La Corale Arnatese e l’Orchestra Canova in scena al Condominio di Gallarate per far rivivere il Don Giovanni

Un Don Giovanni in grado di parlare a tutti, soprattutto alla generazione Z, di disagio e inquietudine: sul palco del condominio il Coro Musica et Ludus della Corale Arnatese e l'Orchestra Canova sabato 22 ottobre

corale arnatese gallarate

La contemporaneità del Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart interpretato che parla ai ragazzi dei disagi e delle inquietudini così vicini ai nostri tempi: sabato 22 ottobre, alle 21, sul palco del Teatro Condominio di Gallarate ci sarà il Don Giovanni con una produzione fortemente gallaratese.
Ci sarà infatti il Coro Musica et Ludus della Corale Arnatese insieme all’Orchestra Canova (nata a Gallarate nel 2014, ai tempi Orchestra Pizzetti) diretta da Enrico Saverio Pagano (recentemente menzionato da Forbes nella classifica degli Under 30 da tenere d’occhio).

Il Don Giovanni di Mozart

Cosa raccontare di Don Giovanni, che non sia già stato detto, indagato mille volte in altrettanti modi diversi? Come avvicinare al pubblico di oggi una figura ormai divenuta archetipica, se non addirittura quasi mitologica, quindi assai lontana, e provare a farlo rivivere in termini semplicemente “umani”?

O meglio “quasi superumani”, per non essere troppo riduttivi e non negare l’essenza specifica del personaggio e la sua vicenda scolpita nella pietra da quasi quattrocento anni? Forse, appunto, lavorando per sottrazione o meglio per semplificazione. «E per lento ma progressivo avvicinamento a quello che noi, in quanto società e umanità dell’oggi, siamo; è un tentativo che non vuole spostare, né aggiungere, né togliere nulla all’assoluta perfezione del rapporto tra musica e narrazione creato da Mozart e Da Ponte: vorrei solo guardare e ascoltare con gli occhi del presente per raccontare, insieme alla storia del dissoluto punito, la storia di un’umanità che si riscopre ciclicamente altrettanto dissoluta e punita. Di una società contemporanea deformata e deformante, di labirinti fisici e metafisici in cui ci perdiamo e ritroviamo continuamente, di specchi in cui ci cerchiamo con ansia per riscoprirci altro da noi, o riconoscerci, errando tragicamente, attraverso il punto di vista di chi ci guarda (e ci vede) per quello che non siamo o non vorremmo essere. Secondo me, se c’è un tempo storico-sociale perfetto per raccontare Don Giovanni secondo le potenzialità massime che può esprimere questa opera è proprio il nostro», spiega Serena Nardi (regista).

Il concerto, oltre a rientrare nella rassegna 2022-2023 del teatro, è inserito nel progetto “In opera factory”.

In opera factory

Il progetto In opera factory è nato nel 2020 e prevede spettacoli e corsi di formazione, sia a livello scolastico che professionistico, e ha in primis una finalità territoriale volta a riportare la lirica nel Varesotto (principalmente a Gallarate, Saronno, Varese e Busto Arsizio), risvegliando un territorio che dal punto di vista della lirica stessa si è assopito nell’ultimo secolo, coinvolgendo anche i più giovani. Lo scopo è quello di rimettere in moto il mercato dell’industria culturale, una necessità ancora più forte dopo l’emergenza Covid.

Per informazioni chiamare i numeri 392 8980187 oppure 327 7968987

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 Ottobre 2022
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore