M(a)y Fiber 2026: a Busto Arsizio l’arte tessile diventa memoria sociale e futuro sostenibile
La rassegna promossa dall’Amministrazione comunale - dal 10 maggio al 7 giugno - trasforma la città in un laboratorio diffuso dove 54 artisti internazionali reinterpretano il tessuto tra installazioni monumentali e minuziose sculture tessili
Busto Arsizio si conferma per il terzo anno consecutivo un punto di riferimento internazionale per la fiber art con il ritorno di M(A)Y FIBER. La rassegna, promossa dall’Amministrazione comunale e curata dall’Assessorato a Cultura e Identità guidato da Manuela Maffioli, non è solo un ciclo di esposizioni, ma un vero e proprio manifesto culturale che celebra l’intreccio indissolubile tra la storia industriale della città e le nuove frontiere della sostenibilità artistica. Dal 10 maggio al 7 giugno 2026, il tessuto cessa di essere mero prodotto manufatto per trasformarsi in linguaggio, memoria e desiderio.
Miniartextil: l’Eterno Desiderio tra micro e macro
Cuore pulsante dell’intera manifestazione è la 34ª edizione di MINIARTEXTIL, intitolata quest’anno “Eterno desiderio”. Ospitata nelle Sale Gemelle del Museo del Tessile, la mostra (a cura dell’Associazione Arte&Arte di Como) esplora la tensione umana verso l’infinito attraverso l’opera di 54 artisti globali.
L’allestimento si muove su un doppio binario dimensionale: da un lato i celebri “minitessili”, opere di piccole dimensioni (20x20x20 cm) che racchiudono universi di minuziosa ricerca materica; dall’altro, installazioni monumentali che dialogano con l’architettura industriale del museo. Tra i grandi protagonisti spicca Joana Vasconcelos, la cui opera Pasticcino porta a Busto l’ironia e la sontuosità della cultura visiva portoghese. Il dialogo internazionale prosegue con le riflessioni cromatiche di Joel Andrianomearisoa e l’uso innovativo di materiali sintetici da parte di Hiva Alizadeh, capace di rileggere in chiave contemporanea l’antica tradizione dei tappeti persiani. Non manca l’omaggio al territorio con Paolo Gonzato, che con il suo Sipario reinterpreta lo spazio museale.
Il recupero della memoria: Pino Ceriotti e le radici operaie
Sempre all’interno del Museo del Tessile, la mostra “Tessuto sociale” di Pino Ceriotti offre una riflessione profonda e quasi antropologica. Ceriotti utilizza vecchi tessuti provenienti dalle storiche fabbriche del Nord Italia, frammenti di una civiltà industriale ormai mutata, per dar vita a un percorso sensoriale. Le sue quinte tessili sospese diventano superfici su cui appaiono volti e ritratti, simboli di comunità e culture travolte dalla globalizzazione. È un’opera che trasforma il materiale di scarto in “bazar emozionale”, riconnettendo la modernità alle fatiche e alla dignità del mondo operaio del secolo scorso.
Orizzonti internazionali e viaggi materici
Palazzo Marliani Cicogna apre invece le porte alla personale di Emily Little, dal titolo significativo “W?re threads – Il filo in viaggio”. La ricerca della Little è una sintesi perfetta tra scultura e pittura, dove la manualità artigianale incontra la visione industriale. Le sue opere sono concepite come forme aperte e dinamiche, influenzate dai suoi soggiorni tra Italia, Irlanda e Finlandia. La sua partecipazione sottolinea uno dei pilastri di M(A)Y FIBER 2026: l’idea che l’arte tessile sia un mezzo democratico e accessibile, capace di veicolare contenuti complessi attraverso una materia che appartiene alla quotidianità di tutti.

Una città che respira arte diffusa
L’innovazione di questa edizione risiede nella capacità di M(A)Y FIBER di uscire dai confini dei musei tradizionali per contaminare il tessuto urbano e sociale. La fiber art entra negli studi professionali, come lo Studio Legale Albè che ospita le “Trame magiche” di Marialuisa Sponga, e negli spazi di design. Particolarmente significativa è la partecipazione della Casa Circondariale di Busto Arsizio, dove l’arte diventa strumento di riabilitazione e apertura, con la mostra fotografica di Gin Angri che invita a riflettere sul concetto di confine e libertà.
In definitiva, M(A)Y FIBER 2026 si pone come un progetto corale che, partendo dal filo, ricuce il legame tra passato e futuro, confermando Busto Arsizio come una città capace di innovare partendo dalla propria identità.
Il fulcro: Miniartextil 34
Cuore dell’evento è MINIARTEXTIL 34, intitolata “Eterno desiderio”, ospitata nelle Sale Gemelle del Museo del Tessile. Curata dall’Associazione Arte&Arte di Como, l’esposizione presenta lavori di 54 artisti provenienti dall’Italia e da altri dieci Paesi. In mostra si troveranno sia minitessili che installazioni di grande formato di artisti di fama mondiale, tra cui:
Joana Vasconcelos: espone l’opera Pasticcino.
Joel Andrianomearisoa: con la serie Etude en blanc.
Hiva Alizadeh: che rielabora la tradizione persiana con capelli sintetici.
Paolo Gonzato: artista bustocco che presenta l’installazione Sipario.
Altre mostre principali
Oltre a Miniartextil, il percorso espositivo tocca diverse sedi istituzionali:
Museo del Tessile (Sala gemella): ospita “Tessuto sociale” di Pino Ceriotti, una riflessione sul mondo operaio e comunitario attraverso vecchie stoffe.
Museo del Tessile (Sala Ricamo industriale): dal 30 maggio al 30 giugno, la mostra “Paradisi tessili” esplora i temi floreali e naturali nel settore tessile.
Palazzo Marliani Cicogna: accoglie la personale di Emily Little, “W?re threads – Il filo in viaggio”, con opere realizzate in Italia, Irlanda e Finlandia.
Iniziative collaterali e luoghi insoliti
La rassegna coinvolge anche realtà private e spazi cittadini:
DesignPuntoZero: ospita la mostra di sculture in metallo MINI_IRON (dal 14 maggio) e “Fuori dalle righe”, dedicata ai libri d’artista di Mimmo Totaro (dal 20 al 24 maggio).
Studio Legale Albè & Associati: accoglie la retrospettiva “Trame magiche” di Marialuisa Sponga (dal 27 maggio al 12 giugno, su prenotazione) .
Casa Circondariale di Busto Arsizio: presenta la mostra fotografica di Gin Angri sull’ex carcere di San Donnino a Como, visitabile in giornate dedicate con la guida degli stessi detenuti .
Eventi e Didattica
Il calendario è arricchito da momenti di approfondimento e attività per il pubblico:
21 maggio: Serata speciale organizzata da ASST Valle Olona nel Giardino Quadrato del Museo del Tessile, dal titolo “Vesto il mio io – la cura è come un abito creato su misura”.
BA Book: Tre eventi “OFF” con presentazioni di libri sulla storia della moda e su Walter Albini .
Visite guidate e laboratori: Sono previsti percorsi dedicati ad adulti (17, 30 e 31 maggio, 6 giugno) e laboratori creativi per famiglie (24 e 30 maggio).
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