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“Mettiamo telecamere per proteggere le pietre d’inciampo di Gallarate”

La proposta è avanzata dal consigliere Pd Giovanni Pignataro, dopo il doppio imbrattamento: "Sono anche in luoghi frequentati, aumenterebbe la sicurezza". La mozione chiede anche la condanna dei danneggiamenti

pietra d’inciampo Arconti Gallarate

«Dopo l’imbrattamento delle pietre d’inciampo, mettiamo delle telecamere che inquadrino anche l’area dove si trovano». È il succo della proposta che il consigliere comunale Giovanni Pignataro (Pd) porterà in consiglio comunale a Gallarate.

La proposta è stata infatti presentata in forma di mozione, vale a dire di un atto del consiglio comunale che – se approvato – impegna poi sindaco e giunta a procedere. Il punto di partenza è il doppio danneggiamento alle due pietre d’inciampo posate fino ad oggi a Gallarate (una terza sarà posata a settembre): al 25 aprile la pietra che ricorda il sindacalista deportato Vittorio Arconti era stata deturpata da una svastica, mentre due settimane fa è stata imbrattata la pietra che ricorda la maestra ebrea Clara Pirani, deportata e uccisa ad Auschwitz.

Due oltraggi che «non casualmente», dice Pignataro, hanno colpito «luoghi simbolici dedicati alla memoria degli orrori dell’Olocausto per negare e cercare di cancellare la memoria dei crimini nazifascisti e i milioni di morti innocenti». Pignataro, nel testo che sarà proposto al consiglio comunale, lamenta che «derubricare a “ragazzate” e a “maleducazione”» rischia di assumere «atteggiamento di connivenza delle istituzioni che all’inizio degli anni ‘20 del secolo scorso consentì al fascismo di conquistare il potere e di instaurare la dittatura».

È un riferimento anche alle parole del sindaco Cassani sul danneggiamento: intervistato dal Fatto Quotidiano, ha parlato appunto dell’ultimo episodio come di una «ragazzata da condannare», associandola ad episodi di vandalismo in città. Di certo almeno uno dei due episodi era associato esplicitamente al nazifascismo, dato che la pietra era stata danneggiata da una svastica tracciata con vernice (altri messaggi contro la Resistenza erano stati scritti con la stessa bomboletta poco distante). Meno evidente invece la matrice del secondo atto, visto che la pietra di Clara Pirani era stata “solo” imbrattata.

Quale che sia la ragione profonda degli atti di danneggiamento di una piccola pietra collocata a terra, Pignataro chiede appunto di “proteggerle” anche con occhi elettronici che vigilino sui manufatti. Tenendo conto anche che le pietre «sono collocate in luoghi di ampia frequentazione» , vale a dire l’ingresso della scuola media [Majno, ndr] e la sede di un sindacato (quella di Clara Pirani) e il frequentato incrocio di via Mameli e via Curioni»(quella di Arconti), tra il centro città e l’ufficio postale principale, su una strada dove parcheggiano anche i pendolari.

Per il consigliere Pd «il posizionamento di telecamere in prossimità delle pietre di inciampo sarebbe, da un lato, un segnale forte di reazione ad atti che negano la memoria e, dall’altro, aumenterebbe la sicurezza di tutti i cittadini in luoghi sensibili, come l’ingresso di una scuola e la zona della ferrovia».

A Samarate è arrivata la pietra d’inciampo dedicata ad Amedeo Magnaghi

Il testo che sarà proposto in consiglio comunale chiede appunto l’installazione delle telecamere ma anche che «sindaco e presidente del Consiglio Comunale» esprimano – come autorità della città – «formale condanna degli atti vandalici» contro i piccoli manufatti che ricordano l’ultimo domicilio noto dei due gallaratesi deportati nel 1944.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 28 Giugno 2022
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