Due fioriere abbelliscono l’Enaip grazie ai detenuti del carcere di Busto Arsizio

Presentati i risultati di un progetto di giustizia riparativa che si è svolto nella casa circondariale di via per Cassano e che ha coinvolto anche la scuola superiore di Beata Giuliana

Due fioriere in legno, realizzate da un gruppo di detenuti del carcere di Busto Arsizio con materiali di recupero, sono state inaugurate questa mattina all’Enaip di Busto Arsizio alla presenza del direttore del carcere cittadino Orazio Sorrentini e della comandante della Polizia Penitenziaria Rossella Panaro.

Alla breve ma sentita cerimonia erano presenti anche la responsabile dell’area trattamentale del carcere e la responsabile dell’Ufficio esecuzione penalele esterna, alcuni studenti del corso di agricoltura con i loro insegnanti e i detenuti che hanno preso parte al corso di giustizia riparativa organizzato all’interno del carcere.

L’educatore che si occupa dei progetti della scuola in carcere di Enaip Sergio Preite ha spiegato il senso di quest’opera: «Quello che hanno realizzato è un segno della loro disponibilità a restituire alla città qualcosa di utile perchè il carcere non è solo un luogo di restrizione ma anche di reinserimento. Abbiamo scelto materiali di recupero per simboleggiare che non tutto è scarto e che ciò che sembra da buttare può avere una seconda vita. L’altra scelta importante è il luogo scelto per posizionarle e cioè una scuola superiore perchè è questo uno dei momenti più critici nella vita di una persona».

Soddisfazione è stata espressa dal direttore Orazio Sorrentini: «Dopo i problemi legati alla pandemia il carcere ha ripreso molte attività. Oggi siamo in un luogo che educa per dimostrare che il carcere può ri-educare grazie all’impegno degli operatori. Vorrei anche ricordare che siamo riusciti a mantenere la possibilità di fare videochiamate ai famigliari mentre il prossimo 7 dicembre presenteremo il nuovo progetto per i detenuti che non hanno una rete famigliare che può supportarlo: metteremo a disposizione un telefono per contattare gli operatori di Telefono Amico che possono dare supporto psicologico a chi non ha nessuno con cui parlare».

Durante la cerimonia ha preso la parola anche Sillah Sulaiman, uno dei detenuti che ha partecipato alla realizzazione delle fioriere: «Per me oggi è un giorno emozionante. Questo progetto è stato importante perchè viviamo in un contesto non facile ma dare un segnale di cambiamento è stato molto importante».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 02 Dicembre 2022
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