Da Peter Pan a San Francesco: la storia appassionante del Carnevale 2026 di Cassano Magnago
Oltre cinquecento le persone che saranno su strada, su sette carri. Ma l'impegno coinvolge tante altre persone, in una festa che è intergenerazionale. Appuntamento domenica 15 febbraio
A Cassano Magnago torna il gran spettacolo del Carnevale, il più grande della provincia di Varese, una grande sfilata capace di raccontare anche una storia (o forse due). Cinquecento i bambini, figuranti e volontari, per un grande show all’aperto che sfilerà domenica 15 febbraio.
La partenza è fissata per le 15 da via Dubini: il corteo attraverserà la città con due giri completi sull’asse IV Novembre-5 Giornate, per poi concludersi in piazza 25 Aprile, dove si terranno le premiazioni e il momento finale della festa. Attese tra le 10 e le 15mila persone, non solo dal territorio ma anche da fuori regione, per un appuntamento che negli anni è diventato un punto di riferimento per tutto il Varesotto.
«È un orgoglio per la nostra città – sottolinea l’assessore Alessandro Passuello – perché il Carnevale è davvero un momento di comunità». Dietro le quinte lavorano circa cento volontari, tra cui venticinque donne impegnate da mesi a cucire a mano i costumi dei bambini. Sono 380 i piccoli protagonisti della sfilata, che insieme a figuranti e collaboratori portano il totale dei partecipanti a quota 500.
Due storie, si diceva: perché la sfilata ha al centro la storia di Peter Pan, ma il messaggio finale va a unirsi alla celebrazione della figura di San Francesco D’Assisi.
Un lavoro corale che coinvolge uffici comunali, con la dottoressa Vantadori, l’associazione Le Officine, Avis, Afpd e Piudi21, oltre ai Carabinieri in congedo, al Distretto del commercio, a Paolo Cortellezzi che ha redatto il piano di sicurezza, alla Polizia locale e al settore lavori pubblici. Un ringraziamento particolare è andato anche all’assessora alla Cultura Francesca Caruso per il patrocinio oneroso concesso dalla Regione.
L’edizione 2026 guarda anche alla memoria e ai simboli: «Vorrei fare un plauso al ricordo di San Francesco a 800 anni dalla scomparsa», evidenzia l’assessora Francesca Caruso, richiamando il significato più profondo inserito nel tema scelto quest’anno.

Don Emanuele Lupi, vicario della Comunità Pastorale Responsabile per la Pastorale Giovanile, sottolinea «l’aspetto intergenerazionale» del Carnevale cassanese: «Dai bambini del 2020 che per la prima volta salgono sul palco fino alle nonne novantenni che cuciono i vestiti a domicilio». Un intreccio di generazioni che dà al Carnevale un valore che va oltre la festa.
A illustrarlo è il “capocarrista” Maurizio Pisani: saranno sette i carri allegorici, oltre a quelli complementari, e racconteranno la storia di Peter Pan. Ogni carro rappresenterà uno o più personaggi: Peter Pan, Wendy e Trilli, i pirati guidati da Capitan Uncino, gli indiani e i bambini perduti. La narrazione porterà fino alla figura di San Francesco, proposta come esempio da imitare, in un messaggio che unisce fantasia e valori.

Per il terzo anno l’associazione Le Officine cura gli spazi di aggregazione e ristoro. «Siamo molto onorati. Ci piace che, tra le tante iniziative che animano la città, questa domenica rappresenti la sintesi di tutte le realtà» spiega Matia Campanoni .
La festa si sposterà dal parco Falcone e Borsellino a piazza 25 Aprile, dove è prevista anche la premiazione della maschera più bella, con iscrizioni aperte attraverso Vivi Cassano.
Cassano Magnago si prepara così a vivere una domenica di colori, musica e partecipazione, in cui la tradizione si rinnova grazie all’impegno condiviso di un’intera comunità. Uno spettacolo che val la pena scoprire, anche per chi non è di Cassano.
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