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La petizione per il “parco Fontanili” non va in consiglio comunale, deciderà il sindaco

La proposta è sostenuta da 620 firme: il presidente dell'assemblea Giuuseppe De Bernardo Martignoni ha confermato che la competenza sarà del primo cittadino e non del consiglio. Scontro con Massimo Gnocchi, che aveva già portato in aula l'idea

Oasi fontanili Gallarate

Sottoscritta a fine primavera da 620 persone, la petizione sulla valorizzazione dell’area dei Fontanili sulle colline nella parte alta di Gallarate va in consiglio comunale. Anzi no: la conferenza capigruppo ha infatti deciso che – in base al Regolamento per la partecipazione democratica del 2008 – la proposta deve passare al sindaco Andrea Cassani, che deciderà come proseguirà la questione.

Sulla decisione si accende lo scontro tra la maggioranza e Massimo Gnocchi, il consigliere di Obiettivo Comune Gallarate che aveva per primo portato l’idea del “parco suburbano” in consiglio comunale. Al centro della questione c’è appunto la scelta di affidare la decisione al sindaco, senza passare dal consiglio.

Decisione presa sulla base del Regolamento del 2008, ma contestata da Gnocchi che invece si rifà allo Statuto – la “costituzione” comunale – che secondo il consigliere OCG è norma superiore. E che prevedeva appunto l’obbligatorio passaggio in consiglio.
«L’articolo 27 dello Statuto è rimasto lo stesso, valido dal 2001, come mi ha confermato anche il segretario comunale. La domanda che ho posto è: come è possibile che il regolamento sia in contrasto con lo Statuto da cui discende?».

La risposta è che in sostanza nessuno se ne accorse, nel 2008, quando il regolamento fu approvato un po’ in sordina, con dibattito senza grandi scossoni (a memoria di chi scrive).

Due sono i punti di distanza tra statuto e regolamento che Gnocchi richiama. Il primo mostra la distanza tra i due documenti, anche se non èp sostanziale nella polemica di oggi: «Lo Statuto prevedeva a sostegno 200 firme, il regolamento 400 firme» spiega il consigliere di minoranza. L’altra question è appunto sulla competenza per discutere la proposta? «Lo Statuto stabilisce in maniera molto chiara, all’articolo 27, “investe la competente commissione” e una volta ammesse siano “trasmesse al consiglio entro 90 giorni”. Il regolamento stabiliva invece la competenza sul primo esame tecnico-giuridico alla conferenza capigruppo, che indica l’organo competente. Vale a dire consiglio o sindaco e giunta».

Fontanili
I promotori della raccolta firme per la petizione nella primavera scorsa

«Non c’è incompatibilità tra Statuto e Regolamento» ribatte Giuseppe De Bernardi Martignoni, presidente del consiglio comunale. E perché la proposta va al sindaco e non all’assemblea civica che rappresenta tutte le forze politiche e sensibilità della città? «La proposta esula in parte dalle competenza del consiglio, dal momento che si parla di questioni extraterritoriali, visto che coinvolge anche il dialogo con i sindaci di Besnate e Cavaria con Premezzo».

Secondo De Bernardi Martignoni, «in realtà velocizza il percorso». In che senso? «Ho appena firmato la trasmissione degli atti, “in ottemperanza a quanto deliberato dalla conferenza capigruppo”. Il sindaco non ha una tempistica certa, ma non credo lascerà passare tempo. Noi siamo d’accordo, se il sindaco avrà incontri con Cavaria e Besnate e la proposta tornerà in consiglio la esamineremo»».

Per Gnocchi invece «viene avallata una procedura illegittima». Che byupassa la discussione pubblica e il confronto aperto: «In consiglio ci sarebbe stato un obbligo di esaminare e discutere, indicando le ragioni delle scelte,, invece ora viene demandato alla “sensibilità” del sindaco, senza alcun obbligo di risposta». Gnocchi ha chiesto anche al presidente del consiglio comunale «una ufficiale determinazione da parte dell’organo esecutivo», vale a dire una risposta certa dal sindaco.
L’impressione però è che sulla proposta e sulle 620 firme lo scontro sia solo all’inizio.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 06 Ottobre 2022
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