Arte, teatro, scienza e fotografia per raccontare il fiume Ticino tra Italia e Svizzera: “La natura se ne frega dei confini”
Elisa Scancarello e Martina Spadea raccontano a Radio Materia la mostra dedicata al fiume azzurro e le iniziative collaterali che si svolgono al Chiostro di Voltorre fino al 25 ottobre
Il Ticino come un grande “ponte azzurro” capace di collegare territori, comunità ed ecosistemi tra Italia e Svizzera. È il cuore del progetto presentato durante Varese Night and Day, la trasmissione di Radio Materia condotta da Samuele Biotti e in onda ogni venerdì alle 18. Ospiti della puntata Elisa Scancarello e Martina Spadea dell’associazione Iniziativa Ticino, che hanno raccontato il progetto transnazionale dedicato alla tutela e alla valorizzazione del corridoio ecologico del fiume.
Al centro dell’intervista c’è la mostra “Ticino: Le Voci del Fiume”, allestita al Chiostro di Voltorre, a Gavirate, e visitabile gratuitamente fino al 25 ottobre 2026. Un’esposizione pensata per famiglie, bambini e adulti, nella quale installazioni multimediali, riproduzioni tridimensionali e racconti interattivi aiutano a conoscere la biodiversità del Ticino e le minacce che possono comprometterla.
Il Ticino, un corridoio naturale senza confini
Il progetto parte dall’idea che il fiume non possa essere raccontato guardando soltanto ai confini amministrativi. Il Ticino costituisce infatti un collegamento ecologico che attraversa Svizzera e Italia e mette in relazione ambienti differenti, dalle Alpi fino alla pianura e alla confluenza con il Po.
La mostra vuole così raccontare il fiume non soltanto come corso d’acqua, ma come un sistema naturale complesso e come elemento comune dell’identità delle comunità che vivono lungo le sue sponde. Il simbolo scelto per accompagnare i visitatori è la rondine, animale migratore che rappresenta bene l’idea di un ambiente naturale capace di superare le frontiere. L’esposizione è stata progettata dal team di Ecozoica in collaborazione con Istituto Oikos e con il partenariato transfrontaliero del programma Interreg Italia-Svizzera.
Il fiume racconta la propria storia
Una delle caratteristiche della mostra è la scelta di lasciare idealmente la parola allo stesso Ticino. È il fiume a raccontare in prima persona la propria origine geologica, gli ambienti che attraversa, le specie che ospita e le trasformazioni avvenute nel corso del tempo. Accanto alla ricchezza della biodiversità vengono affrontate anche le fragilità dell’ecosistema: le pressioni provocate dalle attività umane, gli effetti dei cambiamenti climatici e la diffusione delle specie aliene invasive.
Tra le installazioni c’è una riproduzione tridimensionale dell’intero corso del Ticino, dalla zona del Gottardo fino alla confluenza nel Po. Il modello è accompagnato da cinque tracce audio che approfondiscono diversi aspetti del fiume, dalla geomorfologia fino al viaggio simbolico dell’anguilla. Un’altra esperienza interattiva porta invece il visitatore a seguire la storia di una lontra eurasiatica. Attraverso un video a bivi è possibile compiere delle scelte e, passo dopo passo, conoscere meglio la biologia dell’animale e il suo rapporto con l’ambiente fluviale. Il percorso si conclude con uno spazio partecipativo nel quale i visitatori possono lasciare riflessioni e indicare un impegno concreto da assumere nella tutela dell’ecosistema.
Una mostra per costruire consapevolezza
Durante la trasmissione Scancarello e Spadea hanno sottolineato come uno degli obiettivi del progetto sia creare una maggiore consapevolezza intorno al valore del corridoio ecologico del Ticino. La tutela del fiume passa infatti anche dal riconoscimento di un patrimonio condiviso tra le comunità italiane e svizzere. Un’identità comune che può diventare uno strumento per avvicinare le persone ai temi della biodiversità e della protezione degli habitat. L’allestimento interattivo nasce proprio con l’obiettivo di rendere questi argomenti accessibili anche a chi non possiede conoscenze scientifiche specifiche, utilizzando immagini, audio, installazioni e storie capaci di coinvolgere visitatori di età differenti.
Arte, teatro e scienza: gli appuntamenti al Chiostro di Voltorre
Attorno alla mostra è stato costruito anche un programma di appuntamenti che prova a raccontare il Ticino attraverso linguaggi diversi, dall’arte alla fotografia, dal teatro alla paleontologia.
Il 20 settembre è in programma “Il Ticino, il racconto della terra”, appuntamento con il ceramista varesino Angelo Ziglio.
Il 26 settembre sarà invece la volta di “Le ali del Ticino”, spettacolo della compagnia Charles Teatro nato da venti interviste realizzate a cittadini italiani e svizzeri e dedicato al rapporto tra il fiume e l’identità delle comunità che lo abitano.
Il 2 ottobre lo storico dell’arte Paolo Cova sarà protagonista di “Ticino: Lo sguardo dell’arte”, mentre il 10 ottobre il fotografo naturalista Marco Colombo proporrà “Ticino: Lo sguardo del fotografo”.
Il programma proseguirà il 16 ottobre con “Ticino: Lo sguardo del camminatore”, dedicato al trekking e alla scoperta del territorio a piedi, per concludersi il 23 ottobre con il paleontologo Cristiano Dal Sasso e un incontro dedicato ai fossili e alla storia più antica del territorio.
La mostra “Ticino: Le Voci del Fiume” resterà aperta gratuitamente al Chiostro di Voltorre fino al 25 ottobre, offrendo un’occasione per conoscere il Ticino attraverso una prospettiva che unisce natura, scienza, cultura e identità locale.
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