“Aumentare i compensi del personale dell’automedica”: Monti rilancia la richiesta del sindacato per risolvere il problema

Il Presidente della Commissione sanità interviene sulla riduzione d'orario del mezzo di soccorso a Gallarate. La carenza di personale e il programma di recupero delle liste d'attesa voluto da Regione alla base dello stop notturno

incidente golasecca ambulanza automedica luglio 2022

Ridefinire  le tariffe di remunerazione del personale che presta la propria opera sui mezzi di soccorso del 118. È quanto propone il Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali al Pirellone Emanuele Monti intervenendo sulla riduzione dell’orario dell’automedica all’ospedale di Gallarate. 

Monti ricorda il problema della carenza del personale specialistico:  «La mancanza di personale medico anestesista e rianimatore non è una novità che si scopre ora e soprattutto non riguarda solo il gallaratese o i dintorni ma è ormai diffuso in tutto il territorio nazionale, a causa dell’imbuto formativo che si è accumulato a valle di scelte poche lungimiranti da parte dei governi nazionali. Sia chiaro che nessuno ha mai parlato di soppressione del servizio ma, tuttalpiù, di un ridimensionamento dell’equipaggio di emergenza che non potrà contare sulla presenza del medico nelle ore notturne ma che comunque sarà sopperita dalla presenza dell’infermiere. L’automedica rimane ed è bene che non passi un messaggio che il territorio è sguarnito, soprattutto se si considera anche la presenza di un sistema di elisoccorso all’avanguardia per le emergenze più gravi.  Mi sono subito attivato incontrando i tecnici di Areu, dell’Asst Valle Olona e il direttore generale al Welfare di Regione Lombardia per condividere le iniziative necessarie a mantenere un servizio efficiente. Abbiamo ipotizzato una risposta per quanto riguarda Gallarate ma che interesserà molti altri territori che stanno scontando le stesse problematiche di carenza di medici rianimatori. L’idea è quella di definire tariffe di remunerazione del personale aggiuntive per le aree dove difficilmente si riesce a reclutare queste figure. È l’unica strategia che permetterebbe di risolvere in maniera strutturale la questione».

La proposta di Monti è una delle richieste che da tempo il sindacato dei medici rianimatori AAROI chiede da tempo. In occasione della riduzione di orario dello stesso mezzo di soccorso specialistico di Luino la presidente regionale del sindacato Cristina Mascheroni ne aveva anche fatto una questione di retribuzione. 

La cifra che viene riconosciuta per questi incarichi fuori dal proprio orario di lavoro ammonta infatti a circa 50 euro l’ora, una cifra che non è mai stata toccata da quando si è passati dalla lira all’euro. Il problema del reperimento del personale si è acuito in questo momento anche perchè Regione riconosce , a chi aderisce al piano del 110% per abbattere le liste d’attesa,  80 euro all’ora ( 480 per ogni seduta chirurgica). A livello economico, quindi, il turno in automedica diventa meno remunerativo rispetto a un surplus di sala operatoria, senza contare le diversità di contesto tra il territorio e la sala chirurgica ospedaliera. 

Areu, lo ricordiamo, non ha personale proprio e ogni azienda ospedaliera lo fornisce in modi differenti : la Sette Laghi ha una quota di medici dedicati e completa i turni con specialisti su base volontaria mentre all’Asst Valle Olona il servizio è su base volontaria. L’accelerazione delle attività chirurgico e ambulatoriali per ridurre le liste d’attesa ha creatogli squilibri che hanno portato alla riduzione dell’orario prima dell’automatica a Luino ( ripristinata grazie all’affidamento delle guardi anestesiologiche di Angera a una cooperativa) e ora a quella di Gallarate.

Sulla automediche, come sottolineato anche dal sindacato AROOI, salgono solo persone con specialità adeguate. Lo stesso Monti sottolinea la peculiarità del sistema lombardo: «la Lombardia è virtuosa anche in questo ambito specifico. Nei nostri equipaggi sono presenti medici rianimatori mentre in molte altre regioni il medico ha una specializzazione di tipo generalista e non per forza è un rianimatore. L’organizzazione lombarda offre dunque uno standard aggiuntivo e continuerà a farlo nonostante le difficoltà che stanno caratterizzando il sistema di cure di tutta Italia. Nelle prossima settimane definiremo questa proposta operativa per arrivare auspicabilmente nelle prime settimane di settembre con un risultato da condividere con la Giunta regionale lombarda».

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Pubblicato il 04 Agosto 2022
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