Relax sul Lago Maggiore, cultura e “base” tra Malpensa e Milano: i numeri del turismo nel Varesotto
I dati 2025 della Regione confermano una doppia vocazione della provincia, che registra 3,2 milioni di pernottamenti. Nella "classifica" pesano di più i Comuni del Basso Varesotto, sul Verbano invece qualche sorpresa
Il turismo in provincia di Varese continua a mostrare segnali di crescita e consolidamento, con numeri che raccontano un territorio attrattivo sia per il turismo internazionale (soprattutto per la vicinanza a Malpensa e a Milano) sia per quello di prossimità.
Presentati durante l’incontro organizzato dall’assessora Caruso a Gallarate, i dati della piattaforma regionale DAI Destinations, riferiti al periodo gennaio-dicembre 2025 e incentrati sui pernottamenti, fotografano una provincia capace di coniugare forme di turismo diverse, con poli consolidati ma anche località emergenti. Una “classifica” non scontata.
Ad esempio: a guidare la classifica dei Comuni con il maggior numero di presenze è Somma Lombardo, che registra 483.251 pernottamenti, pari al 15% del totale provinciale.
Un dato strettamente legato alla vicinanza con Malpensa e alla presenza di strutture ricettive dedicate ai flussi aeroportuali, ma che testimonia anche il ruolo strategico dell’area come porta d’ingresso del territorio.
Subito dopo si colloca però Varese con 360.585 presenze, pari all’11%, confermando il capoluogo come punto di riferimento per il turismo culturale, congressuale e naturalistico, oltre a quello sportivo, sia in termini di pratica in vacanza sia in termini di accoglienza per manifestazioni competitive.

Il “caso” Saronno
Saronno occupa il terzo posto con 286.674 presenze, toccando il 9% del totale.
Posta in territorio molto urbanizzato e non particolarmente attrattivo, Saronno ha un dato “trainato” dalla vicinanza a Milano: con oltre 140 treni per la metropoli ogni giorno, di fatto si propone quasi come quartiere periferico della grande città e beneficia anche della vicinanza al polo fieristico di Rho, per quanto non collegata direttamente dal treno.
Una parte di attrattività è legata anche ai frequenti collegamenti con Como, con la linea delle FerrovieNord che porta fin sulla sponda del lago.
Tra Malpensa e Milano
Le successive località in “classifica” sono invece tutte caratterizzate dalla prossimità all’aeroporto: Cardano al Campo con 226.550 e Ferno con 185.342, poi ancora Vizzola Ticino con 128.709.
Al settimo posto invece Olgiate Olona, polo alberghiero nella zona di Busto, orientata verso Milano avendo l’ingresso dell’autostrada (Busto) a due passi: registra 126.980 presenze, a cui si possono aggiungere – per omogeneità territoriale – le 95mila presenze di Busto stessa e le 54.754 presenze a Solbiate Olona.
Al quattordicesimo posto in classifica c’è infine Gallarate, con 58.555 presenze, anch’essa in bilico tra l’aeroporto e la periferia della “grande Milano”.
Il valore del Lago Maggiore
Nella graduatoria trovano subito dopo anche località lacustri e turistiche tradizionali. Con qualche sorpresa: la più “alta” in classifica (ottavo posto assoluto) è Maccagno con Pino e Veddasca, che supera le 103mila presenze, confermando il crescente interesse per il turismo legato ai laghi e alle attività all’aria aperta.

Appena sotto le 100mila presenze è Angera, che sopravanza nettamente Luino, che registra 76.848 presenze. E ancora Laveno Mombello (60.699) e Sesto Calende (57.500), segno di un’offerta che continua ad attrarre visitatori grazie alla combinazione di paesaggio, cultura e servizi.
Interessante il dato notevole di Vergiate (64.154), paesone che si trova in bilico tra l’area dell’aeroporto di Malpensa e la zona del Verbano.
I numeri complessivi del Varesotto
Nel complesso, la provincia di Varese registra 3.272.972 presenze turistiche.
Di queste, oltre 2,2 milioni si concentrano nelle strutture alberghiere, che rappresentano il 67,73% del totale. Il restante 32,27% è distribuito nel comparto extra-alberghiero, che supera il milione di pernottamenti e continua a crescere grazie alla diffusione di formule più flessibili e orientate all’esperienza.
Nel settore extra-alberghiero, invece, la quota più consistente riguarda le locazioni turistiche non imprenditoriali, che superano le 457mila presenze e rappresentano oltre il 43% del totale. Seguono campeggi e villaggi turistici, con quasi 208mila pernottamenti, e le locazioni turistiche imprenditoriali, che sfiorano le stesse cifre. Più contenuto il peso di bed and breakfast e locande, che si attestano attorno al 7%, mentre agriturismi, foresterie e ostelli mantengono quote più ridotte ma significative in termini di diversificazione dell’offerta.
Le attrazioni turistiche più apprezzate
Se si va a guardare le attrazioni più amate dai turisti, la “classifica” della distribuzione territoriale cambia completamente: scompare l’area di Malpensa, così come il Nord Milano usato come base per visitare la metropoli.
Le attrazioni più apprezzate confermano la forza di un turismo che punta sulla qualità dell’esperienza e sull’identità dei luoghi. In cima alla classifica del sentiment si trova il Sacro Monte di Varese, che ottiene un punteggio di 94,1 su 100, seguito molto da vicino da Villa e Collezione Panza con 94,2 e dal Parco Berrini di Ternate con 93,3. Ottimi risultati anche per Volandia, che raggiunge 92,7 punti, e per l’Eremo di Santa Caterina del Sasso, che si attesta a 92 su 100 e registra anche il più alto indice di popolarità, con 98,6.
La Rocca di Angera continua a rappresentare uno dei simboli turistici più forti del Lago Maggiore, con un sentiment di 89,3 e un indice di popolarità superiore a 91. Bene anche i Giardini Estensi di Varese, il lungolago di Luino e il lido di Gavirate, che dimostrano come il turismo locale sia sempre più orientato verso esperienze all’aperto, percorsi naturalistici e luoghi capaci di coniugare relax e valore paesaggistico.
Il Varesotto ha bisogno di costruire “destinazioni turistiche forti e riconoscibili”
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