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Perché Tar ha respinto il ricorso “ambientalista” su piazza stazione a Gallarate

Il tribunale ha respinto tutti i motivi presentati dal Comitato Salviamo gli Alberi e da alcuni cittadini. Ma ha ripartito le spese

Generica 2020

A distanza di undici mesi dal primo pronunciamento (sulla richiesta di sospensiva, non concessa), il 3 gennaio scorso il Tar della Lombardia ha respinto definitivamente il ricorso contro il progetto della nuova piazza della stazione di Gallarate, contestato dal Comitato “Salviamo gli alberi” e da un gruppo di cittadini.

Era una decisione attesa, proprio perché il tribunale non aveva concesso la sospensiva:nei fatti, pur esaminando il provvedimento cautelare di sospensione, dava già un anno fa un po’ ragione al Comune, dando il via libera a un progetto che era già ai blocchi di partenza, che infatti è stato nel frattempo completato.

Leggendo la sentenza del Tar si comprende meglio la decisione di quasi un anno fa: il ricorso è infatti valutato come “infondato nel merito” rispetto a tutti i quattordici motivi che i ricorrenti avevano presentato e che facevano riferimento – sintetizzando molto – alla illegittimità dell’intervento e alle carenze di documentazioni e autorizzazioni. Come già anticipato nel respingere la sospensiva, il Tar ha riconosciuto la legittimità del Comune a operare e non ha rilevato irregolarità nell’iter autorizzativo.

Molto (non tutto) ruotava intorno alla eliminazione degli alberi. Aspetto su cui il Tar ha ritenuto che i soggetti che hanno fatto ricorso «non hanno fornito elementi concreti da cui poter desumere il particolare pregio monumentale, storico, culturale, di maestosità o longevità degli alberi in questione, risalenti alla metà degli anni Sessanta», che non erano stati valutati come pregiati né da dalla Commissione Paesaggio né dalla Sovrintendenza.

abbattimenti alberi piazza stazione Gallarate
La piazza durante i lavori. Sono stati abbattuti buona parte degli alberi verso i portici e una parte di quelli nella zona centrale, ampiamente ridefinita dal progetto con un nuovo passaggio centrale

Era contestata anche la mancata partecipazione dei cittadini al progetto: sul piano amministrativo, però, il Tar ha ritenuto che questa ci sia stata perché il Comune ha “controdedotto” rispondendo alle critiche con due comunicazioni il 21 agosto 2020 e il 7 ottobre successivo, parte della documentazione prodotta (le cause al Tar sono fatte tutte di documenti).

Altri motivi invece – come la regolarità della scelta delle imprese – sono stati dichiarati inammissibili per «carenza d’interesse e di legittimazione in capo ai ricorrenti, poiché nessuno di essi è un operatore economico». Analogamente sul “caso” della variazione di bilancio approvata in giunta – contestata anche dalle opposizioni in consiglio – che fu poi ratificata dal consiglio comunale.

Due anni di dibattito politico (e un anno al Tar)

Il tema della nuova piazza aveva molto agitato il dibattito politico per due anni. L’amministrazione sostiene che alla lunga la piazza darà più ordine e produrrà meno degrado e ha sempre sottolineato che gli interventi sulle alberature sono “a saldo zero” (qui l’articolo completo), vale a dire sono stati piantati tanti alberi quanti vengono tagliati.

Piazza stazione Gallarate
L’inaugurazione della piazza, a settembre 2021

L’opposizione in consiglio (allora Pd e Città è Vita) ha contestato non la legittimità, ma la validità del progetto per l’obbiettivo che si pone, dicendo che il rinnovo degli spazi non produrrà di per sé meno degrado e più sicurezza.
Diversa appunto la lettura del Comitato Salviamo gli Alberi, che aveva ritenuto ci fossero elementi di illegittimità sotto vari punti di vista, che però non sono stati accolti dal Tar.

Il Tar ha comunque deciso di compensare le spese, dividendole tra le due parti contrapposte (da un lato il Comitato e singoli cittadini, dall’altro il Comune), «in considerazione della peculiarità e del complesso della vicenda»

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 13 Gennaio 2022
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