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Fratelli d’Italia sull’ospedale di Gallarate: “Evitiamo di finire come Legnano”

I meloniani preoccupati per il destino degli spazi del Sant'Antonio Abate, una volta realizzato l'ospedale unico a Busto

fratelli d'Italia gallarate 2022

«Se non pensiamo a qualcosa di attrattivo a livello di personale anche l’ospedale nuovo potrebbe avere delle difficoltà. Se si crea un centro di eccellenza specifico sul territorio i pazienti arrivano anche da lontano»: Fratelli d’Italia Gallarate ritorna sul tema dell’ospedale unico che sorgerà a Busto Arsizio e sul futuro del Sant’Antonio Abate, di cui si è discusso a lungo nelle riunioni della commissione Sanità.

«La situazione è complicata, ci sono due fattori principali: la realizzazione del nuovo ospedale e il mantenimento di quello vecchio. Poi ci sono le proposte per quello nuovo che arrivano dal territorio e poi delle considerazioni politiche: per il nuovo, come partito stiamo lavorando anche in Regione con un lavoro coeso. Noi siamo favorevoli al nuovo ospedale, l’importante è che venga fatto con un certo criterio. Dal punto di vista politico, su Gallarate abbiamo fatto le nostre proposte che Asst ha ascoltato: al momento fare altre commissioni diventa superfluo, quando ci porteranno le risposte da Asst sarà utile», precisa il consigliere Marco Colombo.

Le proposte per il Sant’Antonio Abate

«Vorremmo che nel vecchio ospedale rimanessero questi servizi per non gravare sull’ospedale unico e avere un bacino di utenza ampio e consolidato tra otto anni», spiega nel dettaglio Giorgio Bardellini, medico anestesista e componente della commissione per il partito di Giorgia Meloni.

Come il trattamento del piede diabetico, «una complicanza del diabete, su cui Regione sta lavorando»; della vulnologia per le irritazioni cutanee «che a Gallarate c’è ma non prevede anestesia»; o il trattamento delle complicanze della idrosoadenite suppurativa, ovvero delle lesioni cutanee «che comportano ascessi che si possono curare solamente con incisione chirurgica o terapia antiobiotica molto costosa», una malattia molto rara in Italia e poco trattata, «che potrebbe attirare molti pazienti al Sant’Antonio Abate».

«Vorrei tanto che queste proposte venissero prese in considerazione, nel solco di sgravare l’ospedale di Busto di attività di questo tipo e di qualificare l’attività sanitaria, che vuol dire avere un centro di interesse scientifico universitario: potrebbe essere un’occasione di rinascita».

Anche Giuseppe De Bernardi Martignoni, esponente di FdI e presidente del consiglio comunale, sottolinea l’importanza di mantenere l’eccellenza del Sant’Antonio: «È un tesoro per Gallarate l’ospedale è per mantenere una tale eccellenza proponiamo di partire oggi con delle proposte, che non sono un aggravante per la struttura ma una potenzialità; è chiaro che l’ospedale racchiuderà in una unica struttura le piccole e grandi eccellenze del territorio, ma mancano sei anni. Ora cosa facciamo? Se il miglioramento è un depotenziamento c’è qualcosa che non va bene. Vigileremo e daremo garanzia agli utenti e cittadini che saremo molto attenti ed evidenzieremo, se ci saranno, le anomalie».

“Evitare una seconda Legnano”

Colombo è tornato sulle criticità del Sant’Antonio Abate, «a partire dalla sicurezza per il personale, minata dalla presenza dei senzatetto che porta tensione. Non può andare avanti così otto anni: stanno andando via altri due anestesisti per andare a Varese. Gli standard dell’ospedale un tempo erano alti, ora è arrivato il momento di avere delle risposte: sentir dire da un dirigente che la sicurezza dell’ospedale non è una priorità mi fa riflettere».

«Vogliamo rafforzare la medicina specialistica e avere dei centri cui i pazienti possano rivolgersi – prende la parola Stefano Romano (è stato candidato da FdI a Sumerago) – la sanità pubblica è un tema importante: abbbiamo fatto due interrogazioni negli anni passati al Senato e alla Camera e non abbiamo avuto alcuna risposta; avevamo anche chiesto aiuto alla Regione ma interventi dall’Asst non ce ne sono stati». Facendo riferimento agli episodi di violenza che si ripetono al pronto soccorso, afferma che l’obiettivo principale è «evitare che Gallarate diventi una seconda Legnano, che purtroppo è rimasta una cattedrale nel deserto: porteremo avanti delle proposte e ci interfacceremo con i vertici in Regione».

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 18 Giugno 2022
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