“Lombardo” da 160 anni: il Comune di Somma svela i segreti del suo archivio

Un secolo e mezzo fa un decreto regio aggiungeva l'aggettivo "regionale" a definire la località di Somma, divenuta poi città nel 1959. Per celebrare l'anniversario ri-apre l'archivio storico

archivio Comune Somma
“Lombardo” dal 1862. È in quella data infatti che il borgo di Somma, per decisione dell’allora re d’Italia Vittorio Emanuele II, aggiunse al proprio nome anche quello che ne chiariva la posizione, distinguendola da altre “Somma” in giro per l’Italia. Il nome di Somma fa riferimento alla posizione al culmine della brughiera, in fondo alla pianura, al culmine anche della strada e della ferrovia del Sempione.
L’anniversario viene celebrato domenica 23 ottobre 2022 anche con un’apertura straordinaria dell’Archivio Storico con visite guidate. Un momento per scoprire il patrimonio storico-documentale del Comune e anche degli spazi del Palazzo Viani Visconti, ben valorizzato già negli anni passati da un adeguato progetto. Le visite di domenica sono in programma domenica, alle 10, alle 11.30 e alle 14.30.
Si viene accompagnati in visita da archivisti professionisti.
Ingresso libero su prenotazione al numero 0331989095 oppure alla mail urp@comune.sommalombardo.va.it

Tra i documenti che verranno illustrati, anche quelli che raccolgono la storia secolare dello stemma di Somma Lombardo, quello dei “tre leoni” declinato in nuove forme anche in anni recenti.
Il simbolo appare per la prima volta nel Codice n. 1390 del sec. XV conosciuto come “Codice Trivulziano”. Lo stemma lo si ritrova anche nei documenti dell’archivio visconteo; scolpito nel granito; in affreschi e graffiti esistenti in castello.
Lo stemma era formato da uno scudo di campo oro con tre leoni “passanti” distesi orizzontalmente, quelli superiore e inferiore di rosso, quello centrale d’argento. La figurazione era ispirata a quella presente su un capitello del castello Visconti di San Vito, ma con un solo leone, che si vuole sia stata l’arme della famiglia dei De Soma, alla quale si deve la costruzione del maniero.

Negli anni del dominio visconteo lo stemma venne modificato. Era formato da due scudi con bendella, rappresentanti: l’uno due rami di quercia intrecciata e con ghiande a richiamare il Patronato dei Visconti dell’antica chiesa di Santa Maria della Ghianda; l’altro tre verricelli con secchi d’acqua e alle estremità dei fusti una fiamma a significare che “il fuoco dell’irruenza guerriera” è mitigato nei Visconti, dall’acqua, simbolo di pace e temperanza.

Successivamente nel 1914 viene adottato l’attuale stemma civico “D’azzurro, a tre leoni rampanti disposti in fascia: il primo ed il terzo d’oro, il secondo di rosso, tutti linguati di rosso. Nell’Araldica il colore oro è il metallo più nobile, è simbolo di ricchezza, comando, potenza; il colore rosso richiamandosi al sangue versato in battaglia, rappresenta il valore, l’audacia, la nobiltà ed il dominio; il leone è il più nobile tra gli animali della terra che rappresenta la forza, il coraggio ed il comando». Sotto lo scudo in caratteri d’oro: SVMMA SIDERA CELSA PETIT” ovvero “Somma tende verso le più alte stelle” ossia “Somma tende alle cose eccelse”.

Nel 1958 l’Amministrazione comunale commissiona allo Studio araldico consulenza legale e nobiliare per il riconoscimento del titolo di città e per il riconoscimento dello stemma e del gonfalone. Lo studio invia dei nuovi bozzetti all’Amministrazione comunale. Nel bozzetto dello stemma viene proposto la sostituzione dei tre leoni con il millenario cipresso dichiarato monumento nazionale e sottoposto alla sorveglianza della “Sovrintendenza ai monumenti della Lombardia” sia per la famosa legenda che narra che sotto la sua chioma sia avvenuto l’incontro tra Annibale e Scipione dopo la battaglia del Ticino. Ma l’Amministrazione comunale boccia la proposta confermando la presenza del cipresso solo nel verso del gonfalone.

archivio Comune Somma

In merito al titolo di “città” conferito a Somma Lombardo nel 1959 si è rintracciato un carteggio tra il sindaco Lorenzo Carenzi e lo studioso Attilio Bricchi (autore dell’opuscolo “Illustrazioni di Lombardia” in cui parla di Somma) in cui si chiede, dietro compenso, di fornire suggerimenti per la pratica che si intendeva avviare. Poi la pratica per le concessioni del titolo di città, dello stemma civico e del gonfalone municipale viene seguito dallo Studio araldico. Concessione poi formalizzata con il Decreto del Presidente della Repubblica del 16 giugno 1959.

Fino a qualche tempo fa risultavano formalmente assegnati a Somma Lombardo lo stemma e il gonfalone, ma non la bandiera. In occasione di questa ricorrenza il Consiglio comunale ha avanzato formale richiesta all’Ufficio Araldico della Presidenza della Repubblica per dotare di una bandiera ufficiale la città di Somma. Richiesta da poco accolta e formalizata.

La progettazione del vessillo è stata affidata a Marco Foppoli, membro dell’Academie Internationale d’Héraldique di Ginevra, che, dopo aver effettuato una ricognizione sulle fonti documentarie, iconografiche e araldiche della città, compreso il famoso codice medievale “Trivulziano”, ha delineato e proposto all’Amministrazione due bozzetti. L’Amministrazione ha effettuato un sondaggio il cui esito ha individuato come preferito il bozzetto che ha aggiunto ai tre leoni rampanti, desunti dallo stemma civico, dodici stelle che richiamano il motto di Somma Lombardo, “Somma tende verso le più alte stelle”.
Le stelle sono rappresentate nella forma araldica ad otto raggi, dettaglio che vuole ricordare gli otto quartieri in cui è divisa la città. I tre leoni rampanti si stagliano quindi su un simbolico firmamento stellato, evocando l’auspicio ideale per la città e per i suoi abitanti del raggiungimento delle più alte aspirazioni che auguriamo alla città in questo importante giorno. Auguri Somma!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 Ottobre 2022
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