Archeologia nel Varesotto, cantieri aperti sui tesori del nostro passato

La provincia di Varese da anni rappresenta un territorio di grande interesse per l'archeologia, come dimostrano le tante scoperte effettuate, gli studi approfonditi e i molti cantieri aperti sul territorio

Castelseprio generiche

La provincia di Varese da anni rappresenta un territorio di grande interesse per l’archeologia, come dimostrano le tante scoperte effettuate, gli studi approfonditi e i molti cantieri aperti sul territorio.

Ricorrenze come il decennale dell’inserimento nei beni patrimonio dell’umanità dell’Unesco del sito di Castelseprio Torba ci ricordano il valore di questi tesori che emergono dal passato grazie allo studio, al lavoro e alla passione dei ricercatori.

Tesori che parlano di noi, della nostra storia, ma anche delle molte opportunità che la loro valorizzazione può portare a tutto il territorio.

«La ricerca sul nostro territorio è tornata ad essere da qualche anno molto vivace: interessa i siti palafitticoli ma anche il nodo Unesco Castelseprio/Torba e il Sacro Monte – dice Elena Castiglioni fondatrice di Archeologistics – una bella realtà tutta al femminile che si occupa di divulgazione e conoscenza dei beni culturali e che opera in tutti i quattro siti Unesco della provincia di Varese – Avere tre università (Padova, Chieti, Milano) che lavorano sul sito di Castelseprio ad esempio, non è cosa da poco. Anche volendo guardare la ricaduta economica, vuol dire figure professionali coinvolte non solo nelle fasi di scavo, ma anche nei processi di valorizzazione che ne conseguono. Le fasi di ricerca permettono di tenere anche alta l’attenzione comunicativa, portando sia residenti che turisti a conoscere – anche attraverso i dati emersi dalla ricerca – il territorio varesino, con vantaggi indiretti anche per il settore ricettività e ristorazione. Restano anche nodi irrisolti, come gli orari di apertura non sempre consoni o qualche difficoltà di collegamento interno tra i luoghi. Ma molto si è fatto negli anni, fino ad arrivare a quattro riconoscimenti Unesco, e altri progetti stanno venendo alla luce».

Ecco una panoramica dei principali progetti in corso e dei cantieri aperti in provincia di Varese.


Torba e Castelseprio, pietre vive

Quest'anno come detto, ricorrono i dieci anni dell'inserimento del sito di Torba e Castelseprio nei beni Unesco e questa ricorrenza ha riacceso l'attenzione del pubblico per un luogo che promette ancora molte sorprese. L'attenzione degli studiosi su questo sito non è mai venuta meno e proprio in questi giorni sono riprese le ricerche da parte dell'Università Cattolica, e a fine luglio arriveranno anche gli archeologi dell'università di Padova.

Dalla terra riemerge una stanza del 1200: dopo il Covid gli scavi di Castelseprio ripartono da qui

Al Monastero di Torba, curato con grande attenzione e passione dal Fai-Fondo Italiano Ambiente, i lavori non si fermano mai e proprio in questo periodo è in corso il consolidamento delle mura e dell’annesso funerario a fianco della Chiesa.

Castelseprio e Torba inoltre saranno al centro nei prossimi mesi di un interessante progetto promosso dal Parco Pineta che oltre a riaprire l'antico sentiero di collegamento tra i due siti permetterà di mettere in sicurezza e valorizzare le aree boschive e i sentieri circostanti.

Dal Parco Pineta la spinta decisiva per collegare gli scavi di Castelseprio e il Monastero di Torba


Isolino Virginia e Bodio, tesori a filo d'acqua

Nel 2021 ricorrono anche i 10 anni dall’inserimento nel patrimonio Unesco dei siti archeologici dell'Isolino Virginia, di Bodio Lomnago e Cadrezzate, che fanno parte sito seriale dei siti palafitticoli in area umida

Un patrimonio sommerso e nascosto, una storia lunga 4.000 anni sepolta pochi metri sotto terra e l'acqua ancora in gran parte da svelare e da valorizzare.

Per chi volesse conoscerla ogni domenica mattina sino a fine luglio sono in programma visite guidate gratuite con il sostegno di Alfa srl (prenotabili su bit.ly/unpatrimonioditutti). In agosto le visite gratuite saranno invece serali, il sabato alle 17,30.

Attorno a questo sito, dove le ricerche archeologiche continuano, si stanno costruendo diversi progetti, tra i quali uno particolarmente suggestivo firmato dagli architetti varesini Alberto Bertolini e Alessandra Galli, che oggi sembra avere le chance per diventare realtà. Si chiama Neobodio e potrebbe essere una vera svolta nella valorizzazione  di questi beni archeologici:

Neobodio, un parco tematico per valorizzare la storia e l’archeologia a Bodio Lomnago

Oggi per "toccare con mano" i tesori restituiti dai siti palafitticoli non si può prescindere dalle raccolte conservate nella sezione archeologica del Museo civico di Villa Mirabello, a Varese. Proprio qui, tra pochi giorni, il 15 luglio, prenderà il via la mostra "La civiltà delle Palafitte", ideata per rilanciare il sito palafitticolo dell’isolino Virginia.

La mostra sarà visitabile a Villa Mirabello fino a settembre 2022. E' possibile prenotare visite guidate con Archeologistics scrivendo a varesemusei@archeologistics.it

Parte l’allestimento della mostra “La civiltà delle palafitte” a Villa Mirabello


Al Sacro Monte, sulle tracce di santi e pellegrini

Al porte del centro cittadino di Varese, dal borgo di Velate parte un sentiero che permette di fare una passeggiata archeologica di grande interesse, raggiungendo due luoghi - il Monte San Francesco e il Sacro Monte - che racchiudono un patrimonio immenso di testimonianze della storia varesina, in parte ancora da svelare.

Gli scavi sul Monte San Francesco, che in passato hanno portato alla luce i resti dell'antica chiesa di San Francesco in Pertica, di epoca altomedievale, attualmente sono fermi, ma l'interesse per questo luogo è stato recentemente al centro di una pubblicazione, curata da Archeologistics dove sono raccolti molti degli elementi emersi durante gli scavi archeologici e le ricerche connesse. Varesenews l'ha presentata nel mese di aprile nel corso di una diretta Facebook che potete rivedere qui.

Se volete non solo scoprire il Monte San Francesco ma anche contribuire alla sua manutenzione e valorizzazione, potete partecipare ad una delle giornate ecologiche organizzate dal Parco del Campo dei fiori, che domenica 8 agosto propone una giornata di pulizia dell’area con la posa di nuovi cartelli informativi sull’area.

E parlando del Sacro Monte di Varese, non si può non programmare una visita alla Cripta romanica del Santuario, il cuore più antico e prezioso del complesso, dove i lavori di restauro hanno portato alla luce tracce di una chiesa preesistente.

Il mercoledì, giovedì e venerdì pomeriggio dalle 14 alle 18 e il sabato e la domenica per tutta la giornata intera si può visitare la Cripta per conoscere le storie più antiche del Sacro Monte e la sepoltura del "pellegrino claudicante".


La Collegiata di Castiglione, 600 anni e ancora tanto da scoprire

La Collegiata di Castiglione Olona

Il 2021 è un anno di grandi preparativi per la Collegiata di Castiglione Olona, uno dei luoghi più preziosi della provincia di Varese per la sua storia e per le testimonianze artistiche che la chiesa racchiude, a partire dallo splendido ciclo di affreschi di Masolino da Panicale. L'anno prossimo inizieranno infatti i festeggiamenti per i 600 anni della Collegiata e il 2021 oltre a tante e interessanti iniziative di avvicinamento all'importante anniversario, ha visto l'avvio di nuove campagne di scavo.

Lo scorso 31 maggio è stata avviata una nuova fase di scavo archeologico che ha portato alla luce l’accesso ad un'antica cisterna. Le future fasi dell’indagine sono ora al vaglio della Soprintendenza, in accordo con la Parrocchia Beata Vergine del Rosario.

Dagli scavi archeologici per i 600 anni della Collegiata emerge un’antica cisterna


Arsago Seprio e Golasecca, astronavi nel tempo

Tra i luoghi più suggestivi del panorama archeologico della provincia di Varese ci sono infine le necropoli di Golasecca e Arsago Seprio.

L’area archeologica del Monsorino, a Golasecca,  è inserita nel Parco del Ticino e rappresenta la più importante testimonianza monumentale nell’Italia nord-occidentale della cultura di Golasecca. Individuata per la prima volta nel XIX secolo, l’area fu oggetto di scavi sistematici dalla fine dell’800. Al suo interno sono visibili strutture funerarie circolari e rettangolari di VIII-VII a.C.
I corredi rinvenuti quali ceramiche, oggetti in bronzo e ferro, oltre a diversi altri reperti sono esposti al Civico Museo Archeologico di Sesto Calende e al Museo della Società gallaratese per gli Studi Patri.

La necropoli longobarda di Arsago è la più estesa e ricca del territorio varesino ed è databile tra gli ultimi anni del VI e la metà del VII secolo d.C. Il suo ritrovamento, avvento nel 1972 è uno dei più eccezionali del territorio.

La scoperta ha portato alla nascita del Civico Museo Archeologico di Arsago Seprio, all’interno del quale sono esposti i numerosi reperti pre-protostorici e romani, oltre ad un’interessante raccolta paleontologica.Il Museo può essere visitato ogni domenica.


Varese4U Archeo, una piattaforma di storia e bellezza

In volo con il drone sui beni archeologici del Varesotto

Varesenews, insieme a moltissimi altri soggetti istituzionali e non, partecipa al progetto Varese4U Archeo per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico, storico e di conoscenza dei siti Unesco della provincia di Varese.

Sul sito dedicato e sulla pagina Facebook del progetto potete trovare tutte le informazioni sui siti Unesco della provincia di Varese, con news, video, approfondimenti e risorse per vivere al meglio i grandi tesori che ci sono stati lasciati dalle generazioni che ci hanno preceduto e che abbiamo il dovere di consegnare, ancora più preziosi, alle generazioni future.

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di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 09 Luglio 2021
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