L’ex-consigliere di Busto Arsizio Ferrario lascia Farioli e aderisce a Democrazia e Sussidiarietà

La scelta dell'ex-sindaco di aderire al terzo polo (per il quale è candidato al Senato) ha creato una frattura con l'ex-consigliere proveniente dagli ambienti cattolici popolari. La replica di Farioli: "Dispiaciuto ma ha scelto i sovranisti"

consiglio comunale busto arsizio 2021 giuseppe ferrario

Le elezioni politiche portano ad un nuovo strappo nel fluido e variegato spazio politico del centro a Busto Arsizio. Giuseppe Ferrario, che è stato il consigliere più votato nella lista Forza Busto x Farioli Sindaco, ha deciso di dissociarsi politicamente dalle scelte di Farioli e annuncia la convinta adesione al nuovo partito “Democrazia e Sussidiarietà”.

«Alle ultime amministrative – ha dichiarato Ferrario – io e il mio gruppo, facente riferimento alla presenza dei cattolici popolari, abbiamo sostenuto con convinzione la candidatura di Farioli come Sindaco per le sue capacità, la sua storia e il suo riferimento all’idea di sussidiarietà. Il successo elettorale da me conseguito (primo eletto con 88 voti) faceva intravedere un percorso di collaborazione proficuo. Le mie subentrate vicende di salute, in cui ho corso il serio rischio di perdere la vita, mi hanno costretto a dare le dimissioni da consigliere comunale non potendo, in coscienza, garantire una presenza adeguata come promessa ai miei elettori. Ma la fiducia in Farioli era rimasta immutata».

Ferrario, però, ora non si riconosce più nell’operato dell’ex-sindaco: «Ora, purtroppo, constatiamo con amarezza che le ultime scelte fatte da Farioli, non ultima il cambiamento del nome del gruppo consigliare che, da informazioni apparse sui media, sarà “L’italia c’è. Civici, liberali e riformisti per Busto città europea”, eliminando pertanto il termine popolo». Per l’ex-consigliere la decisione suona come una «censura di quella componente cattolico popolare che ha contribuito al successo elettorale della lista, mettendo in luce solo la componente che si rivolge esclusivamente al cosiddetto terzo polo, (Calenda, Renzi & C.), in cui il nostro gruppo non si riconosce affatto».

Preso atto con rammarico di tale scelta Ferrario conclude «Non posso che dissociarmi da tali decisioni e azioni e con dispiacere non posso continuare la mia collaborazione organica con il gruppo consigliare di Farioli. La mia situazione di salute precaria, ha concluso Ferrario, non mi impedisce però, in coerenza con la mia storia di cattolico popolare, di aderire e sostenere ” Democrazia e Sussidiarietà”, una nuova forza politica con una qualificata presenza sul territorio nazionale, che si propone con forza di dialogo e collaborazione con tutte quelle realtà da noi presenti ancora per rimettere al centro i principi fondanti del cattolicesimo democratico che attinge dalla dottrina sociale della Chiesa. Lavoreremo pertanto per il bene comune con chiunque si riconosca in questo».

La replica di Farioli arriva a stretto giro di posta:

«Prendo atto con umano dispiacere ma altrettanto umana comprensione della comunicazione pubblica dell’amico Giuseppe. Da mesi vive una crisi umana (con diverse e plurime sfaccettature) che da amico, prima ancora che suo candidato sindaco e sintesi di un progetto, che ho voluto accompagnare con cura, attenzione e discrezione. Oggi non mi resta che rispettarne la volontà di cui non posso che rattristarmi (avendo eventualmente preferito una comunicazione preventiva vis a vis ) e che pur avendo avuto un franco, ampio e approfondito confronto soprattutto per la verità su questioni pre politiche ed esistenziali, ma da liberale e cristiano rispetto anche laddove non condivido. Secondo il motto del Cardinal Martini “adversos diligere“ cercherò di amare anche nelle differenze, non certo senza ricordare la fedeltà totale dell’esperienza politica del gruppo che ho l’onore di rappresentare in consiglio. Scrivo queste righe cercando di dare risposte ai diversi che oggi, definendosi anche amici di Giuseppe e suoi elettori si sono trovati spiazzati da questa decisione, confermando fiducia nel sottoscritto e soprattutto nella coerenza dell’operato in consiglio sui temi della famiglia , della denatalità che continueranno ad essere, così come tutti gli altri punti del programma, che costituiscono anche eticamente le stelle polari del gruppo. Ricordo che sin dall’inizio della avventura il progetto politico e amministrativo, pur aperto a tutte le collaborazioni sui contenuti prescindendo dalle appartenenze , in una cornice di temi e metodi con particolare attenzione alle forze civiche, liberali, popolari e riformiste in ottica europea si poneva come polo terzo rispetto alla destra sovranista e la sinistra massimalista. Ripeto, e invito tutti gli amici che hanno condiviso questo progetto o che si sono avvicinati in corso, a rispettare quand’anche in dissenso la scelta di Giuseppe che già aveva, tra le altre difficoltà , abbandonare il Popolo della Famiglia (oggi con Adinolfi candidato no vax) e che oggi con l’adesione a Democrazia e Sussidiarietà si vede impegnato con la destra. Confermo amicizia, rispetto ed affetto. Augurandogli buona vita per la quale, da liberale, avrò il massimo rispetto, da cristiano pregherò, da consigliere comunale continuerò a sperare in contributi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 Agosto 2022
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