Fuga dei medici dagli ospedali: in due anni e mezzo 228 specialisti hanno lasciato l’Asst Valle Olona

Ma la situazione nell'azienda di Busto non è unica nella sanità pubblica. Il sindacato ANAAO denuncia condizioni di lavoro pesanti, aggravate dall'obbligo di recuperare il 110% dell'attività pre covid: "Basta con queste situazioni di burn out"

chirurghi

Luglio difficile negli ospedali italiani. Secondo un’indagine commissionata dal giornale La Stampa ad ANAAO ASSOMED, il principale sindacato dei medici ospedalieri, lo scorso mese si è contata un’assenza di oltre 11.550 medici dalle corsie a causa del Covid che ha infettato gli specialisti costretti alla quarantena. Considerando che i dipendenti del sistema sanitario pubblico sono 114.142, significa che 1 medico ogni 10 ha contratto il Covid nel corso dell’ultima ondata estiva. 

L’ultima criticità è arrivata in un periodo già complesso, con le ferie da concedere al personale e l’obiettivo di recuperare le attività ambulatoriali e chirurgiche non effettuate durante i mesi di emergenza. Un recupero delle attività del 110% che ha portato nella nostra regione a non chiudere posti letto e ad aumentare il carico di lavoro.

Il sistema sanitario nazionale è in sofferenza. Nei mesi scorsi avevamo presentato un’indagine sempre del sindacato ANAAO che descriveva “la fuga dal pubblico” dei medici. Tra le aziende con un tasso di fuoriuscita più elevato c’era l’Asst Valle Olona.

TRA L’1 GENNAIO 2020 E IL 31 LUGLIO 2022 HANNO LASCIATO 228 MEDICI

In 31 mesi, tra il primo gennaio 2020 e il 31 luglio 2022, tra pensionamenti, trasferimenti, morti e abbandoni, i medici cessati a vario titolo sono stati 228. La specialità che ha visto il maggior numero di uscite è stata la rianimazione con 25 professionisti che se ne sono andati, ma a ruota troviamo anche la medicina generale con 24 cessazioni.  E poi la pediatria e la cardiologia entrambe con 15, la chirurgia generale con 13,  la psichiatria con 12.

L’uscita da un’azienda degli specialisti spesso è legata ad esigenze professionali, di carriera o personali. Il turn over è abbastanza diffuso. I bandi che vengono emessi servono proprio all’avvicendamento con nuove figure specialistiche che arrivano in sostituzione. La Valle Olona, però, si trova in una situazione delicata con una carenza di organico di una settantina di medici come ci ha detto il direttore sanitario Claudio Arici.

” TUTELIAMO LA SANITA’ PUBBLICA . BASTA CON QUESTE CONDIZIONI DA BURN OUT”

La Valle Olona, dunque, non è peggiore della media delle altre realtà ospedaliere pubbliche come assicura il dottor Giovanni Gaudio rappresentante di ANAAO ASSOMED all’azienda ospedaliera di Busto: «Il problema della fuga degli ospedali è generale e riguarda tutto il sistema sanitario pubblico della Lombardia. Il numero di specialisti è ridotto e ci viene chiesto anche di recuperare le liste d’attesa in un momento in cui si concedono le ferie. Chi rimane viene così stritolato dal carico di lavoro. Non si recupera in questo modo l’attività rimasta indietro e, soprattutto, queste decisioni non fanno altro che rendere più pesante il clima in corsia e favorire l’uscita dei medici. La gente deve sapere le reali condizioni in cui si lavora negli ospedali e farsi un’idea di quale giudizio abbiano i politici di questo settore. La sanità pubblica è un bene comune, garantito dalla costituzione. Noi come sindacato siamo impegnati in difesa del sistema sanitario pubblico. Continueremo a vigilare e a fare proposte per migliorare la vita quotidiana dei nostri operatori. Non è possibile proseguire nel creare condizioni di burn out: basta turni massacranti. Invito tutti i rappresentanti sindacali a fare luce sulle condizioni in cui si opera negli ospedali, capire quanta forza lavoro si sia persa. È una fotografia indispensabile per ricostruire il sistema».

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Pubblicato il 08 Agosto 2022
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