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“Più casette dei libri per Gallarate, si può fare”

La proposta delle opposizioni dopo la contestazione mossa alla casetta di Cedrate. E sul caso specifico Pignataro attacca: "Il sindaco mostri la segnalazione di un cittadino che sarebbe arrivata a 24 ore dall'installazione"

«Incentiviamo le casette dei libri a Gallarate».
È la proposta delle opposizioni cittadine, che hanno presentato in tempo record una richiesta per “sburocratizzare” le casette di book crossing.

Spunto della proposta, evidentemente, è il caso della casetta dei libri di Cedrate, che il Comune di Gallarate ha contestato come manufatto abusivo.

Ed ecco dunque che i consiglieri delle diverse forze di opposizione (esclusa PiùGallarate) hanno presentato una “mozione per l’incentivazione del posizionamento delle casette dei libri nella città di Gallarate”, considerate “forma di socialità e di incentivazione della lettura”

Il punto è che oggi – nell’interpretazione del Comune e della Soprintendenza, chiamata a esprimersi sul caso specifico – le piccole casette in legno risulterebbero manufatti assoggettabili alla autorizzazione paesaggistica.
Ed è proprio su questo punto che intendono intervenire i proponenti, partendo da una interpretazione delle norme esistenti: “Alla luce della normativa anche paesaggistica vigente per il nostro comune, l’installazione delle casette dei libri in legno, di altezza non superiore a 150 centimetri e di larghezza e profondi 25, da fissare anche alle recinzioni esistenti o da ancorare al suolo con sistemi non più alti di 30 centimetri, sia da considerarsi realizzabile senza richiesta di nessuna autorizzazione su tutti gli edifici che non abbiano interesse storico-architettonico o storico-testimoniale”.

La base giuridica sarebbe infatti il punto A19 del Dar 31 del 2017, nonché altri punti come l’A2, A12, A13 e A17 che definiscono la non assoggettabilità alla autorizzazione della Commissione Paesaggio.

A questo punto secondo le opposizioni per “sburocratizzare” l’installazione basterebbe una circolare interpretativa degli uffici o al più un “eventuale regolamento specifico”.

E proprio questo è l’impegno che viene richiesto, tramite mozione, al sindaco. A cui le minoranze chiedono più in generale anche di “promuovere ogni iniziativa pubblica e privata finalizzata a facilitare l’ìnstallazioone di casette dei libri su tutto il territorio comunale”, come già ne esistono in effetti in diversi contesti. 

Come detto, non sfugge che al di là del tema generale, la questione nasce anche dal caso specifico della contestazione mossa a Cedrate. Su cui Giovanni Pignataro, del Pd, incalza nuovamente il sindaco Cassani a chiarire da dove sia nato il procedimento  che ha portato alla rimozione della casetta di Cedrate: «Chiedo che il sindaco mostri le email di segnalazione del cittadino fatta nelle 24 ore successive all’installazione del 10 luglio», dice il consigliere dem. Il sindaco Cassani ha infatti detto che il procedimento è partito da una segnalazione di cittadini e il procedimento è partito al 13 luglio. Praticamente in tempo reale.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 25 Ottobre 2022
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