Dopo vent’anni Luca Macchi lascia Forza Italia Samarate: “Un partito spento e senza futuro”

Anche la consigliera forzista Alessandra Cariglino lascia il partito ed entra nel gruppo misto. La decisione è stata presa dopo diversi mesi di "fatica mia e del gruppo a identificarci nelle scelte del partito a livello nazionale"

giunta tarantino samarate

«Il comportamento di Forza Italia a livello nazionale questa estate non mi è piaciuto, così come al mio gruppo: io non mi considero più di Forza Italia e neanche più in dovere di rappresentare il partito a livello locale»: a parlare è Luca Macchi che, dopo vent’anni di militanza negli azzurri, questa settimana ha rassegnato le dimissioni da commissario per il partito a Samarate e riconsegnato la tessera.

Macchi nella città di Samarate è stato assessore con delega allo Sport, ecologia e attività produttive fino nel secondo mandato Tarantino e ha preso posto in consiglio provinciale per circa otto anni. Ora il gruppo di Forza Italia, dopo aver scelto di correre da solo alle elezioni del 2019 insieme alla civica Samarate al centro, siede sui banchi dell’opposizione ed è rappresentata solo da Alessandra Cariglino.

O, meglio, era perché anche Cariglino riconsegnerà la tessera e questa sera, giovedì 22 settembre, in consiglio comunale annuncerà di passare al gruppo misto. «Ho mandato ieri la comunicazione delle mie dimissioni alla presidente del consiglio comunale», spiega la consigliere, «continuerò il mio percorso nel gruppo misto».

La decisione è stata presa dopo diversi mesi di «fatica mia e del gruppo a identificarci nelle scelte del partito a livello nazionale e anche a causa della sua assenza sul territorio», motiva Cariglino mentre precisa che si tratta di una scelta corale e condivisa e che, infatti, molti altri commissari o avevano anticipato la sua mossa restituendo la tessera oppure l’hanno seguita. «Rimango in consiglio comunale perché rappresento anche un’altra lista civica, Samarate al centro, e molti degli iscritti sono impegnati nella commissioni. Inoltre, ritengo di avere sempre svolto il mio ruolo nel rispetto del nostro programma elettorale».

Primo consiglio comunale 2019 Samarate
 Alessandra Cariglino

L’errore di Silvio Berlusconi

«Noi siamo forzisti di centro – spiega Macchi – non aver capito da parte di Berlusconi di andare a costituire un vero centro è stato grave». In più, non nasconde l’amarezza dell’esclusione del senatore Giacomo Caliendo per far posto a Licia Ronzulli: «Caliendo è stato l’unico a venire a Samarate dopo l’inchiesta Mensa dei poveri del 2019 che ha coinvolto il partito: se devo ancora vedere il cerchio magico di Berlusconi non c’è futuro e se c’è non è il suo».

«Non mi interessa la politica dei posti», continua, riferendosi all’alleanza di centrodestra a trazione meloniana, «in una coalizione con Meloni al 30% e la Lega di Salvini al 13-14%, dov’è la forza dei moderati? Non mi interessa essere la parte risicata in questa coalizione, l’ho già vissuto a Samarate con la Lega dove non avevamo i numeri per farci sentire».

La tenuta della maggioranza

Pensi che la maggioranza Puricelli, che vive dei dissidi interni da un anno, terrà fino alla naturale fine dell’amministrazione? «Vedo un’amministrazione che ha la fortuna di ricevere finanziamenti (come quello per la palestra) e che potrà “vendere” un buon prodotto alle prossime elezioni, ma mi piacerebbe vedere una giunta più presente. Sono due anni che non si fa la giornata ecologica e il problema dei boschi non è stato risolto».

Critico anche sul sociale: «Siamo scesi di livello rispetto ai servizi sociali di prima, secondo me bisogna cercare, tra il personale comunale, persone che sappiano creare progetti di educazione di strada per contrastare la micro-criminalità giovanile». Mentre sullo sport è critico sulla fusione tra le due società calcistiche cittadine con una di Ferno: «Le due società di calcio di Samarate si sono fuse e poi hanno fatto una seconda fusione con un’altra società di Ferno. Il Comune di Samarate ha fatto una convenzione con le due società samaratesi, che Ferno non paga. Se hanno fatto questa fusione il Comune di Ferno deve pagare il 50% della convenzione».

Sulla tensione tra Lega e la lista civica “del sindaco”, commenta così: «É  successo ancora quello che era successo durante il secondo mandato di Tarantino, ma questa volta ancora di più: la Lega può governare da sola, ha i numeri; bisognerà capire che faranno Trimboli, Verga e Brambilla, ma secondo me rimarranno al loro. Non vedo una continuità fino alla fine con serenità tra i due gruppi».

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 22 Settembre 2022
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