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Una birra all’Old Oak: al cineforum delle Arti l’ultimo film di Ken Loach

Ultimo nel senso che il regista inglese probabilmente non firmerà altre opere. È una storia di attriti e inattesa solidarietà, con al centro un pub in una cittadina nel Nord dell'Inghilterra

cinema generico

Giovedì 1° febbraio al Cineforum delle Arti di Gallarate arriva “The Old Oak”: è il – probabile – ultimo film di Ken Loach, ultimo nel senso che il regista britannico, cantore degli ultimi e della classe operaia, ha dichiarato che non ha intenzione di girare nuovi film.

Il film a Gallarate è come sempre in duplice proiezione: alle ore 15:00 introdotto dalla prof.ssa Cristina Boracchi e poi alla sera, alle ore 20.45, introdotto e commentato da Gabriele Lingiardi.

Ken Loach, alla veneranda età di 87 anni, torna a trattare temi politici e sociali, calando la sua storia in un villaggio dell’Inghilterra nord-orientale.
Dato che le miniere del paesino sono state chiuse, le persone, in particolare i giovani, stanno abbandonando la terra. È così che quella che un tempo era una fiorente comunità, si ritrova piena di rabbia, risentimento e senza un briciolo di speranza per il futuro.

The Old Oak (la grande quercia) è un posto speciale, non è solo l’ultimo pub rimasto, è anche l’unico luogo pubblico in cui la gente può incontrarsi.

Dopo 30 anni di ininterrotto declino, in quella che un tempo era una fiorente località mineraria le case, diventate disponibili e a un prezzo economico, offrono un posto sicuro ai rifugiati siriani giunti in Gran Bretagna negli ultimi anni.
Il proprietario del pub, TJ Ballantyne (Dave Turner) riesce a mantenerlo a stento, e la situazione si fa ancora più precaria quando The Old Oak diventa territorio conteso dopo l’arrivo dei rifugiati siriani trasferiti nel villaggio. Stabilendo un’improbabile amicizia, TJ si lega ad una giovane siriana, Yara (Ebla Mari).
Riusciranno le due comunità a trovare un modo di comunicare?

Pubblicato il 31 Gennaio 2024
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