La mezza ripresa 2021 degli aeroporti, Malpensa “insegue” Fiumicino

Negli aeroporti italiani manca ancora un passeggero ogni due, ma la seconda metà dell'anno ha dato segnali incoraggianti. Meno marcata la flessione sulle merci, con una tendenza alla concentrazione a Malpensa

Malpensa

Negli aeroporti italiani, rispetto all’ultimo anno prima del Covid, manca ancora un passeggero su due. Anzi un po’ di più, visto che la contrazione è del 58,2. Mentre reggono le merci, con un -1,9% complessivo. Ed è proprio in questo segmento che si può trovare la notizia migliore per Malpensa, visto il processo di accentramento della logistica aerea che sempre più premia l’aeroporto principale di Milano.

Sono questi – in sintesi – i dati principali del report complessivo dell’anno 2021, appena pubblicato da Assoaeroporti, la associazione di categoria dei gestori degli scali europei.

Una fotografia, certo, ancora molto complicata per gli scali italiani, che chiudono il 2021. In numeri assoluti 80,7 milioni di passeggeri, che significa una contrazione del 58,2% sul 2019, ultimo anno non interessato dalla pandemia, quando il numero dei viaggiatori ha superato quota 193 milioni.

Meglio però se si guarda il dato in ottica di ripresa dentro al mondo nuovo in era Covid: il dato 2021 è in crescita del 52,4% sul 2020. Se si guarda all’andamento nell’anno la curva è in crescita, con i primi cinque mesi ancora quasi azzerati dai vari periodi di confinamento e limitazioni ai viaggi e la seconda metà dell’anno che vede un’impennata, salvo poi registrare una contrazione tra novembre e dicembre per l’arrivo di Omicron.

Nei primi cinque mesi dello scorso anno, il traffico negli scali nazionali ha infatti segnato una contrazione dell’86% rispetto al 2019, attestandosi a valori prossimi a quelli osservati nella primavera 2020, durante i mesi di lockdown generalizzato.  I primi deboli segnali di ripresa si sono registrati solo a giugno 2021, -65% sui livelli pre-Covid, per poi rafforzarsinella seconda metà dell’anno, con -38% rispetto al secondo semestre 2019.

Si segnala, inoltre, un parziale recupero del segmento nazionale che nel 2021 mostra un -35,1% sui volumi pre-pandemia. In sofferenza invece il traffico internazionale, che si attesta ad un -70,4%, evidenziando così una ripartenza del comparto a due velocità.

La ridistribuzione tra diversi aeroporti

Il fenomeno descritto ha inoltre modificato la distribuzione del traffico negli aeroporti italiani, con gli scali delle Isole che, beneficiando del turismo nazionale, registrano segnali di ripresa maggiormente evidenti rispetto alla media di sistema. Recuperano infatti più velocemente, soprattutto nella seconda parte dell’anno, i livelli del 2019. Stentano invece a ripartire gli aeroporti a forte vocazione internazionale e intercontinentale, a causa del mantenimento delle restrizioni per i viaggi Extra UE.

I movimenti aerei registrano una contrazione meno marcata rispetto al traffico passeggeri: nel 2021 sono stati circa 950 mila, con un calo del 42,4% sul 2019 (+34,7% sul 2020) a conferma dell’utilizzo da parte dei vettori aerei di aeromobili di minore capienza.

Roma Fiumicino resta lo scalo più trafficato, con 11,8 milioni di passeggeri, Malpensa “insegue” con 9,7 milioni. Il sistema aeroportuale milanese, però, è più frammentato di quello della Capitale e per avere un quadro completo bisogna sommare i 6,3 milioni di Orio al Serio e i 4,2 di Linate.

Le merci in leggera flessione, ma a Malpensa è boom

«Incoraggianti» vengono definiti da Assoaerorti i risultati per il traffico merci, con i volumi movimentati per via aerea che raggiungono i livelli del 2019, +0,2%, e l’intero segmento cargo, incluso l’avio camionato, che si attesta a 1 milione di tonnellate, pari al -1,9% rispetto ai livelli pre-Covid (e comunque +28,6% sul 2020).

Nei mesi scorsi si è parlato molto del “boom” del cargo a Malpensa: lo scalo milanese attrae quasi il 70% delle merci italiane

Il settore del trasporto aereo si conferma, quindi, tra i più colpiti dalla pandemia e l’uscita dalla crisi, in base ai dati disponibili, rischia di essere lenta e parziale. «Il comparto, pertanto, ha bisogno di sostegni adeguati per affrontare le sfide della ripartenza e della transizione ecologica e digitale, a beneficio non solo degli operatori del settore ma anche dei territori, dell’economia del Paese e dell’occupazione» scrive Assoaeroporti.

In questo contesto Malpensa comunque fa i conti con la domanda molto elevata, che sta guidando tanto investimenti dentro al sedime aeroportuale (o meglio, con espansione del sedime, inserito nel Masterplan 2035) quanto sul territorio circostante, ad esempio con il grande polo previsto a Ferno.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 Gennaio 2022
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