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A Gallarate si insedia il consiglio comunale di Cassani bis, tra bon ton e qualche schermaglia

De Bernardi Martignoni è presidente del consiglio, il suo vice Nicolò Postizzi. Delusione da Centro popolare, escluso dalla giunta: "Una scelta che ha indebolito il centrodestra". Primi attriti tra sindaco e opposizione

consiglio comunale Gallarate

Lunedì 25 ottobre si è riunito il nuovo consiglio comunale di Gallarate dell’amministrazione Cassani bis.

Il consesso, nei primi due punti all’ordine del giorno, è stato presieduto dalla consigliera anziana Anna Zambon (Partito democratico) prima dell’elezione del nuovo presidente del consiglio comunale, Giuseppe De Bernardi Martignoni (Fratelli d’Italia).

Dopo il giuramento, Andrea Cassani ha ringraziato tutti i cittadini e consiglieri presenti: «Fa un certo effetto tornare dopo due anni avere di nuovo questo pubblico; sono stati mesi elettorali lunghi e strani. Ringrazio i cittadini che mi hanno sostenuto con sorrisi e tanti voti, per me, per la lista civica e il centrodestra. Non pensavo di vincere con 20 punti percentuali di distacco dalla candidata di centrosinistra; la campagna elettorale è stata contro la persona, contro Andrea Cassani ma il risultato è stato differente. Il nostro impegno è già iniziato, quello di procedere velocemente sfruttando la conoscenza della macchina amministrativa, Gallarate è una città che muta e si trasforma nel tessuto produttivo e commerciale. Una città che è penetrata da importanti arterie ferroviarie e stradali. Proprio la linfa di queste arterie crea le opportunità del futuro imprenditoriale cittadino».

Cassani ha poi menzionato vari punti del programma elettorale, tra cui le partite della piscina e del palazzetto dello sport. Sull’ospedale Cassani ha riaffermato l’idea dell’amministrazione: «Era nota da prima della campagna la nostra idea: è necessaria la nuova struttura, che sia adeguata, e che non depotenzi il Sant’Antonio Abate. Non pensate che temiamo Regione Lombardia».

A Gallarate debutta il nuovo consiglio comunale

L’elezione del presidente del consiglio comunale di Gallarate

Il consigliere dem Giovanni Pignataro ha rilanciato la proposta di Matteo Bianchi riguardo la presidenza del consiglio comunale di Varese alla minoranza: «Un’apertura di questo tipo può essere riportata su Gallarate. Diamo la disponibilità a votare un membro delle opposizioni che la maggioranza proporrà». Dai banchi della maggioranza, però, Evelin Calderara (Lega) ha negato ogni apertura: «Come gruppo di centrodestra il consigliere De Bernardi Martignoni, perché le cose ce le facciamo a casa nostra».

Con 9 schede contrarie e 16 a favore De Bernardi Martignogni è stato eletto presidente e si è seduto al fianco del sindaco e dell’assessora Francesca Caruso: «Dopo 15 anni di consiglio comunale corono questo sogno grazie al voto dei consiglieri e all’apertura dei consiglieri di minoranza. Corono con questo incarico importante di rappresentare con interezza il consiglio comunale: è sicuramente da parte mia un piacere ma un orgoglio. Voglio ringraziare le persone presenti in consiglio e chi soprattutto ha creduto in me e chi ha scelto il sottoscritto in questa tornata elettorale. Il mio ruolo sarà imparziale, ma sarà anche un ruolo fermo, che tutela tutti e che deve sempre vedere nel bene comune della città di Gallarate l’operato che i consiglieri e la giunta opereranno. Siamo stati scelti dai cittadini e dovremo portare avanti questo dovere nei prossimi cinque anni».

Marco Colombo, di Fratelli d’Italia, ha proposto a nome della maggioranza il nome di Nicolò Postizzi, che con 16 voti è stato eletto vicepresidente viario (i 9 della minoranza sono andati a Zambon). Alla consigliera dem è andata la carica di vicepresidente vicario supplente con 24 preferenze (una scheda era nulla).

Le schermaglie con la minoranza

«Saremo un’opposizione attenta, responsabile e virtuosa – ha preso la parola Margherita Silvestrini – vigileremo sull’operato della giunta: lo abbiamo dimostrato negli scorsi 5 anni, sia essendo severi sia votando con la maggioranza. Non faremo sconti ma saremo una forza collaborativa aprendoci al dialogo. Ci auguriamo che l’amministrazione non sia chiusa: se ci avesse ascoltato, sindaco, lei ora avrebbe qualche preoccupazione in meno. Ascoltate la minoranza e scansate i pregiudizi».

Dopo aver ricordato alcune partite importanti dell’amministrazione (ricordando anche qualche punto del programma di centrosinistra), Marco Colombo dai banchi di Fratelli d’Italia ha risposto sarcasticamente: «Ringrazio la collega Silvestrini per aver ascoltato finalmente il suo programma elettorale, se lo avesse reso noto prima forse saremmo arrivati al ballottaggio».

Massimo Gnocchi (Obiettivo Comune Gallarate) si è tolto qualche sassolino indirizzando parte del suo intervento al sindaco: «All’indomani della sua elezione ha nuovamente ricordato di aver fatto una campagna elettorale sulla sua persona, ma non è vero. Noi di Obiettivo comune non abbiamo nemici, ma avversari». Il consigliere ha poi rimarcato i motivi che, nel 2001, lo portarono a lasciare la Lega: «Ho preso atto di un cambiamento che non condividevo (le scelte politiche in materia urbanistica e con alcune alleanze, Forza Italia). La lega mi rispose dicendo che “Forza Italia aveva bisogno di noi”. Vi racconto questo perché la storia è maestra e di lei bisogna tenere conto per non ripetere gli errori».

Lo screzio con Centro popolare Gallarate

A infrangere l’aura di giubilo della maggioranza Luigi Galluppi di Centro popolare, l’unica lista del centrodestra esclusa dalla giunta: «Non è stato minimamente riconosciuto il nostro lavoro e il nostro sforzo e ne prendiamo atto, avremmo da criticare anche sul criterio dei numeri: le sue scelte hanno indebolito la compattezza delle 4 forze politiche del centrodestra di Gallarate. Lei ha bisogno di un centrodestra unito e compatto che la sostengano in questi cinque anni di mandato».

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 25 Ottobre 2021
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