorio per le esigenze del mondo della scuola. Poi è arrivata la seconda ondata è subito stato evidente che il sistema di tamponi in provincia di Varese era sottodimensionato: le due aziende ospedaliere, che se ne erano fatte carico, erano travolte dalle domande. 

 Il 21 novembre, quindi, ha aperto il punto tamponi della Caserma Ugo Mara che da quel giorno non ha mai chiuso: neve, pioggia, gelo niente ha potuto rallentare l’operatività del centro: « La presenza dell’Esercito è stato il valore aggiunto – chiarisce la responsabile – Davanti a ogni criticità, sapevo di poter contare sui militari che risolvevano ogni problema, che fosse la neve nel piazzale o il nubifragio o la tempesta, non abbiamo mai chiuso. Anche la viabilità non ne ha risentito, se non in un paio di occasioni con le auto che hanno rallentato la viabilità della Provinciale. Abbiamo avuto giorni con 1400 prenotazioni e si creavano delle concentrazioni. Il ritmo era di una macchina ogni 15 secondi in uno dei 4 punti, per una media di 4 tamponi al minuto. Grazie ai militari, tutto è stato gestito con efficienza e tempestività ». 

Per evitare di interferire con il traffico della strada di collegamento tra Solbiate e Busto, all’interno del centro è stato realizzato un percorso a serpentina così da accogliere il massimo delle vetture. Concretezza ed efficienza sono stati gli ingredienti dell’intesa tra il personale di Ats, 4 amministrativi, e i militari del Comando della Nato che hanno anche messo a disposizione il personale tamponatore.  

« Professionalmente, è stata un’esperienza molto intensa e bella.- commenta Stella( nella foto a sinistra) –  Ho sentito di avere un ruolo importante nella gestione di un’emergenza che gravava su tutti noi. Ho visto sui volti delle persone paura, preoccupazione, ansi . Ma anche gratitudine negli sguardi e nei gesti di chi si è sentito accolto in un momento delicato della propria esistenza. Tante le dimostrazioni di  vicinanza, soprattutto nei momenti più difficili. Abbiamo ricevuto piccoli e grandi regali, dai disegni dei bambini, ai fiori, a una serie di gnomi in divisa fatti a mano da una signora di Gallarate. Momenti che sicuramente faranno parte di noi per sempre».

Gratificazioni che ripagano la cassanese Stella dai sacrifici con cui deve fare i conti quotidianamente, madre di 4 figli tra i 5 e i 14 anni, il coordinamento del centro tamponi di Solbiate la costringere a una vita di equilibrismi: « I miei figli sanno che la loro mamma sta facendo qualcosa di importante per tante persone e sono i miei primi sostenitori. Questo impegno vive di emergenze che ti fanno saltare i piani all’ultimo, come la vigilia di Natale, quando il Ministro Speranza introdusse i tamponi per chi rientrava dalla Gran Bretagna e io e alcuni colleghi abbiamo riaperto in fretta e furia il punto di Malpensa. Quella sera sono tornata a casa alle 9, e poi il 26 eravamo di nuovo in pista sempre allo scalo».

Essere madre le ha permesso di risolvere le piccole paure dei bambini e le ansie dei genitori: « la mia “patente” di madre di 4 figli mi ha aiutato a stemperare il clima di ansia quando c’erano i più piccoli, spaventati da quel bastoncino da inserire nel naso, e di genitori ancora più tesi».

Ora che l’emergenza sanitaria si va allentano e la capacità del centro è sceso da 1400 a 300/400 tamponi al giorno, Stella Forgiarini inizia a vedere la fine del suo tour de force: « Sono contenta se tutta questa emergenza finisce. Ma un po’ mi dispiace quando dovrò lasciare il centro, dove si è lavorato tanto, ma bene. Con l’Esercito abbiamo instaurato un rapporto di fiducia reciproca. Ci intendevamo al volo: eravamo qui al servizio delle persone, per appianare ogni problema, con grande praticità».

La radiolina gracchia, all’ingresso si pone un problema di autocertificazione, Stella dà la soluzione e il consiglio pratico per la mamma in difficoltà. L’emergenza non è ancora finita.

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 20 Maggio 2021
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