L’Università dell’Insubria punta su Busto Arsizio con scienze motorie e ricerca

Firmata la convenzione che chiude anni di rapporti difficile e apre ad un vero e proprio terzo polo universitario da centinaia di studenti. Per la città un'occasione di rilancio anche immobiliare

molini marzoli

È stata firmata questa mattina (venerdì) la convenzione tra Comune di Busto Arsizio e Università dell’Insubria che sancisce l’inizio di una nuova era per entrambi gli enti. L’università sposterà gradualmente (ma già a partire dal prossimo anno accademico) su Busto Arsizio prima la magistrale e poi il corso di laurea triennale in Scienze Motorie, dall’altro l’amministrazione comunale si impegna a ristrutturare ed adeguare due porzioni dei Molini Marzoli e di Villa Manara per le attività universitarie. Il risultato sarà la nascita del terzo polo dell’Università dell’Insubria dopo Varese e Como, chiudendo un contenzioso che aveva portato a pesanti dissapori nel corso degli anni.

La convenzione prevede, inoltre, l’ubicazione in un nuovo edificio che verrà realizzato nell’Area delle Nord del futuro Centro di ricerca per l’invecchiamento di successo, la collaborazione tra università e nuovo ospedale unico di Busto-Gallarate e la possibilità di riutilizzare parti del vecchio ospedale per le attività universitarie.

Ad oggi l’università dell’Insubria è già presente a Busto con la facoltà di scienze infermieristiche (25 studenti) e con la facoltà di scienze biomediche e annesso centro di ricerca con altri 50 studenti. L’obiettivo, quando tutto sarà a regime, è quello di portare su Busto Arsizio 400 studenti universitari.

manuela maffioli angelo tagliabue

Un’opportunità che porterà, in prospettiva, alla possibilità di realizzare uno studentato sempre nell’area delle Nord ma che nell’immediato potrebbe riorientare e rendere più attrattivo il patrimonio immobiliare della città

La convenzione prevede, in particolare, la concessione a titolo gratuito per 25 anni all’ateneo di 2685 metri quadrati della Villa Manara e di oltre 3000 metri quadrati, dal piano interrato al terzo piano, dell’ala del palazzo principale dei Molini Marzoli.

E non solo: per agevolare l’insediamento del nuovo corso di laurea e adeguare gli spazi dei Molini Marzoli alle esigenze universitarie, l’Amministrazione Comunale provvederà alla realizzazione di lavori di ristrutturazione per un importo di 750.000 Euro, oltre a opere di impermeabilizzazione e di messa a norma dell’edificio. L’Università dell’Insubria si farà carico della fornitura di arredi, attrezzature e allestimenti per lo svolgimento dell’attività didattica e di ricerca.

A fronte della concessione in uso gratuito degli immobili, la convenzione prevede infatti ulteriori ricadute sul territorio: l’Università si impegnerà, oltre a mantenere insediate per la durata della convenzione le attività istituzionali già presenti a Busto, nonché il corso di laurea magistrale di Scienze Motorie, a intervenire su richiesta delle scuole cittadine su argomenti di interesse o per corsi di aggiornamento per docenti e/o studenti; a realizzare tirocini formativi per gli alunni delle scuole superiori, a promuovere accordi con Enti e Associazioni del territorio volti allo sviluppo di attività di volontariato in materia di istruzione e cultura.

«Questo accordo rilancia e rinvigorisce una sinergia importante per la città, ma anche per tutto il territorio, in termini di indotto – commenta la vicesindaco e assessore alla Cultura Manuela Maffioli -. Una sinergia che rafforza la vocazione di Busto come “città del sapere”, in tandem con il forte incremento delle attività culturali, nella quale l’Amministrazione. ripone numerose e alte aspettative e alla cui felice realizzazione affida una parte consistente dello sviluppo economico. Su questa prospettiva poggia l’ingente investimento in un progetto al cui sviluppo dedicheremo massima attenzione e sul quale, con spirito di collaborazione e senso di responsabilità, siamo chiamati a vigilare. Busto sta cambiando il proprio volto in modo rapido e concreto, come piace a noi, ora la comunità sappia cogliere questa opportunità, in tanti sono chiamati a fare la propria parte, in termini anche di servizi e di capacità ricettive».

«Si concretizza uno dei miei principali obiettivi – afferma l’assessore all’Urbanistica Giorgio Mariani che insieme al professor Luigi Valdata ha dato avvio al dialogo -. Con questa convenzione superiamo le difficoltà del passato e diamo il via a una nuova collaborazione, che riapre le porte al sogno di Busto città universitaria, come terzo polo dell’Insubria dopo Varese e Como. Non si tratta solo di una questione di prestigio, la presenza dell’Università può dare impulso all’economia cittadina per l’indotto che porta con sé. Non infatti è solo l’aspetto didattico e culturale da considerare, si pensi per esempio alla necessità di nuovi spazi per gli studenti che verranno da fuori: in totale, considerando anche il corso di laurea triennale in Scienze motorie, altro progetto per Busto, potremmo arrivare ad accogliere 500 studenti. Auspico quindi che gli imprenditori e gli immobiliaristi sappiano cogliere le nuove opportunità offerte dalla presenza dell’Università e contribuiscano a far crescere un’area, quella delle Nord, che si configurerà come la parte della città più giovane e proiettata verso il futuro. Intanto il nuovo insediamento universitario consente anche un più efficace utilizzo del patrimonio immobiliare comunale».

«Crescere qualitativamente e sul territorio è la mission dell’Università dell’Insubria – dichiara il rettore Angelo Tagliabue – e Busto Arsizio, città strategica per posizione, storia, vocazione, si pone come un polo dalle grandi opportunità, accanto a Varese e a Como. I nuovi spazi in città per il nostro Ateneo permetteranno di accogliere più studenti con una offerta formativa più ampia e competitiva, al passo con gli standard europei e, soprattutto, capace di preparare laureati pronti per le esigenze della realtà produttiva e del territorio. A Busto Arsizio abbiamo riattivato quest’anno anche il corso in Scienze infermieristiche in collaborazione con l’Ospedale e tra le voci del PNRR c’è il Centro per l’invecchiamento di successo impostato sulle competenze trasversali che dovrebbe essere allocato in città».

«Con i suoi poli scolastici di eccellenza, Busto sta assumendo un ruolo primario nell’ambito della formazione: questa rinnovata collaborazione ne è un’ulteriore conferma – aggiunge l’assessore alle Politiche educative Daniela Cerana –. Sottolineo anche che la convenzione prevede delle importanti ricadute sulla cittadinanza e sul sistema scolastico cittadino: l’Amministrazione è disponibile a favorire ogni forma di collaborazione che possa essere utile ad arricchire il percorso formativo dei nostri studenti e che possa rendere la città sempre più attrattiva per i giovani».

 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 21 Gennaio 2022
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