Il verbale della Fondazione Scuole Materne, il caso disabilità e il “rischio chiusura”
La pubblicazione di un verbale del Cda, con un titolo fuorviante, ha acceso lo scontro sulla disabilità. Il sindaco annuncia querele. Ma ci sono altri passaggi che invece secondo le opposizioni indicano rischi
A Gallarate la vicenda – delicata e preoccupante – della Fondazione Scuole Materne si è arricchita di un capitolo ulteriore dopo che il quotidiano La Prealpina ha pubblicato i verbali del Consiglio di amministrazione della Fondazione.
In particolare il titolo scelto dal quotidiano per la prima pagina, “Una classe solo per disabili”, ha concentrato l’attenzione su un aspetto e ha suscitato reazioni e prese di posizione: il titolo di prima pagina lasciava intendere l’ipotesi di una classe “differenziata” composta esclusivamente da bambini con disabilità.
Un’interpretazione che il sindaco Andrea Cassani ha respinto con decisione, sostenendo che il contenuto del verbale sia stato travisato e che la logica discussa all’interno del Cda fosse di natura esclusivamente organizzativa ed economica, senza alcuna intenzione discriminatoria.
Nel documento del Consiglio di amministrazione si affronta innanzitutto il tema dell’adeguamento delle rette, con la proposta di un aumento per tutti gli iscritti, esteso anche ai bambini già frequentanti. Il verbale riporta le perplessità della consigliera Scillieri rispetto all’aumento per gli iscritti in corso d’anno – “potrebbe comportare futuri ritiri” – e la richiesta di una comunicazione formale e motivata alle famiglie. In effetti gli aumenti sono poi arrivati a inizio gennaio.
Il passaggio più discusso è però quello attribuito al sindaco, che – nella formulazione del verbale – propone di «inserire tutti i bambini con disabilità in un’unica sezione» e di portare le altre classi a 27-28 alunni ciascuna (anziché i 20 massimo previsti in caso di presenza di alunni disabili); la mossa viene proposta con l’obiettivo di ridurre i costi del personale. Nello stesso intervento si afferma che, in caso di ulteriore calo delle iscrizioni, «si potrà chiudere finalmente la Fondazione».
La replica del sindaco: “Nessuna classe di soli disabili”
Cassani respinge con forza l’idea che si sia mai parlato di classi composte esclusivamente da bambini con disabilità. «Nessuno lo ha chiesto, nessuno lo vorrebbe e non sarebbe nemmeno consentito dalla legge», afferma, chiarendo il contesto delle sue domande rivolte alla coordinatrice della Fondazione.
Il sindaco ricostruisce il ragionamento partendo dai numeri: nelle scuole dell’infanzia della Fondazione le sezioni risultano oggi poco numerose rispetto ai limiti consentiti dalla normativa, che prevede classi tra i 18 e i 29 bambini. Alla domanda se la presenza di alunni con disabilità incida sul numero massimo di bambini per sezione, la risposta sarebbe stata affermativa. Alla successiva domanda sulla possibilità di concentrare i pochi casi presenti (uno o due per plesso) nella stessa sezione, la coordinatrice avrebbe risposto che ciò è possibile e che avviene già, senza problemi, nella scuola di Crenna.
«Nelle quattro scuole della Fondazione – ribadisce Cassani – ci sono uno o al massimo due bambini con disabilità per plesso. Parlare di “classi di soli disabili” è semplicemente falso».
La scelta di riunire due bambini nella stessa classe, per ragioni economiche, è discutibile dal punto di vista educativo, ma è indubbiamente diversa dall’idea di concentrare tutti in una classe.
Qual è il verbale giusto?
In un passaggio più duro, il sindaco parla di una diffusione «fraudolenta e con chiaro intento calunniatorio» di appunti parziali, anticipati prima della pubblicazione integrale del verbale. Di fatto nega la veridicità del testo.
L’approvazione del verbale proprio per questa ragione è stata inserita in una seduta di Cda convocata venerdì (che sarà accompagnato fuori da un presidio di protesta).
Non è ancora chiaro se la revisione e approvazione del verbale nella seduta successiva sia una pratica standard o venga adottata in questa occasione.
Le opposizioni: “Quei verbali riflettono un orientamento politico”
Di tutt’altro avviso le opposizioni, che ritengono i verbali coerenti con l’orientamento politico del sindaco e con una visione fortemente riduttiva del ruolo della Fondazione. I gruppi di minoranza sottolineano in particolare la frase relativa alla possibile chiusura della Fondazione in caso di calo degli iscritti, già al centro di polemiche nelle scorse settimane.
Su questo punto le opposizioni richiamano anche precedenti dichiarazioni pubbliche e hanno annunciato un accesso agli atti per consultare i verbali dei Consigli di amministrazione dei mesi precedenti, con l’obiettivo di ricostruire nel tempo la linea seguita dall’amministrazione comunale.
Il confronto resta aperto, mentre la vicenda continua ad alimentare il dibattito cittadino sul futuro della Fondazione Scuole Materne, sul modello educativo e sulla sostenibilità economica.
Dopo il taglio del contributo (passato in consiglio comunale con i voi di maggioranza, con solo una parziale integrazione in extremis), l’esigenza di garantire l’equilibrio dei conti ha spinto il Cda ad aumentare le rette e anche a sospendere le sezioni Primavera: secondo parte del personale, opposizione e sindacati questa scelta mette a rischio il futuro della Fondazione perché minerebbe le iscrizioni per i prossimi anni.
Da questo punto di vista diverse scuole paritarie dei dintorni – da Cardano a Besnate – si sono già proposte come alternativa per le famiglie gallaratesi.
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