La giunta di Busto Arsizio vende Agesp Energia, opposizione presa in contropiede: “Avvisati all’ultimo”

I risultati negativi causati dalla crisi energetica hanno indotto l'amministrazione guidata dal sindaco Antonelli a mettere l'ex-cassaforte del gruppo sul mercato. Maggioni: "Frutto di scelte sbagliate"

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È notizia di ieri (martedì) l’ipotesi avanzata dalla giunta di Busto Arsizio di mettere in vendita Agesp Energia, la società del gruppo che fa capo al Comune di Busto Arsizio che gestisce la distribuzione di energia elettrica e gas. Da sempre considerata la cassaforte del gruppo per gli utili macinati negli anni, dall’inizio della crisi energetica è diventata una pesante zavorra della quale ora ci si vuole liberare.

Decisione comunicata all’ultimo

La decisione, però, non è mai stata comunicata e l’opposizione ora insorge, a partire dal consigliere Pd Maurizio Maggioni: «I Consiglieri Comunali hanno ricevuto solo ieri sera i documenti dell’atto di indirizzo per “la procedura di gara per l’alienazione del capitale sociale di Agesp Energia Srl che il sindaco e la maggioranza vogliono approvare entro Natale».

Tempi strettissimi

Questa decisione importante per il destino della società Agesp Energia e per la stessa Agesp e tutte le sue partecipazioni in altre società, viene assunta in tempi strettissimi, che impediscono al Consiglio una seria ed appropriata analisi del problema: «La prospettiva di un’alienazione di quote o di una diversa composizione sociale non è mai stata ipotizzata, né nel mese di febbraio scorso quando è stato deliberato il DUP, con le prospettive delle partecipate, né quando in luglio è stato approvato il Bilancio Consolidato riguardante le partecipate, e nemmeno quando in settembre è stata organizzata, su richiesta delle minoranze, l’audizione di AGESP e delle sue articolazioni, durante la quale le minoranze hanno avanzato domande circa le prospettive dei servizi. Il silenzio dei mesi scorsi propone oggi un interrogativo generale , circa la fiducia che possa essere attribuita a tutte le affermazioni che Sindaco o Assessori o Amministratori hanno fatto, fanno o faranno nelle sedi ufficiali».

L’occasione persa delle alleanze sul territorio

A fronte di questo metodo il Pd valuterà il merito del problema ponendo però innanzitutto, ma non solo, un quesito fondamentale: «Se l’Amministrazione è stata incapace di allargare, come era stato più volte richiesto anche dai banchi della maggioranza, la platea sociale e territoriale delle nostre “aziende”, per renderle più adeguate ai compiti e ai diversi assetti conseguenti alla costituzione di Neutalia e alla cessazione di ACCAM, qual è la prospettiva di AGESP, capogruppo, e quale la capacità di intervento di Agesp Attività Strumentali? Accanto ai tanti altri aspetti che dovranno essere analizzati dettagliatamente e per intero per essere oggetto di una sensata decisione su Agesp Energia, il silenzio dei mesi scorsi non depone certo a favore del necessario chiarimento circa l’intero assetto delle partecipate che è il nodo centrale del problema».

 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 14 Dicembre 2022
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