Il virologo Pregliasco ospite a Busto Arsizio:”Il Covid c’è ancora ma non serviranno misure straordinarie”

Uno dei volti che abbiamo imparato a conoscere durante il terribile anno e mezzo di pandemia presente al convegno di TomaLab, uno tra i laboratori all'avanguardia in Italia, ha risposto ad alcune domande sul prossimo inverno

fabrizio pregliasco

Il virologo Fabrizio Pregliasco è stato ospite questa mattina (sabato) del convegno organizzato da TomaLab, laboratorio di eccellenza presente a Busto Arsizio e all’avanguardia su diversi aspetti della ricerca in ambito sanitario, sulla gestione del periodo post pandemico. Vittorio Grazioli, presidente e amministratore delegato della società, ha presentato un nuovo test per differenziare il sars cov 2 (comunemente noto come Covid 19) da altre forme influenzali.

Alle porte della stagione fredda il virologo ha voluto specificare quale sarà la strategia da seguire per gestire l’inevitabile nuova ondata di infezioni che metterà alla prova soprattutto i più fragili: «Siamo in una fase di transizione ma la presenza del virus rimane con andamenti ondulanti come quelli di un sasso in uno stagno. È lecito aspettarsi, come è stato per l’influenza, un rallentamento dell’intensità della malattia e una riduzione di casi a meno che non arrivi una variante particolrmente aggressiva, ma non è nell’interesse del virus avere varianti aggressive. Questo, infatti, sopravvive adattandosi, schivando la protezione immunitaria addirittura da guarigione».

Quali sono le previsioni? «Le previsioni sono quelle di un rialzo dei contagi in inverno insieme alla presenza del virus influenzale. La sintomatologia è la stessa e quindi sarà necessario fare dei test che differenzino un virus dall’altro. Il covid non si è ancora raffreddorizzato e quindi va mantenuta una certa attenzione, anche sulle possibili mutazioni».

Cosa fare adesso? «Intanto non dimenticarsi del virus, ricordare quelle misure che abbiamo dovuto usare in modo stringente durante l’emergenza (mascherine e distanziamento, ndr) ma che devono rimanere elementi di attenzione, soprattutto tra le fasce di popolazione più fragili»

Per quanto riguarda i vaccini? «Sarà importante la forza della comunicazione. Non servirà più una vaccinazione obbligatoria o il green pass ma la raccomandazione stringente è  sempre per i soggetti fragili e per tutti coloro che vorranno proteggersi e rimanere efficienti sul lavoro. Il rischio morte c’è ancora».

Quali passi avanti sono stati fatti? «L’applicazione dei farmaci antivirali è importante per arrivare ad una convivenza anche se non facile da gestire.  Il test per differenziare le forme influenzali, come quello che propone anche Toma Lab, è importante. Sono tanti i virus e in una fase di presenza del covid è bene ancora mantenere un’attenzione verso l’individuazione della sua presenza».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 17 Settembre 2022
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