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Lettera appello del Comitato contro l’ospedale unico: “Non c’è più tempo. Firmiamo no”

Lettera del Comitato Antifascista Busto Arsizio insieme a Indipendenti di LSC Busto Arsizio, PCI Busto Arsizio e Gallarate, PRC Busto Arsizio e Gallarate

ospedale unico gallarate busto

Riceviamo e pubblichiamo la Lettera-appello di Comitato Antifascista Busto Arsizio, Indipendenti di LSC Busto Arsizio, PCI Busto Arsizio e Gallarate, PRC Busto Arsizio e Gallarate


NUOVO OSPEDALE UNICO DI BUSTO ARSIZIO-GALLARATE: E’ IL TEMPO DEL NO, PERCHE’ NON C’E’ PIU’ TEMPO

Dal 2016 sino a oggi il progetto di un nuovo e unico Ospedale che sostituisse gli attuali Presidi di Busto Arsizio e Gallarate ha impegnato il dibattito pubblico e le decisioni degli Enti locali e Sanitari. Nel 2022, nel passaggio tra pandemia da Covid-19 a endemia, a ridosso delle nuove elezioni regionali del 2023, l’Ospedale rimane nelle intenzioni mentre le condizioni della Sanità e di salute sul territorio sono sempre più problematiche.

Il nuovo Ospedale non sostituisce la funzione dei presidi ospedalieri esistenti! Esso si presenta, infatti, nel Masterplan (agosto 2022) come la somma in difetto dei due ospedali attuali. Un ospedale unico con meno posti letto e meno operatori, non ė la soluzione alla crisi del servizio sanitario del nostro territorio. Occorre far funzionare e riqualificare oggi i due che esistono, contrastando il loro declino e svuotamento di funzioni e professionalità!

I tempi di esecuzione e le liste d’attesa aumentano, obbligando a scegliere la sanità accreditata o privata ed escludendo le persone prive di risorse economiche e informative di accesso alle prestazioni del mercato sanitario se file, code, tempi di attesa sono già infiniti oggi con due ospedali, come saranno con un solo ospedale unico? Nuovo ospedale, vecchie e aumentate magagne!

Gli Operatori e i Professionisti sanitari rischiamo di perdere motivazione a operare nei Servizi Socio Sanitari esistenti

Gli Operatori e i Professionisti sanitari che già ora se ne vanno dai due vecchi ospedali (vedi chiusura o ridimensione reparti a Gallarate e Busto Arsizio, ecc.), come potranno essere le risorse di quello nuovo, che vedrà concentrati i bisogni di centinaia di migliaia di persone e con meno posti letto, come si pensa che facciano a gara per restare?

Nuova edificazione o riqualificazione delle strutture sanitarie esistenti

E’ una domanda che non si è mai davvero posta nelle decisioni di Regione Lombardia, che dal 2016 ha scelto solo il Nuovo ospedale unico. Come cittadine/i riteniamo che la scelta della riqualificazione dei due nosocomi, in particolare nel sito dell’Ospedale di Busto Arsizio, debba essere rivalutata e posta in comparazione con quella della nuova edificazione, mostrando costi e benefici, inclusi quelli sociali e ambientali.

A quale logica e interessi risponde l’Ospedale unico?

Chi vuole il nuovo ospedale unico? Regione e interi gruppi dirigenti dei Comuni interessati che, dopo sei anni dall’inizio dell’urgenza del nuovo Ospedale, sono anche quelli che hanno “assistito” non la salute dei cittadini, ma lo sfascio dei due ospedali esistenti per dirci “ora ne serve uno nuovo”. Un bel favore ai vari gruppi privati (limitrofi e non)), che sono da tempo “pronti” a sopperire al disastro voluto della sanità pubblica.

Ingenti risorse economiche disperse senza un disegno organico per la sanità territoriale, tra quelle previste per la nuova edificazione e le opere di manutenzione delle strutture ospedaliere esistenti post-pandemia soldi pubblici buttati ora di qua per far sopravvivere un pochino (agonizzare in parole semplici) le due strutture di Busto e Gallarate, e ora tanto di là, per costruire un mostro della salute, piantato tra autostrada, Sempione e superstrada della Malpensa, in una zona tra le più trafficate e intasate ed inquinate d’ Europa a ridosso di Hupac, il più grosso interporto tra ferrovia e strada d’ Europa nel trasporto intermodale di merci: vero aerosol, per i pazienti, garantito tutto l’anno!

La scelta del sito a Busto Arsizio

L’ospedale unico sarà edificato a Busto Arsizio senza consultare i cittadini, senza dibattito pubblico, sottratto a Gallarate che perderà il suo, a cui però su articoli di giornali qualcuno (sindaco di Gallarate) promette il super-Pronto Soccorso all’ex caserma dell’aviazione, ora centro vaccinale, senza sapere che un Pronto soccorso ha bisogno di operatori che ad oggi mancano, essendo già carenti negli attuali per via del fuggi-fuggi dello stesso personale esistente. Spiegare come intenderebbero trasferire i pazienti bisognosi di cure urgenti nei reparti specifici nel nuovo ospedale, col teletrasporto? Sarebbe bello ma purtroppo non esiste ancora, oppure l’andirivieni di autoambulanze (quindi fabbisogno ulteriore di operatori/autisti e medici) che andrebbero avanti e indietro nel traffico locale! Il nuovo ospedale unico che rischia di divenire il collettore delle richieste che andranno a coprire metà della provincia di Varese. Consiglio: oltre a chiamare il CUP per prenotare (se ci si riesce), ci si dovrà collegare al “CIS viaggiare informati” per arrivarci (se ci si riesce)! 

L’Ospedale unico è l’unica risposta ai bisogni di salute e cura nel territorio?

Non lo sarebbe comunque anche se fosse già aperto, ma lo è ancor meno nel contesto attuale, dopo una pandemia, a fronte dell’invecchiamento della popolazione e con la sanità di base che annaspa, in cui si continua a evocare la formula magica: “medicina del territorio” senza porne condizioni. In una provincia divisa in due tra territorio a nord e quello a sud, a tutt’oggi noi contiamo 7 ospedali nell’Azienda Sette Laghi, per fortuna che ci sono e tali devono rimanere ( L’ospedale di Cuasso è chiuso da oltre un anno, ndr), a fronte degli attuali 4 nell’ Azienda Valle Olona che si vogliono ridurre di una unità pur con una popolazione maggiore!

La costruzione del nuovo presidio ospedaliero comporterebbe l’abbattimento di un’area boschiva considerata un polmone verde per la zona, già fortemente compromessa dalla presenza di una arteria fortemente trafficata, quale è il Sempione e dalla presenza dell’HUPAC, che occupa una superfice molto estesa e vede un forte traffico di merci. Assisteremmo all’ennesimo episodio di cementificazione ed insensato consumo di suolo, a fronte della possibilità che avremmo invece di utilizzare delle strutture già esistenti, evitando di privarci di quei pochi di “spazi verdi” che ci restano.

ANCHE PER QUESTE RAGIONI NON C’E’ PIU’ TEMPO.

Nella forbice sempre più divaricata tra bisogni e realtà, tra annunci e realizzazioni concrete, non c’è più tempo per illusioni e annunci! Noi diciamo no. Firmiamo no. Firma per fermarli. Recuperiamo i due ospedali di Busto e Gallarate. Riprendiamoci la salute, diritto di tutti e non affare di pochi.

Pertanto invitiamo cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori e le varie realtà che operano sul territorio a sottoscrivere questa lettera- appello e quindi sostenere le iniziative di lotta future contro l’ospedale unico!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 Dicembre 2022
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