Regione vuole trasformare il “casermone” di Gallarate in centro regionale delle emergenze

I quattro capannoni potrebbero essere utilizzati, oltre che per vaccinazioni e tamponi, anche per ospitare letti di terapia intensiva. Lunedì 24 gennaio sopralluogo dell'assessore Moratti

Primo giorno di apertura per il centro tamponi di Gallarate

Il centro di Gallarate diventerà un punto di riferimento per la sanità lombarda. La sensazione che l’investimento sull’ex deposito dell’Aeronautica di Gallarate andasse oltre il momento dell’emergenza viene confermato dall’assessore al Welfare regionale Letizia Moratti

«In questi giorni, dopo attente valutazioni con i funzionari della Direzione – spiega l’assessore Letizia Moratti – ho deciso di avviare uno studio di fattibilità per la realizzazione di una ‘Struttura Sanitaria – Hub per le Emergenze’ nell’area militareQualora il piano di fattibilità tecnico economico portasse a risultati positivi – aggiunge l’assessore – l’obiettivo sarebbe quello di richiedere formalmente che gli edifici che compongono l’area dell’ex Caserma possano essere destinati a una struttura di livello regionale per la gestione delle emergenze sanitarie, che possa soddisfare le necessità connesse ad una gestione pandemica, dalla fase di ‘tracing’ alla fase di ricovero e cure acute, così come per altre eventuali necessità emergenziali».

 La visita di lunedì 24 al Centro vaccinale massivo di Gallarate, che apre i battenti proprio con l’inizio della prossima settimana e che in precedenza era stato attivato come punto tamponi per far fronte all’emergenza legata alla quarta ondata Covid e alla variante Omicron, servirà anche come sopralluogo sull’area. Insieme con la vicepresidente Letizia Moratti, saranno presenti il Commissario straordinario per l’emergenza Covid, generale Francesco Paolo Figliuolo, e il consulente per la campagna vaccinale di Regione Lombardia, Guido Bertolaso.

 «L’apertura del punto tamponi e del centro vaccinale nell’ex Caserma testimonia ancora una volta la collaborazione sinergica e virtuosa tra Istituzioni e le Forze Armate – aggiunge Moratti – ed in particolare il rapporto collaborativo e costruttivo sussistente con il Commissario straordinario, che ringrazio nuovamente per la grande disponibilità. Per questo, confidiamo che la preziosa partnership con Ministero della Difesa, sperimentata in tutta la fase emergenziale, possa concretizzarsi in un progetto a più ampio respiro e da realizzarsi nel medio periodo».

 La Direzione generale Welfare ha già provveduto a redigere una prima relazione e documentazione sull’area, mentre il piano di fattibilità con la stesura degli aspetti tecnici e la previsione dei costi verrà portato a termine entro sei mesi.

 «La pandemia – aggiunge la vicepresidente Letizia Moratti – ci ha purtroppo insegnato che non possiamo farci trovare impreparati di fronte a nuove necessità e nuove emergenze. Al momento, questa necessità non c’è, ma il nostro obiettivo è quello di disporre di una struttura immediatamente utilizzabile, subito disponibile laddove se ne presentasse il bisogno».

 Lo studio prevede di avere a disposizione quattro edifici: uno operativo per diagnosi, tamponi, test molecolari e prelievi; uno per le vaccinazioni; uno per ricoveri in terapia intensiva e sub intensiva; e infine uno da utilizzare come deposito o da destinare a ulteriori posti letti per le terapie intensive in caso di necessità.

«I numeri di posti letto previsti sarebbero complessivamente 100 – conclude Moratti -. Nelle nostre intenzioni, la nuova struttura sanitaria contribuirà al rafforzamento del Piano pandemico regionale. Una pronta risposta in caso di emergenze sanitarie che si dovessero presentare in futuro».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 Gennaio 2022
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