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20 febbraio: ricorre la Giornata nazionale del personale sanitario nel ricordo del dottor Roberto Stella

Sei anni fa venne individuato il paziente 1 in Italia. Nella commemorazione nazionale, il Presidente della federazione degli ordini dei medici ha ricordato Roberto Stella la prima vittima legata alla professione

Generico 31 Mar 2025

Il 20 febbraio è la Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato, istituita con la legge 155 del 13 novembre 2020 per onorare il lavoro, l’impegno e il sacrificio di chi è stato in prima linea durante la pandemia da Covid‑19.

La data richiama simbolicamente il 20 febbraio 2020, giorno in cui fu individuato in Italia il “paziente 1”, evento che ha segnato l’inizio dell’emergenza sanitaria nel nostro Paese.

Perché una Giornata nazionale

La Giornata nasce per ricordare, anno dopo anno, che il Servizio sanitario nazionale vive grazie a medici, infermieri, operatori, tecnici, personale di supporto e volontari che hanno garantito assistenza anche nei momenti più bui della pandemia. È un momento di memoria per chi ha perso la vita svolgendo il proprio lavoro, di riconoscenza verso chi continua a farlo ogni giorno e di responsabilità collettiva rispetto al futuro della sanità.

Il grazie di ASST Sette Laghi ai suoi operatori

La Direzione Assistenziale e delle Professioni Sanitarie e Sociali (DAPSS) dell’ASST Sette Laghi sottolinea, nel suo messaggio, il significato profondo della cura. «Il 20 febbraio – scrive il dirigente delle Professioni Sanitarie, dottor Antonio Maria G. Staffa – è l’occasione per ringraziare ogni persona che si dedica alla cura, “un pezzo unico del grande puzzle della salute”, perché solo insieme, con competenza, dedizione e umanità, si dà forma al vero senso del prendersi cura».

La cura, viene ricordato citando Heidegger e Mortari, va oltre l’atto tecnico‑terapeutico di guarire una malattia e si configura come esperienza fondamentale della condizione umana, un principio etico ed esistenziale radicato nel “prendersi a cuore” la propria vita e quella dell’altro.

Le parole dell’ASST Valle Olona

L’ASST Valle Olona affida il suo messaggio a un grazie semplice e diretto: “Grazie a tutti i professionisti che, ogni giorno, operano con competenza, dedizione e umanità al servizio della comunità”. Medici, infermieri, operatori sanitari, tecnici e personale di supporto vengono indicati come il “cuore” del sistema sanitario, a ricordare che ogni prestazione, ogni servizio, ogni reparto si regge anzitutto sulle persone che vi lavorano.

Il richiamo dell’Ordine dei Medici

A Roma, presso il Conservatorio di Santa Cecilia, la VI Giornata è stata aperta dal presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, che ha definito il 20 febbraio “un momento di memoria, riconoscenza e responsabilità”. In questa data, ha ricordato, si rende omaggio a tutte le professioniste e i professionisti che, con competenza, dedizione e senso del dovere, hanno garantito assistenza, cura e umanità, “spesso andando ben oltre i propri limiti personali”.

Generica 2020

Anelli ha richiamato i 380 medici e odontoiatri morti per Covid‑19, citando in particolare Roberto Stella, primo medico scomparso durante la pandemia, presidente dell’Ordine di Varese, simbolo di una professione che non si è mai tirata indietro nemmeno nei momenti più drammatici. A loro, il Presidente della Federazione degli ordini professionali ha detto, “dobbiamo memoria, rispetto e gratitudine”, perché hanno onorato fino in fondo il giuramento professionale, pagando con la vita l’impegno assunto verso i cittadini.

La FNOMCeO lega questa Giornata anche al Premio letterario dedicato proprio a Roberto Stella, quest’anno sul tema “Il futuro della cura tra intelligenza artificiale e umanità”, per interrogarsi su che cosa significhi essere medici oggi. La medicina, ha ribadito Anelli, «non è soltanto applicazione di protocolli o somma di dati» ma un sapere che trova senso nella relazione con la singolarità del malato, nella capacità di ascoltarne la storia e di assumersi la responsabilità delle decisioni.

«Curare, come scrivere, è un atto di responsabilità» ha concluso il presidente FNOMCeO: il futuro della sanità passerà certo attraverso la tecnologia, ma la responsabilità resterà umana, e la professione medica continuerà a essere presidio di competenza, coscienza e servizio al Paese.

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Pubblicato il 20 Febbraio 2026
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