Quantcast

Tra merende all’oratorio e l’ingresso a scuola: l’accoglienza degli ucraini a Besnate

Come sta andando l'accoglienza dei profughi ucraini a Besnate: "Siamo noi a dover fare il primo passo verso di loro"

scuole Betlem Gallarate - accoglienza bimbi ucraini

Una comunità che accoglie e fa il primo passo verso l’altro: ecco come Besnate si è mobilitata per l’accoglienza dei profughi arrivati nelle scorse settimane dall’inizio della guerra in Ucraina. (Foto generica d’archivio)

Attualmente in paese sono presenti 21 profughi, di cui 12 minori (i numeri sono aggiornati a ieri, mercoledì 30 marzo). «La maggiorate è ospitata da famigliari già presenti a Besnate», spiega l’assessora ai Servizi sociali, Sara Zarini, «mentre una famiglia besnatese ha accolto una mamma ucraina e il suo bambino, mentre un’altra famiglia – composta da una mamma e due bimbi – è ospitata in un appartamento messo a disposizione della parrocchia».

Nel caso di minori non accompagnai, questi si trovano da una nonna «che abita qui da tempo».

Nel frattempo, l’amministrazione ha attivato un conto corrente per raccogliere le donazioni per chi volesse contribuire agli interventi di accoglienza e sostentamento delle esigenze di prima necessità del popolo ucraino in fuga dalla guerra

La rete con le associazioni

«Nelle prime settimane, senza direttive centrali dal governo, abbiamo agito al buio in attesa di indicazioni. Ora abbiamo le idee più chiare». Nella zona non ci sono delle associazioni legate direttamente all’Ucraina o alla Bielorussia, diversamente da Busto Arsizio, Samarate e la zona del Castanese (vi abbiamo raccontato qui i viaggi del “convoglio solidale” di Noi con voi), dove i volontari e le famiglie italiane che accoglievano i bambini di Chernobyl per dei soggiorni terapeutici si sono attivati per andare a recuperarli al confine con la Polonia o la Romania insieme alle loro famiglie, per poi ospitarli. «Non siamo in emergenza – precisa l’assessora – ma ci stiamo preparando al meglio».

Fin da subito l’amministrazione è stata aiutata dalla parrocchia e da Caritas (che aiuta chi ha bisogno fornendo vestiti e cibo), così come le donne ucraine che vivono e lavorano a Besnate si sono attivate immediatamente per fare da intermediarie linguistiche, traducendo le locandine delle iniziative del territorio: «É giusto che siamo noi i primi a fare un passo verso di loro».

Numerose le attività organizzate, come  la merenda organizzata in oratorio lunedì 28 marzo, un momento dedicato ai piccoli “nuovi besnatesi”: «C’erano tutti i bambini ucraini che sono arrivati in paese, è stato un bel momento di aggregazione». Da poco è partito il corso di italiano per stranieri alla Casa delle culture in collaborazione con il Cpia di Gallarate (Centro per l’istruzione degli adulti, ndr), in via Mylius, tre giorni a settimana e si sono già iscritte sei ucraine.

Ora la rete di sostegno per l’accoglienza si allarga: le società sportive, le associazioni che coordinano le attività della parrocchia (come l’organizzazione Minipalio, il comitato che si occupa del palio besnatese) e Banca del Tempo hanno dato la massima disponibilità a lavorare in rete per integrare nella comunità le donne ucraine e i loro bambini.

«C’è la volontà di coinvolgere queste persone in maniera partecipativa», spiega Zarini ricordando anche la collaborazione della Pro Loco, che «vuole fare delle iniziative culturali per far conoscere meglio il paese da vicino». Un lavoro di rete che lavora a trecentossessantagradi, che mira a non escludere in nessun modo i profughi.

La nuova scuola a Besnate

Infine, l’inserimento a scuola, che è iniziato nei giorni scorsi dopo il completamento dell’iter sanitario. Il comitato genitori si è attivato per raccogliere il materiale scolastico necessario agli studenti.

«I bambini in età tra le elementari e le medie verranno accolti nelle scuole medie», mentre per chi fa le superiori la situazione è diversa. «Abbiamo un ragazzo che riesce a seguire in Dad le lezioni con le sue insegnanti della scuola ucraina», racconta Zarini.

 

Nicole Erbetti
nicole.erbetti@gmail.com
Per me scrivere significa dare voce a chi non la ha. Il giornalismo locale è il primo passo per un nuovo, empatico e responsabile incontro con il lettore. Join in!
Pubblicato il 31 Marzo 2022
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore