Test salivari a campione agli studenti tra i 6 e i 14 anni: cosa prevede il Ministero

Ogni 15 giorni saranno invitati circa 90.000 alunni. All'inizio i test saranno fatti dal personale sanitario poi toccherà alle famiglie. Sarà uno strumento utile per evitare la chiusura di interi plessi

test salivare

La scuola sarà in presenza. Il Ministro dell’Istruzione Bianchi è stato chiaro: il nuovo anno, che sta per cominciare, non dovrà vedere il ritorno della DaD.

Perché non si ritorni alla scuola a distanza, gli esperti dell’Istituto Superiore di sanità hanno indicato un protocollo con le linee guida che prevedono distanziamento, mascherine, sopra i sei anni, anche da seduti, e la necessità di un frequente ricambio d’aria.

Il documento fa il punto sulle evidenze scientifiche finora prodotte in Italia dalle istituzioni sanitarie che dimostrano come la trasmissione del virus fra i giovani sia legata più alla comunità che alla frequenza e alla sede scolastica. Gli studi scientifici dimostrano anche come il personale scolastico non sia risultato più a rischio di sviluppare, rispetto ad altre professioni, l’infezione da Covid-19.

Anche in zona bianca restano le raccomandazioni su distanziamento, obbligatorietà delle mascherine chirurgiche, in caso di impossibilità a mantenere la distanza di almeno un metro tra i banchi, e sanificazione ma saranno possibili le attività extracurriculari, mentre le stesse devono essere limitate nelle Regioni gialle, arancioni o rosse.

Accanto al documento strategico è stato inoltre preparato, in stretta collaborazione con le Regioni e con esperti del settore, un Piano di monitoraggio della circolazione di SARS-CoV-2 destinato alla scuola primaria e secondaria di primo grado, al fine di sorvegliare, attraverso una “rete di scuole sentinella” la diffusione del virus in ambito scolastico anche in soggetti asintomatici.

Il piano prevede test molecolari salivari condotti, su base volontaria, su alunni nella fascia di età 6-14 anni delle scuole primarie e secondarie di primo grado presenti sul territorio nazionale. Le “scuole sentinella” saranno indicate dalle autorità sanitarie regionali in collaborazione con gli uffici scolastici.

La campagna coinvolgerà almeno 55mila alunni ogni 15 giorni e sarà supportata dalla struttura commissariale nella sua implementazione.

In una prima fase “di avviamento” le attività di raccolta dei campioni potranno essere eseguite nella sede scolastica con l’ausilio di personale sanitario, individuato dalle Ats competenti o dal personale della struttura commissariale. Successivamente, la raccolta dei campioni verrà effettuata in ambito familiare rispettando le istruzioni che garantiscono la correttezza della sua esecuzione. Il prelievo potrà essere effettuato in modo autonomo dalla famiglia e il test consegnato in punti di raccolta. 

Il modello di individuazione delle “scuole sentinella”, già risultato efficiente in alcune realtà regionali, consentirebbe di monitorare un campione significativo (circa 110.000 alunni/mese con cadenza  quindicinale) e rappresentativo della popolazione scolastica di riferimento che ammonta ad un totale di circa 4.200.000 alunni. Il campione da coinvolgere è stimato attorno ai 55.000 studenti italiani. Dato che, in fase sperimentale, è emerso che l’adesione volontaria coinvolge circa il 60% degli invitati, si è deciso di invitare ogni 15 giorni oltre 90.000 bambini e ragazzi.

A livello locale, le indicazioni operative sono arrivate proprio questa mattina. Ats Insubria sta dunque organizzando la sua parte in merito all’individuazione delle scuole da coinvolgere e della filiera del test, dalla raccolta alla processazione.

« Sarà un’indagine a campione – ha spiegato il direttore sanitario Giuseppe Catanoso –  Riguarderà, per esempio, le altre classi della scuola dove è stato registrato un caso: i compagni di classe dell’alunno positivo saranno in quarantena ma gli altri alunni verranno sottoposti a test a campione per verificare la presenza o meno di un cluster. In questo modo sarà evitata la chiusura totale del plesso scolastico».

L’organizzazione è ancora in fase preliminare: mancano anche indicazioni precise sui kit diagnostici. Al momento non c’è grande disponibilità sul mercato ma, dal mese prossimo, si attende un incremento dei dispositivi a disposizione. Il punto della situazione verrà affrontato nel corso di una riunione in programma la prossima settimana alla presenza delle autorità scolastiche della provincia. 

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Pubblicato il 09 Settembre 2021
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