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Impaginare un magazine per uscire dal Ritiro sociale: l’esperienza di due ragazzi di Sakido

Supervisionati da professionisti, i ragazzi per due mesi hanno sperimentato il lavoro in team, l'importanza di stare all'interno di scadenze e consegne e aaffinato competenze

Generico 13 Jul 2026

Per un paio di mesi, una volta alla settimana, il Centro di Aggregazione Giovanile di Corgeno – gestito dalla cooperativa sociale L’Aquilone nell’ambito di Sakido,  il progetto varesino sul Ritiro Sociale in adolescenza –  si è trasformato in una piccola redazione editoriale.
Sul tavolo c’era un compito concreto: contribuire alla realizzazione del magazine aziendale di FP Telematica, realtà bustocca specializzata in telecomunicazioni, digital marketing e networking.

L’attenzione di FP Telematica alla responsabilità sociale d’impresa e l’esperienza di coop L’Aquilone hanno creato le condizioni per l’avvio del progetto che ha concretamente coinvolto due professionisti della comunicazione e due ragazzi di Sakido.

QUANDO IL LAVORO È OCCASIONE DI INCONTRO

A guardarli dall’esterno, questi incontri potevano sembrare normali mattinate di lavoro: file da sistemare, immagini da scegliere, impaginazioni da costruire, scadenze da rispettare. Ma sotto la superficie c’era di più.
All’inizio del percorso nella stanza c’erano persone piuttosto diverse. C’era chi si muoveva sul computer con grande naturalezza e chi, invece, con gli strumenti digitali aveva poca familiarità. C’era chi aveva già incontrato programmi di grafica e impaginazione e chi li stava scoprendo per la prima volta.
Differenze che non sono diventate distanze, ma occasioni di scambio.

Poco alla volta ciascuno ha trovato il proprio posto nel lavoro comune. Non perché qualcuno glielo abbia assegnato, ma perché il gruppo ha iniziato a riconoscere e valorizzare le risorse presenti. Chi sapeva fare una cosa la metteva a disposizione degli altri.
Chi era meno sicuro trovava il modo di provare, sbagliare, riprovare. Senza fretta, ma senza rinunciare alle responsabilità che il progetto richiedeva.

NUOVE ABITUDINI INSIEME

Nel frattempo prendeva forma qualcosa che non era scritto in nessuna scaletta. Si costruivano abitudini condivise, modi di collaborare, piccoli rituali. Come la musica, per esempio. Ogni incontro aveva la sua colonna sonora: una canzone a testa, scelta democraticamente. Un dettaglio apparentemente marginale che, settimana dopo settimana, è diventato uno dei modi attraverso cui il gruppo ha imparato a conoscersi.

Si è lavorato molto. Ma non solo, si è anche riso molto. Abbastanza da scoprire che esistono molti modi diversi di essere ironici e che, sorprendentemente, possono convivere nello stesso spazio.
Ma c’è stata anche l’occasione di sperimentare una crescente capacità di stare dentro un compito, organizzarlo, portarlo avanti insieme. Con sempre meno bisogno di indicazioni e con sempre maggiore autonomia.

Forse è proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’esperienza: osservare come le relazioni nascano a volte dal condividere qualcosa che abbia senso. Un obiettivo comune, una responsabilità reale, un lavoro che richiede il contributo di tutti.

I RAGAZZI E LE LORO RISORSE

Il magazine realizzato racconta certamente il risultato di questo percorso. Ma racconta anche altro.
Racconta che le competenze emergono quando trovano spazi in cui essere riconosciute. Che la fiducia cresce quando le persone possono sperimentarsi senza essere continuamente misurate. E che, a volte, ciò che permette di avvicinarsi agli altri è proprio fare qualcosa insieme.

Quando il mondo delle imprese e quello sociale riescono a incontrarsi su questo terreno, possono nascere esperienze che producono valore per tutti. Non perché offrono risposte semplici a questioni complesse, ma perché creano contesti in cui i ragazzi possono essere innanzitutto ciò che sono: persone con capacità, interessi, idee e risorse da mettere in gioco.

 

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Pubblicato il 16 Luglio 2026
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