Il “Dante” di Teatro Blu in scena a Varallo Pombia

Ideato da Silvia Priori e Roberto Gerbolès, vede la coppia in scena nell'interpretare un viaggio tra sacro e profano, accompagnato dalla musica di Ciro Radice

Dante Teatro Blu

Teatro Blu porta a Varallo Pombia lo spettacolo “Dante”.

Ideato da Silvia Priori e Roberto Gerbolès, vede proprio la coppia in scena nell’interpretare un viaggio tra sacro e profano, accompagnati dalla voce di Francesca Galante e dalle musiche di Ciro Radice.

Lo spettacolo andrà in scena venerdì 9 luglio a Villa Soranzo, alle 21. In caso di pioggia i terrà invece alla Sala polivalente La Tinai.

“Racconteremo e leggeremo alcuni canti tratti dall’ Inferno, Purgatorio e Paradiso della Divina Commedia di Dante Alighieri, la più bella opera che sia mai stata scritta, addirittura superiore in lunghezza sia all’ Eneide di Virgilio che all’ Odissea di Omero.
La cultura è un flusso, non un punto d’arrivo. Dante ha saputo concentrare, come un distillatore raffinato, l’essenza di quello che la sua epoca, conscia od incoscientemente produceva e che pulsava nelle corte del sud della Francia concentrandosi in modo particolare nelle corti di Federico II in Sicilia.
La cultura è un flusso capace di permeare uomini coraggiosi, che cercano e guardano oltre il comune vivere, capaci di accogliere il diverso o il nuovo e trasformandosi, trasformarlo, come Dante Alighieri, che ha saputo dimostrare determinazione e coraggio in battaglia, nella lotta tra Guelfi e Ghibellini, combattendo in prima linea con il ruolo di Feditore.
La cultura è un flusso che viaggia nel tempo e nello spazio attraversando popoli e generazioni ma che varca il confine materiale di questa dimensione per addentrarsi in quello divino, uno spazio interiore che non ha confini e che rende gli uomini tutti uguali, aldilà della provenienza e dell’epoca che gli è toccato vivere. Uno spazio sacro, dove l’amor cortese si confonde con l’amor divino. Dove il piano sentimentale per l’amore verso Beatrice si confonde con l’amore verso la Beatitudine che si può solo provare raggiungendo la sapienza che ci avvicina al Creatore e che Egli stesso emana perché gli uomini costruiscano virtù e seguano la retta via.
La cultura crea ponti e trasforma la diversità in ricchezza attraversando religioni, lingue e usanze e trasportando con se sguardi lontani. Questo succedeva nel Medioevo e a differenza di quanto potremo pensare, senza i mezzi di comunicazione che contraddistinguono la nostra epoca, in quel periodo i popoli vivevano in un flusso di costante contaminazione culturale. Conoscenze dell’antica Persia attraverso il mondo arabo, il Medio Oriente attraverso la cultura giudaico-cristiana, la Grecia attraverso il decaduto Impero Romano…

Oggi non sarà Virgilio ad aiutarci ad attraversare l’Inferno, il Purgatorio ed il Paradiso, ma sarà Dante ad aiutarci ad attraversare il cammino dell’interiorità e a traghettarci sarà la sua Poesia, linguaggio illuminante che viene ad incendiare il mondo”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 Luglio 2021
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