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Aubam premia e ringrazia chi ha permesso l’accoglienza di 130 ucraini a Busto Arsizio

La straordinaria macchina della solidarietà cittadina ha risposto nel momento più difficile, quando la guerra scoppiata a fine febbraio ha fatto scappare milioni di donne e bambini dalle loro terre

antonio tosi aubam

Si è svolta venerdì sera la serata di ringraziamento organizzata da Aubam, l’associazione che organizza l’ospitalità di bambini ucraini presso famiglie italiane, ai Molini Marzoli di Busto Arsizio per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito, durante questi mesi di guerra, ad aiutare nell’ospitalità di 130 persone (madri e figli, per la maggior parte) in città. Molte le persone e le realtà premiate per il supporto dato.

La storia di Aubam

A distanza di molti anni, dal marzo 1998, Aubam della provincia di Varese, organizzata da persone dal cuore gigante, lavora alacremente per ospitare bambini ucraini che hanno bisogno non solo di mangiare, ma anche di amore, di amicizia e di tante coccole. I bambini ospitati dalle famiglie hanno assistenza medica, accompagnatrici ucraine che curano i rapporti tra le famiglie e i piccoli. È sicuramente un impegno, ma le famiglie hanno il sostegno dei volontari in maniera completa e totale.

Perché ospitare

AUBaM ODV ha assistito, organizzando e realizzando l’accoglienza di oltre cinquemila minori presso famiglie italiane per un periodo di soggiorno terapeutico/sanitario al fine di depurare i loro organi. Auspichiamo di conoscere nuove famiglie che intendono (in un prossimo futuro) aprire il proprio cuore e la propria casa ai bambini di Chernobyl. La finalità dell’associazione ha come scopo promuovere e praticare la solidarietà umana, sollecitando la coscienza dei cittadini sulla necessità di aiutare i minori vittime di disastri, di calamità naturali e di risanare il loro fisico. Tutto questo prima dell’arrivo della pandemia e poi del conflitto.

La guerra in Ucraina

Da marzo di quest’anno Aubam ha ospitato (grazie alle famiglie italiane di questo territorio) 130 ucraini in fuga dal conflitto. Ad oggi sono rimasti una trentina più altri quattro che sono andati a casa e poi tornati in Italia in questi giorni. Tra questi Tosi ha ricordato anche il caso di una bambina che è nata in Italia.

L’associazione, inoltre, ha inviato un notevole quantitativo di medicine agli ospedali di Vinnitsia, Chernivtsi e Kolomja. Prima di Natale l’associazione invierà in Ucraina circa 130 scatoloni contenente vestiario, materiale didattico per le scuole e giocattoli
Aubam, in questi mesi, ha anche consegnato alle famiglie italiane ospitanti contributo economico di sostegno. Al termine della consegna dei contributi alle famiglie italiane (che ancora ospitano), il rimanente del conto dedicato verrà inviato ad un ospedale pediatrico ucraino.

Aubam, nella persona del suo instancabile presidente Antonio Tosi, ringrazia tutte le persone e le associazioni che ci sono state vicine permettendo la realizzazione di questo sogno, segno di fratellanza tra popoli: «Dopo aver ospitato più di cinquemila bambini da Chernobyl, abbiamo deciso questo passo, alla luce della gravità della situazione che sta vivendo il “fratello” popolo ucraino». Tosi ha concluso con due frasi sulla guerra che sintetizzano bene il pensiero di questa associazione: «Non vi fu mai una guerra buona o una pace cattiva. In pace i giovani seppelliscono i vecchi ma in guerra i vecchi seppelliscono i giovani».

Alla serata ha preso parte anche il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli che ha ringraziato per l’impegno di famiglie, enti e associazioni: «Ricevo questa pergamena con il sorriso sulle labbra. Lo stesso sorriso di queste famiglie quando hanno aperto le porte delle loro case. Voi mi ringraziate per il supporto ma è un mio dovere farlo. Senza di voi il Comune di Busto Arsizio sarebbe in grandissima difficoltà».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 Dicembre 2022
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