Da Castellanza all’ONU: il viaggio di Progetti Fantasia nato dagli aperitivi del giovedì
Nella nuova puntata di “Soci All Time” l’associazione di Busto Arsizio racconta come un semplice momento conviviale tra famiglie sia diventato un progetto internazionale dedicato all’inclusione sociale
Partita da semplici aperitivi tra famiglie, l’associazione Progetti Fantasia di Busto Arsizio è diventata una realtà capace di portare giovani con disabilità fino alle Nazioni Unite. Nella nuova puntata di “Soci All Time”, i protagonisti raccontano un percorso fatto di inclusione, cultura e partecipazione attiva, con uno sguardo già rivolto al futuro della sede di Magnago.
Un momento di relax
L’associazione è nata ufficialmente il 1° ottobre 2022, ma le sue radici affondano negli incontri organizzati allo Scorpion Lounge Bar di Castellanza. Un luogo che ha rappresentato molto più di un semplice ritrovo: qui i ragazzi potevano stare insieme ai volontari mentre i genitori si concedevano un momento di relax e confronto.
«L’idea iniziale era trovare un posto dove stare bene insieme e vivere un momento di serenità» racconta Simona Lamperti, tra le fondatrici dell’associazione.
L’idea nata dagli aperitivi del giovedì
Gli incontri settimanali hanno iniziato presto ad attirare sempre più persone. Le foto condivise sui social, il passaparola e la voglia di partecipare hanno trasformato un gruppo informale in una realtà strutturata, capace di coinvolgere volontari, famiglie e sostenitori.
Da lì Progetti Fantasia ha iniziato a crescere rapidamente, sviluppando iniziative sempre più ambiziose: cortometraggi, concerti, eventi culturali e attività artistiche pensate insieme ai ragazzi.
Uno degli aspetti più innovativi dell’associazione è proprio il modello organizzativo: i giovani partecipano direttamente alla gestione delle attività e ricoprono ruoli di responsabilità all’interno della struttura associativa.
Dall’Europa a New York: il viaggio fino all’ONU
Il percorso dell’associazione ha superato presto i confini locali. Dopo alcune esperienze al Parlamento italiano e al Parlamento europeo, è arrivato l’invito a partecipare a un incontro alle Nazioni Unite di New York.
Un’esperienza che i soci descrivono come il simbolo di un percorso di crescita e riconoscimento.
«Non vogliamo attività pensate per i ragazzi, ma attività pensate dai ragazzi» spiega Simona Lamperti, sintetizzando il messaggio portato all’ONU.
Durante l’incontro alle Nazioni Unite, i ragazzi hanno raccontato la loro esperienza e presentato alcuni prodotti realizzati direttamente da loro, diventando protagonisti in un contesto internazionale.
Arte, musica e cultura come strumenti di inclusione
Nel racconto dei protagonisti emerge con forza il ruolo dell’arte e della musica come strumenti concreti di inclusione sociale. Concerti, spettacoli e progetti creativi diventano occasioni per valorizzare capacità, passioni e autonomie.
L’associazione guarda ora anche a nuove collaborazioni internazionali, tra cui un progetto con una delegazione proveniente da Seul e l’Istituto Coreano di Milano, con eventi culturali e gastronomici condivisi.
Il futuro a Magnago
Tra i progetti più importanti c’è la trasformazione della sede di Magnago in un circolo gastronomico e culturale aperto al territorio. Un luogo dove organizzare eventi, creare relazioni e rafforzare il legame con la comunità locale.
L’esperienza di Progetti Fantasia mostra come dall’unione tra famiglie, volontari e ragazzi possano nascere opportunità capaci di cambiare non solo la quotidianità delle persone coinvolte, ma anche il modo in cui il territorio guarda alla disabilità e all’inclusione.
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