Da Lonate Pozzolo alla Camera: Varese Possibile chiede chiarimenti sul raduno dell’estrema destra
L’interrogazione parlamentare presentata il 9 gennaio punta a chiarire come realtà legate al neonazismo abbiano potuto ottenere i locali della Pro Loco di Lonate Pozzolo per assemblee e concerti
Il caso del concerto di estrema destra ospitato lo scorso novembre a Lonate Pozzolo approda in Parlamento. Varese Possibile e l’onorevole Marco Grimaldi hanno infatti presentato un’interrogazione ufficiale al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedere chiarimenti sulla gestione degli spazi pubblici e sulle misure di controllo relative a eventi legati a movimenti neonazisti. La vicenda nasce dalle rivelazioni della piattaforma investigativa tedesca EXIF, che ha documentato come gruppi musicali e organizzazioni che inneggiano apertamente al nazismo abbiano trovato accoglienza nei locali della Pro Loco lonatese.
L’azione politica e l’interrogazione parlamentare
L’iniziativa, depositata il 9 gennaio, punta a far luce sulla catena di autorizzazioni che ha permesso lo svolgimento di un concerto e di un’assemblea di realtà neonaziste in spazi destinati alla promozione del territorio. L’onorevole Grimaldi (Alleanza Verdi e Sinistra), sostenuto dai portavoce locali di Possibile, chiede che il Governo intervenga per evitare che soggetti pregiudicati e sigle dichiaratamente contrarie ai principi costituzionali possano utilizzare beni comuni per la propria propaganda.
La difesa dei valori costituzionali
Secondo gli esponenti di Possibile, la gravità di quanto accaduto a Lonate Pozzolo e Bollate richiede una presa di posizione netta che vada oltre la semplice denuncia locale. «Gli spazi cittadini devono rimanere espressione dei valori repubblicani, intrinsecamente antifascisti e antinazisti» – Milena Berteotti e Sofia Mason, portavoci di Varese Possibile -. Per l’associazione, ospitare tali realtà è inaccettabile, specialmente in una provincia come quella di Varese che rivendica con orgoglio il proprio contributo storico alla Resistenza.
La mobilitazione delle associazioni del territorio
Il coro di protesta non è isolato. Insieme a Varese Possibile, diverse associazioni della zona hanno denunciato l’accaduto per sottolineare che il territorio non intende restare in silenzio di fronte a manifestazioni di odio e razzismo. L’obiettivo della mobilitazione è ribadire che la promozione della cultura e del territorio non può in alcun modo prestare il fianco a ideologie che celebrano la violenza e la discriminazione.
L’impegno per il futuro
La richiesta al Ministero è chiara: definire protocolli più rigidi per la concessione degli spazi pubblici, garantendo che non vengano utilizzati da gruppi che minano le basi democratiche del Paese. «La nostra associazione è impegnata a far sentire la voce di chi non ritiene accettabile ospitare tali realtà nel territorio provinciale» – Walter Girardi, Comitato Scientifico Nazionale Possibile -. La vicenda resta ora sotto i riflettori delle istituzioni nazionali, in attesa di una risposta formale da parte del Viminale.
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