Da Intesa Sanpaolo 60 miliardi per lo sviluppo dei territori. E la Zona logistica semplificata di Malpensa torna al centro del dibattito
Semplificazione amministrativa, attrazione degli investimenti e competitività dei territori. Il piano "ZES 2.0" di Intesa Sanpaolo rilancia uno strumento che ha già prodotto miliardi di euro di investimenti nel Mezzogiorno. E nel Varesotto torna d'attualità la richiesta di una Zona Logistica Semplificata attorno a Malpensa, sostenuta da Confindustria Varese
Un mese fa, dalla sede di Leonardo a Venegono Superiore, il presidente di Confindustria Varese Luigi Galdabini, nella relazione all’assemblea generale degli industriali, ha rilanciato con forza la necessità di istituire una Zona Logistica Semplificata (Zls) nell’area di Malpensa. Uno strumento che consentirebbe di accelerare le procedure amministrative e favorire nuovi investimenti. «Un’area dove lo Stato possa introdurre procedure amministrative più rapide e agevolazioni per favorire investimenti, sviluppo manifatturiero e logistico. Riparta da qui la rappresentazione del territorio ad ogni livello di governo», aveva sottolineato Galdabini. (foto do Andres Larroux)
LA COMPETITIVITÀ DEI TERRITORI
Non si tratta di una proposta nuova. Da oltre dieci anni diversi comuni dell’area aeroportuale e numerosi attori economici del territorio sostengono l’opportunità di introdurre strumenti speciali per valorizzare il ruolo strategico dello scalo. Prima si è parlato di Zes, la Zona Economica Speciale, poi di Zls, formula ritenuta più compatibile con il contesto normativo del Nord Italia. L’intervento del presidente di Confindustria Varese rappresenta però l’ultimo e più autorevole tassello di una discussione che negli ultimi mesi ha ripreso vigore. Il tema è quello della competitività dei territori e della semplificazione amministrativa. Un confronto che riguarda direttamente la provincia di Varese, stretta tra la sfida della concorrenza internazionale e la peculiarità di un territorio di confine, ma che oggi trova nuove motivazioni nelle iniziative annunciate da Intesa Sanpaolo e Confindustria a livello nazionale.
IL PIANO ZES 2.0 E I 60 MILIARDI DI INTESA SANPAOLO
Con il programma “Zes 2.0″, il gruppo guidato da Carlo Messina ha infatti messo a disposizione 60 miliardi di euro per sostenere investimenti, infrastrutture e adeguamento energetico, confermando la centralità della Zes Unica del Mezzogiorno ma aprendo al tempo stesso una riflessione sull’applicazione degli strumenti di semplificazione anche in altre aree del Paese. L’obiettivo dichiarato è attrarre nuovi capitali, favorire insediamenti industriali e rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano.
I risultati ottenuti nel Sud spiegano perché il tema sia tornato al centro dell’agenda economica nazionale. Secondo il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, la Zes Unica del Mezzogiorno ha già generato un impatto complessivo stimato in 59 miliardi di euro e oltre 70mila posti di lavoro, dimostrando come la riduzione della burocrazia e dell’incertezza normativa possa trasformarsi in una leva concreta di sviluppo. Anche Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ha evidenziato come la nuova disponibilità finanziaria sia destinata a sostenere non soltanto il Sud, ma anche altre aree del Paese, riconoscendo l’utilità dello strumento per le imprese del Nord Italia.
MALPENSA E LA SFIDA DELLA ZONA LOGISTICA SEMPLIFICATA
Non a caso Intesa Sanpaolo, nel presentare il progetto ZES 2.0, ha ribadito il proprio sostegno alle Zone Logistiche Semplificate del Nord Italia, considerate strumenti utili per valorizzare le grandi piattaforme logistiche e accompagnare l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. Un passaggio che, letto dalla prospettiva varesina, rafforza ulteriormente la richiesta di una Zls nell’area di Malpensa, uno dei principali hub logistici e cargo del Paese.
È proprio in questo scenario che si inserisce la partita di Malpensa. L’ex sindaco di Somma Lombardo, Stefano Bellaria, ha definito la Zona Logistica Semplificata una vera e propria «battaglia del territorio», sostenendo che l’aeroporto rappresenti il luogo ideale per sperimentare strumenti capaci di accelerare investimenti e nuovi insediamenti produttivi. Il sostegno di Confindustria Varese rafforza una richiesta che punta a trasformare l’area aeroportuale in un hub ancora più attrattivo per le imprese manifatturiere e logistiche.
IL TEMA DELLE AREE DI CONFINE E LA LEZIONE DEL SUD
La riflessione si inserisce inoltre in un dibattito più ampio che la stampa nazionale ha recentemente rilanciato per le province di confine, da Varese al Verbano Cusio Ossola, dove si discute della possibilità di introdurre strumenti speciali per contrastare la concorrenza svizzera e trattenere capitale umano e investimenti. Sullo sfondo c’è il tema della competitività di territori che convivono quotidianamente con il richiamo esercitato dal Canton Ticino su lavoratori qualificati e imprese. Da qui la richiesta di misure capaci di rafforzare l‘attrattività del sistema economico locale e di sostenere lo sviluppo delle aree più esposte alla competizione internazionale.
Non bastano incentivi e agevolazioni fiscali. Il vero punto di forza delle Zes è stata la semplificazione delle procedure autorizzative e la riduzione dei tempi decisionali. Secondo i dati elaborati da Confindustria e SRM, a metà 2026 le autorizzazioni rilasciate nell’ambito della Zes Unica avevano già generato oltre 9 miliardi di euro di investimenti diretti e circa 25mila posti di lavoro.
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