Un ritratto di chiunque alla Porta di Milano

Inaugurata al Terminal 1 la monumentale installazione di Daniele Sigalot

Arte - Mostre

È in corso fino al 31 ottobre all’Aeroporto Milano Malpensa Terminal 1 – Porta di Milano la monumentale installazione “A portrait of everyone, everywhere” (Un ritratto di chiunque, ovunque) di Daniele Sigalot a cura di Luca Beatrice, e realizzata in collaborazione con l’azienda WEM ¬¬– Empowering Art Platform, con il patrocinio di SEA e del Comune di Milano.

Inaugurata ufficialmente il 9 settembre alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, e della Presedente di SEA, Michaela Castelli. L’installazione che consiste in 12 mappe di 12 città incise al laser su lastre di acciaio lucido e disposte in un cerchio di 35 metri di diametro, è rimasta visibile e fruibile a chiunque passasse per Porta Milano, Terminal 1. Quando qualcuno si specchia in una di queste lastre, l’immagine che gli viene restituita è un caleidoscopio di lineamenti rimodellati e plasmati dalle strade e dagli edifici della città incisa sull’acciaio.

Lo scorso primo febbraio è stato pubblicato da Skira un catalogo di circa 190 pagine in lingua italiana e inglese, con materiale inedito che ripercorre i passi più salienti della carriera dell’artista romano. Al suo interno, un ampio spazio è dedicato alla mostra di Milano Malpensa, nata in collaborazione tra l’artista e WEM – Empowering Art Platform, dove Sigalot ci invita a rivedere e rivedersi nelle città e nei viaggi che tanto ci mancano, da New York a Sydney, da Istanbul a Barcellona, trasformando le città mete dei nostri viaggi, in grandi specchi capaci di coinvolgere e stravolgere l’immagine di chi vi si riflette.

“Le città dove nasciamo e scegliamo di vivere ci formano e trasformano. Io sono di Roma, ma ho cominciato a lavorare a Milano, poi ho vissuto a Barcellona, Londra, Berlino ed ora Napoli. Ed ogni città ha contribuito a cambiarmi, sia moralmente che fisicamente. Volevo trasformare questo pensiero in un’opera, e la cosa più semplice, mi è sembrata incidere una mappa su una superficie lucida per poter sovrapporre la topografia di una città ai lineamenti di un volto. E proprio quando questa somma si realizza che l’opera si compie”, spiega Sigalot.

Luca Beatrice, curatore della mostra aggiunge: “Se la tua immagine corrisponde davvero al tuo ritratto, ne coglierai lo sdoppiarsi, il moltiplicarsi, il frantumarsi in tante possibili identità. Perché se ogni viaggio è sempre diverso, ogni luogo non è mai uguale a se stesso, tantomeno tu che sei entrato nell’opera di Daniele Sigalot permettendole così di vivere anche oggi, anche in questo preciso momento. Basterà, infine, specchiarci nell’opera di Daniele per aver compiuto il viaggio?”.

La mostra rimarrà visibile al pubblico fino al 31 Ottobre 2021 e al termine, le 12 mappe saranno donate a 12 ospedali ed enti caritatevoli. “Portare l’arte in posti che si sono rivelati cruciali per resistere all’urto che la nostra società ha subito con la pandemia, ci sembra un piccolo e dovuto atto di gratitudine”, precisa Marco Bracaglia, amministratore delegato di WEM – Empowering Art Platform.

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Pubblicato il 10 Settembre 2021
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