“Tu sei importante fino alla fine” al Nido dell’istituto La Provvidenza di Busto che accompagna nell’ultimo tratto di vita

Con i suoi 8 poti letto, l'Istituto risponde a un bisogno del territorio di aiutare a vivere serenamente e con dignità la parte fiale della vita. Un servizio che si può scegliere di sostenere con il 5 per mille

Istituto La Provvidenza di Busto Arsizio

Il Nido sereno e accogliente della Provvidenza di Busto Arsizio che tutela la vita fino alla fine

“Non conoscevo l’esistenza delle cure palliative, non le avevo mai neanche sentite nominare. Ho imparato a conoscerle solo da poco tempo, ma grazie a queste cure mio fratello è stato da voi accompagnato verso la fine del suo tempo senza soffrire”.

UN NIDO CHE ACCOGLIE NELL’ULTIMO TRATTO DI VITA

Accompagnare, con serenità, equilibrio e dignità. È questo il compito di un hospice. Non è un luogo dove si affronta la morte. È un luogo di vita, per chiudere il cerchio di un’esistenza, riportando armonia e pace.
Ed è per l’importante valore della sua missione che l’Istituto La Provvidenza di Busto Arsizio ha voluto chiamare il suo hospice “Il nido”.

Un ambiente accogliente, caldo dove ci si possa sentire in pace con se stessi e gli altri.
«La scelta di aprire un hospice venne presa dal Consiglio di amministrazione già nel 2019, prima della Delibera regionale da cui emergeva la carenza di questi letti – ricorda Paola Mega Coordinatrice dei servizi territoriali di Provvidenza – Venne individuato un piano del Padiglione Borri allora in ristrutturazione. Sin dall’inizio, venne concepito come un luogo protetto e tranquillo, per farsi carico dei pazienti che avevano necessità di cure palliative. Persone che arrivavano con la paura negli occhi, consapevoli che la vita li stava abbandonando e che varcavano l’ingresso con la triste sensazione dell’ultimo miglio. Il valore dell’hospice, invece, è quello di dare valore a ogni attimo della vita, restituire attenzione e relazione, non solo al paziente, ma alla sua intera famiglia.  Come diceva Cicely Saunders, il primo medico che concepì l’hospice come luogo di cura dei malati terminali: “Tu sei importante perchè sei tu e sei importante fino alla fine”».

OTTO POSTI LETTO SEGUITI DA MEDICI, PSICOLOGI, INFERMIERI E OSS

L’Istituto La Provvidenza ha attivato 8 posti letto, attualmente accreditati, ma non ancora contrattualizzati: «Siamo in stretto contatto con Regione Lombardia e ATS Insubria, sempre attente alle esigenze del territorio. In attesa di una futura contrattualizzazione  – commenta ancora la coordinatrice – l’Istituto si fa carico di tutte le spese per garantire il servizio così prezioso e necessario. Da inizio anno abbiamo ricoverato circa 50 persone per un migliaio di giornate di assistenza. Nel nostro hospice lavorano medici palliativisti, psicologi, infermieri e OSS. Tutto personale formato per fornire una presa in carico completa. Chi arriva da noi, spesso, ha vissuto esperienze pesanti, di dolore e sofferenza. Il nostro dovere è quello di farli sentire a casa, in pace, in famiglia».

In quei terribili, improvvisi ed inimmaginabili momenti di dolore avete preso per mano, non solo il mio papà, ma tutti noi. Mai, nella mia vita, persone “sconosciute” mi avevano scaldato il cuore, di cristallo, come voi. Grazie infinite.

Così si congeda un famigliare al termine del percorso in Hospice. E ancora

Grazie per le amorevoli attenzioni e cure riservate alla mia mamma, grazie per avermi aiutato a salutarla nel migliore dei modi e grazie per tutta la sensibilità, la cortesia e l’umanità che abbiamo ricevuto. 


Gratitudine, innanzitutto, di chi ha dato un senso alla sua tragedia, ha lasciato andare una vita cara, con il sollievo 
dell’armonia finale.

Istituto La Provvidenza di Busto Arsizio

CHE COS’E’ UN HOSPICE?

«Cos’è Hospice?  – si interroga la “Care manager” del NIDO Alice Brenna – È un luogo accogliente, protetto e di cura, dove ci prendiamo carico del malato e della sua famiglia. Nel 90% dei casi, i pazienti arrivano che non hanno più speranza, sono smarriti e angosciati dall’idea della fine che si avvicina. Noi dimostriamo loro che, invece, c’è ancora tanta vita o, almeno, occasioni di qualità della vita.  Non è un concetto semplice, c’è poca consapevolezza di quanto bene si possa fare anche nell’ultimo tratto di strada. Non sono cure di fine vita, ma si tratta di un percorso di accompagnamento che coinvolge il paziente e chi gli è accanto. Prima si intraprende questo cammino, migliori i benefici che si ottengono. Il nostro ruolo è quello di offrire cure ma anche ascolto, dialogo, sostegno. Si invitano pazienti e famigliari a chiudere il cerchio, definire ciò che rimane in sospeso, smussare gli angoli, ritrovare l’equilibrio».

La serenità all’interno del NIDO è un toccasana per chi esce da un reparto di ospedale dove ha affrontato percorsi pesanti e/o psicologicamente destabilizzanti: «Quando arrivano sono impauriti ma, piano piano, superano paura e rabbia, sconforto e frustrazione – racconta ancora Alice Brenna – nel nostro NIDO riscoprono i colori della vita,profumi, i lati positivi che ritenevano perduti. Un cammino di avvicinamento alla pace e all’equilibrio dove la parte di cura si alterna e mescola con il sostegno empatico. Secondo me, è un cammino che tutti hanno diritto di dover percorrere quando arriva al capolinea: prima si imbocca il sentiero della serenità e più la vita è dignitosa».

«Nel territorio di Asst Valle Olona occorrerebbero 32 letti di hospice ma ce ne sono 22 – commenta Paola Mega – il nostro NIDO è stato pensato per garantire riservatezza ma anche per offrire luoghi di socializzazione. Una cucina dove prepararsi un pasto e un giardino d’inverno dove cercare pace e silenzio. Oltre al personale medico e sanitario, abbiamo i volontari o, meglio, stanno tornando, dopo le limitazioni del covid, i nostri volontari, figure indispensabili che propongono momenti di socialità preziosi». 

NON SOLO MALATI ONCOLOGICI MA CHIUNQUE PROVI DOLORE, CONFUSIONE, PAURA DI MORIRE

Gli hospice, nati in Italia soprattutto per accogliere pazienti oncologici, oggi si sono aperti a tutte le diverse tipologie di malati terminali. Le cure palliative si basano sul controllo della sintomatologia generale: parliamo di dolore ma anche di confusione, agitazione, nausea, paura di morire: «All’interno del NIDO l’equipe multidisciplinare lavora sempre insieme. I ruoli a volte si confondono nel perseguire il benessere degli ospiti. Ciascuno di noi sa il valore di una carezza, di una parola detta, di una gentilezza, al di là dell’effetto terapeutico delle medicine. Per seguire gli 8 posti ci sono sempre due persone in turno oltre al medico, allo  psicologo e al coordinatore».

Istituto La Provvidenza di Busto Arsizio

SOSTENERE IL NIDO DELLA PROVVIDENZA NELLA SUA MISSIONE DI ACCOMPAGNAMENTO

L’Istituto La Provvidenza, come è nelle sue corde e nella missione di matrice cattolica, ha, dunque, individuato il grande bisogno di cure palliative per il suo territorio e non si è tirata indietro. I riconoscimenti danno ragione a questa volontà di aprire il Nido. Le richieste in costante evidenziano la necessità di investire nel servizio e proseguire.

Un impegno che l’Istituto la Provvidenza vorrebbe portare avanti anche con il sostegno del territorio che può scegliere di destinare il 5 per mille per sostenere e condividere i costi importanti del diritto a vivere una vita, degna di essere vissuta fino in fondo. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 Aprile 2022
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