Adattamento e innovazione hanno reso grande l’industria aeronautica varesina

A Volandia si è aperto il ciclo di incontri "Tempi moderni" organizzato dalle fondazioni Leonardo e Feltrinelli, una riflessione sulla vocazione di alcuni territori a creare dei veri e propri distretti delle competenze

Economia generiche

C’è una foto storica, dei primi anni del secolo scorso, che ritrae un aereo, pronto per essere assemblato, trasportato da un’automobile. Il fotografo Niccolò Biddau l’ha scelta, insieme ad altre, dagli archivi storici dell’Aermacchi e della Secondo Mona, per aprire “Tempi moderni” una riflessione sulla vocazione di alcuni territori a creare dei veri e propri distretti delle competenze. Il luogo scelto dalle fondazioni Leonardo e Feltrinelli per avviare questa riflessione, che toccherà anche le città di Lecce e Bologna, non poteva essere che Volandia, il museo a ridosso di Malpensa, vero e proprio scrigno di tesori per gli amanti del volo.
Biddau ha ragione quando afferma che quella foto è «particolarmente evocativa», perché racchiude i tre elementi fondamentali che esprimono il genius loci dell’industria varesina – non solo aeronautica -: la storia, il coraggio e la visione. 
L’industria aeronautica in provincia di Varese è stata e continua ad essere un interessante laboratorio economico-sociale che, nel corso della sua storia, ha riversato abilità artigianali in un modello industriale ad alta tecnologia, richiedendo soprattutto alle piccole imprese una grande capacità di adattamento ed evoluzione.

LA CAPACITÀ DI ADATTAMENTO DELLE IMPRESE VARESINE

In questo percorso fatto di complessità e strappi continui, la presenza di Leonardo, la più importante multinazionale italiana nel settore aerospaziale, è  fondamentale per lo sviluppo di un ecosistema competitivo. «Leonardo è parte della costruzione della storia di questo territorio – ha detto Giacinto Carullo, chief procurement & supply chain officer di Leonardo – perché intercetta con anticipo le necessità future, dai materiali avanzati ai sistemi di intelligenza artificiale, passando per la sostenibilità economica, ambientale e sociale, e pertanto ha un ruolo guida nel percorso di crescita delle pmi del distretto».

Una capacità di adattamento, quella delle imprese varesine, ben rappresentata da Claudia Mona, ceo di Secondo Mona spa e vice presidente dell’Unione degli industriali della provincia di Varese. «È un adattamento che continua da centoventi anni – ha sottolineato l’imprenditrice -. Adattarsi è uno sforzo sempre più grande in tempi sempre più brevi che richiede requisiti elevati e ampi. Negli ultimi anni siamo stati letteralmente bombardati da una serie di valutazioni che riguardano tutto e richiedono alle pmi uno sforzo e una struttura che non sempre hanno».
Il gioco per le pmi diventa sempre più duro e l’asticella sempre più alta. Una situazione che richiede una formazione adeguata e continua, in un mondo dove le competenze invecchiano precocemente. «Le risorse umane e le competenze – ha aggiunto Claudia Mona – sono asset fondamentali. La qualifica deve essere continua per adattarsi ed evolversi secondo le richieste. E non solo nella parte strettamente produttiva ma anche in quella impiegatizia. In azienda per rispondere a queste esigenze abbiamo formatori interni che sono uno sforzo e un costo notevoli».

LA NASCITA DEL CLUSTER AEROSPAZIALE LOMBARDO

La tradizione quindi non basta se non è accompagnata da un’endemica capacità di innovare. La nascita nel 2009 del Cluster aerospaziale lombardo, di cui l’Unione degli industriali della provincia di Varese è capofila, è servita a rimettere in asse il rapporto tra grandi e piccole aziende, a connettere territorio, università ed enti di ricerca in un sistema integrato che accompagna lo sviluppo e la crescita delle imprese. Oggi i big del settore sono come delle portaerei che caricano a bordo le piccole aziende per portarle nel mondo, in un continuo scambio reciproco, in un’ottica più di partnership che non di semplice subfornitura. «Qui c’è un potenziale innovativo che va di pari passo con la capacità di cambiare – ha spiegato il presidente Angelo Vallerani – Nel cluster riuniamo attorno a un tavolo grandi e piccole imprese per confrontarsi e per far sì che soprattutto le piccole diventino competitive. Il nostro è un settore che va avanti a scatti e quello che stiamo vivendo è un momento di transizione, un momento importante per capire in che direzione innovare. Certamente gli aerei di domani non sono quelli che vediamo oggi».

IL RUOLO DI REGIONE LOMBARDIA

In tutto questo discorso il ruolo esercitato dal pubblico a supporto del distretto è a sua volta un tassello importante perché deve garantire le condizioni ideali e di contesto per la nascita e lo sviluppo di un ecostistema adeguato. L’atteggiamento di Regione Lombardia, in questo senso, è piuttosto pragmatico: a ciascuno il suo. «Noi non diciamo alle imprese dove devono andare e agli imprenditori che cosa devono fare – ha sottolineato Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico – Ognuno deve fare il proprio lavoro e quello della Regione è colmare i buchi di filiera. Non dobbiamo omologarci agli altri perché in Lombardia abbiamo tutto ciò che serve. Abbiamo solo bisogno di più connessione».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 09 Novembre 2021
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