Nuovi fondi regionali per il MA*GA: la Regione blinda il futuro del museo di Gallarate
L'assessore Caruso annuncia un contributo di 50mila euro per garantire la stabilità della Fondazione. "Il polo è un riferimento per l’arte contemporanea, prosegue il successo della mostra su Kandinsky"
Un segnale concreto per consolidare il ruolo di primo piano del MA*GA nel panorama culturale lombardo. Regione Lombardia ha deliberato lo stanziamento di un contributo di 50.000 euro destinato alla ricostituzione del fondo di dotazione della Fondazione gallaratese. L’obiettivo della misura, approvata dalla Giunta su proposta dell’assessore alla Cultura Francesca Caruso, è garantire stabilità finanziaria e continuità alla programmazione artistica del museo.
“Un presidio strategico per il Varesotto”
“Regione Lombardia è tra i soci fondatori della Fondazione e, con questo intervento, conferma il proprio impegno a sostegno degli enti culturali che rappresentano un presidio importante per la provincia di Varese”, ha sottolineato l’assessore Caruso. L’intervento non è solo una boccata d’ossigeno finanziaria, ma parte di una strategia di valorizzazione di un polo che si distingue per la capacità di rinnovarsi e di attrarre pubblico oltre i confini locali.
Il successo di “Kandinsky e l’Italia”
Il sostegno regionale si riflette anche nelle grandi esposizioni attualmente in corso. Tra queste spicca “Kandinsky e l’Italia”, mostra inserita nel palinsesto dei “Giochi della Cultura” e sostenuta direttamente dal Pirellone.
L’esposizione, visitabile fino ad aprile, sta riscuotendo un notevole interesse, offrendo un approfondimento inedito sul legame tra il padre dell’astrattismo e il nostro Paese. “Continueremo ad essere al fianco di realtà dinamiche come il MA*GA — ha concluso Caruso — impegnandoci nel rafforzamento della loro programmazione e capacità attrattiva”.
Il ruolo del MA*GA
Fondato nel 1966, il museo gallaratese ha saputo trasformarsi negli anni da galleria civica a fondazione di rilevanza internazionale. La nuova iniezione di risorse permetterà alla struttura di via de Magri di proseguire le proprie attività didattiche, di ricerca e di conservazione, consolidando la propria posizione come punto di riferimento per l’arte moderna e contemporanea.
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