A Gallarate nasce il Comitato Peep, che riunisce chi rischia di pagare due volte la propria casa
È una vicenda complessa, per cui decine di famiglie devono sborsare cifre importanti e inattese. Sono state 134 adesioni dopo l’assemblea del 12 febbraio
“Gentile proprietario di un alloggio costruito su area Peep in Diritto di proprietà”: questa è stata l’apertura delle due lettere, datate novembre 2025 e febbraio 2026, consegnate a ciascuno dei 354 proprietari a Gallarate.
E oggi quella formula ricompare con un segno diverso: “Gentile proprietario che hai aderito al Comitato Peep Gallarate…”, segnando il passaggio da una fase di sensibilizzazione individuale alla nascita formale di un organismo rappresentativo.
Il 12 febbraio 2026, infatti, si è tenuta l’assemblea che ha sancito la costituzione del Comitato Peep Gallarate. La partecipazione è stata ampia: la sala dell’oratorio non è riuscita a contenere tutti i presenti. All’incontro hanno preso parte anche diversi cittadini proprietari in diritto di superficie, interessati a comprendere meglio la materia dello svincolo.
Nel corso della serata è stato approvato all’unanimità l’Atto costitutivo e lo Statuto del Comitato, quindi si è proceduto all’elezione dei componenti del Consiglio direttivo. A fine assemblea sono state raccolte 134 richieste di adesione e oltre 700 euro di contributi volontari destinati a coprire le prime spese organizzative.
Il 17 febbraio 2026 il Consiglio direttivo si è riunito per l’assegnazione delle cariche sociali, come previsto dallo Statuto. Alla riunione hanno partecipato sette consiglieri. Per il triennio 2026–2029 sono stati eletti presidente Luciano Frasson, vicepresidente Maria Celestina Parachini e segretario Francesco Disarò.
A Gallarate 300 famiglie devono pagare “due volte” la casa dove vivono. E ogni anno costa di più
Le origini dell’iniziativa
La nascita del Comitato affonda le sue radici in una vicenda avviata nel novembre 2025, quando Sergio Soriente, proprietario di un alloggio a Crenna in diritto di proprietà, ha presentato una nota all’Amministrazione comunale chiedendo chiarimenti sulla validità della convenzione sottoscritta all’atto dell’assegnazione del terreno, priva di una data di scadenza.
L’assenza di un termine temporale ha effetti diretti sul calcolo del corrispettivo dovuto al Comune per l’affrancazione. In mancanza di una scadenza indicata, la durata viene considerata “infinita”, mentre i promotori dell’iniziativa ritengono che, in assenza di tale dato, debba essere assunta come durata massima quella di 30 anni. A Gallarate, sottolineano, tutti gli interventi hanno superato i 40 anni dall’abitabilità.
Alla richiesta di chiarimenti è seguita una risposta definita evasiva da parte del dirigente dell’Ufficio tecnico e dell’assessore ai Lavori pubblici, che hanno ribadito la validità delle convenzioni in base alla normativa vigente.
A fine gennaio 2026 è stata quindi inviata una lettera all’assessore regionale alla Casa, Paolo Franco, per conoscenza ai capigruppo del Consiglio regionale, nella quale è stata descritta la situazione di criticità presente in città e richiesto un incontro per illustrare nel dettaglio quella che viene definita una condizione di “prigionieri in casa propria”.
Pochi giorni dopo, il senatore Massimiliano Romeo ha presentato a Roma un disegno di legge sulle aree PEEP, con modifiche all’articolo 31 della legge 448 del 23 dicembre 1998 in materia di corrispettivi per la cessione in proprietà di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il testo, inizialmente caratterizzato da una commistione tra diritto di superficie e diritto di proprietà, è stato oggetto di osservazioni.
Secondo i promotori, il meccanismo di calcolo in vigore dal 2022 può portare, in alcuni casi, a riconoscere al Comune importi pari al 70-80% del valore di vendita dell’immobile. Da qui la decisione del gruppo iniziale di convocare tutti i proprietari di alloggi costruiti su aree in diritto di proprietà a Gallarate per un’assemblea pubblica, con l’obiettivo di costituire formalmente il Comitato e conferire maggiore forza giuridica e rappresentatività all’azione intrapresa.
Le prossime mosse
Tra le linee di lavoro indicate vi sono il monitoraggio dell’iter legislativo del disegno di legge presentato il 29 gennaio 2026 e l’approfondimento, come previsto dallo Statuto, della durata e dell’efficacia delle convenzioni stipulate tra cooperative o imprese e il Comune di Gallarate in diritto di proprietà.
«Siamo convinti che il Comitato possa raggiungere il suo scopo quanto più ogni proprietario si faccia promotore con il vicino poco interessato, affinché l’adesione di un gran numero di interessati dia maggior voce al nostro Comitato: più siamo e più contiamo. Grazie a tutti voi».
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su Entrano in vigore le nuove tariffe "metropolitane", Saronnese e Busto più vicine a Milano
Felice su Fucile d'assalto e mitragliette nella casa dell'ex ispettore di Malpensa
lenny54 su In vendita casa Bossi, villa simbolo della "Lega di una volta"
lauralaura su Ospedali troppo caldi: la Regione comprerà i condizionatori
gcbiakmw su Lo spinello fa male
Rita Campiotti su Torna IceOut, qual è la vostra gelateria preferita?






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.