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Pascarella: “Il giornalismo locale è il vero giornalismo, ma dobbiamo ritrovare i giovani”

Intervista con il direttore della Prealpina in vista dell'incontro che si terrà a Glocal insieme con altri cinque direttori di testate provinciali in Lombardia

Generico 24 Oct 2022

Dal primo ottobre La prealpina ha un nuovo direttore. Silvestro Pascarella è cresciuto professionalmente nel quotidiano di via Tamagno. Cinquantasei anni, laureato in filosofia, una passione per il Napoli, ha due gemelli e una figlia. “Lei è la mia social media” dice sorridendo, ma dietro quella battuta c’è una grande novità per tutti noi “migranti” digitali. È grazie ai ragazzi giovani, spesso proprio i figli, che si riesce a restare aggiornati su nuove tendenze.

I giovani e il loro rapporto con il giornalismo è uno dei temi che abbiamo affrontato in una lunga chiacchierata su diversi argomenti e poi in vista di Glocal.

Silvestro, come sta andando La Prealpina?

«Sta cercando di rispondere alla sfida delle novità che continuano a cambiare. Si sente forte l’esigenza di muoversi su più fronti e su tanti canali compreso il digitale. Non è facile fare analisi numeriche perché il nostro andamento non è legato, come in passato, alle copie cartacee, perché il giornale è letto in tante modalità diverse e non è solo la carta».

Perché secondo te il giornalismo locale è una risorsa importante per il sistema democratico?

«Questa domanda mi fa bene, fa stare bene perché sono convinto che il giornalismo locale è il vero giornalismo. Siamo a contatto con i fatti e le persone. Non ho timore nell’affermare che questo è il nuovo giornalismo ed è legato al suo territorio. I lettori ci conoscono e non siamo solo numeri».

Quale limite potrebbe esserci nel giornalismo locale?

«Il localismo, che è cosa diversa dall’essere locali. Non deve mai mancare una visione più ampia. Pur occupandoci di fatti locali e magari piccoli, non deve cambiare il metodo di lavoro. Non ci possiamo fermare alla superficie delle cose e occorre avere uno spirito che va ben oltre il locale».

Qual è la relazione che vivete tra locale e globale?

«La Prealpina è un giornale storico e questo può essere una grande risorsa, ma può anche diventare una zavorra. Noi dobbiamo guardare con fiducia all’innovazione. È necessario mantenere una visione che guardi oltre tenendo conto della nostra storia».

Come vivete il rapporto con la vostra comunità di riferimento?

«Ogni giorno mi sorprendo della grande quantità di lettere che arrivano. Sul giornale abbiamo un’intera pagina dedicata a questo e potremmo coprire uno spazio anche maggiore. Ne arrivano di ogni genere, dalla buca nella strada del quartiere, alle analisi sulla composizione del Governo Meloni. Questo ci fa ben sperare rispetto al futuro perché c’è un attaccamento forte al giornale visto il tempo che ci dedicano. È un segno forte della vitalità della comunità».

Cosa ti piacerebbe avere di più nel tuo lavoro?

«Una maggiore relazione con i giovani. È una sfida che abbiamo tutti noi giornalisti. Come si fa ad essere attrattivi sotto i trent’anni? Riguarda ogni mezzo di informazione anche perché in teoria dovrebbe essere proprio quella l’età che si interessa di più. Una volta era così, per me a quell’età era così. Oggi non più. I miei figli non leggono i giornali. Perché succede? Perché non ci riconoscono più un ruolo? Questa è la domanda a cui è davvero difficile rispondere».

Silvestro Pascarella, insieme con alcuni colleghi dei quotidiani lombardi, sarà protagonista di un incontro nel programma del Festival Glocal che si terrà a Varese dal 10 al 12 novembre.

Tempi limitati, spazi dilatati è il titolo del panel di venerdì 11 novembre alle ore 11 in sala Campiotti. Con lui ci saranno i direttori: Alberto Ceresoli, Eco di Bergamo, Andrea Filippi, La provincia Pavese, Diego Minozio, La provincia di Como, Lorenzo Rinaldi, Il cittadino di Lodi e Nunzia Vallini, Il giornale di Brescia.

Qui tutti i dettagli. 

 

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 28 Ottobre 2022
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