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Antimafia, presentato il Piano Strategico sui beni confiscati: in Lombardia oltre 3.000 immobili sottratti ai clan

La Presidente Pollini: «Troppi ritardi e beni inutilizzati. La piattaforma digitale va attivata subito per garantire trasparenza»

Regione Lombardia generica

La valorizzazione del patrimonio sottratto alla criminalità organizzata torna al centro dell’agenda politica lombarda. Durante la seduta della Commissione Speciale Antimafia, l’Assessore alla Sicurezza Romano La Russa ha presentato il Piano strategico di legislatura sui beni confiscati. Con oltre 3.000 immobili censiti, la Lombardia si conferma una delle regioni italiane con il più alto numero di beni sottratti alle mafie, una risorsa che il Piano punta a restituire alla collettività attraverso il coinvolgimento di enti locali e Terzo Settore.

Il nodo dei beni “inoptati”

Nonostante il lavoro svolto tra il 2024 e il 2025, la Presidente della Commissione Paola Pollini (M5S) ha sollevato forti critiche sui ritardi nella gestione. Il dato più critico riguarda i cosiddetti beni inoptati: nel 2025 sono stati 158 gli immobili o le aziende che, pur avendo una confisca definitiva, non sono stati richiesti dai Comuni o dalle associazioni, rimanendo di fatto congelati nel patrimonio regionale.

«Bisogna capire perché gli enti locali non riescano o non vogliano prenderli in carico», ha incalzato Pollini, sottolineando la necessità di un sostegno regionale più concreto per accompagnare i sindaci nel complesso iter di assegnazione.

Trasparenza cercasi: il caso della piattaforma digitale

Un punto di scontro riguarda la mancata attivazione della piattaforma digitale prevista dal Codice Antimafia (D.Lgs. 159/2011). Questo strumento dovrebbe contenere i dati, le foto e le destinazioni d’uso di tutti i beni disponibili, garantendo ai cittadini un quadro trasparente e ai Comuni la possibilità di adempiere agli obblighi di pubblicazione.

Secondo la Presidente Pollini, l’assenza di questo portale rappresenta «un grave ritardo che mina la credibilità delle politiche regionali».

Il futuro: ascolto e sinergia

La Commissione ha annunciato l’intenzione di ampliare la platea degli stakeholder e di trovare nuovi canali comunicativi per spiegare le modalità di gestione dei beni. L’obiettivo resta quello di trasformare questi spazi, un tempo simboli del potere criminale, in luoghi di servizio e presidio sociale per le comunità lombarde.

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Pubblicato il 30 Gennaio 2026
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