I due appuntamenti a Ferno per Filosofarti
L'Alleanza Cooperativa San Martino propone due diverse presentazioni di libri, legati al tema della memoria e a quello della leggerezza
Un fine settimana all’insegna della letteratura e delle connessioni profonde tra passato e presente è in programma a Ferno, con due appuntamenti di Filosofarti che mettono al centro la forza delle storie e il potere delle parole.
Sono i due appuntamenti proposti – dentro al programma del festival della filosofia e delle arti – dalla Alleanza Cooperativa San Martino, nella sua sede di via Mazzini 16.
Venerdì 27 febbraio, ore 21:00 protagonista della serata sarà Sara Magnoli con il suo romanzo Papavero Rosso, un’opera che affronta i nodi e le reti che segnano il percorso verso l’affermazione della propria identità, restituendo alla Memoria il suo valore comunitario e universale.
Il libro intreccia due vicende separate da ottant’anni, unite dalla ricerca della verità e da un sentimento capace di oltrepassare il tempo e lo spazio. Al centro, il coraggio, la forza dell’amore e una libertà che tocca nel profondo chi legge, sciogliendo silenzi e distanze.
La serata, moderata da Isabella Valerio, sarà arricchita dagli interventi della Kabubi Band, di Hantony, Marcella Magnoli e Iante Rossetti, oltre alla partecipazione della danzaterapeuta e diplomata al Teatro alla Scala Angela Gaiazzi, in un dialogo tra parole, musica e movimento.
Sabato 28 febbraio, ore 18:00, è invece in programma il secondo appuntamento vedrà ospite lo scrittore Francesco Muzzopappa, che partendo dal romanzo La contessa va in crociera (Solferino) proporrà un incontro dal titolo “Ridere è pensare: la leggerezza come atto serio”.
Al centro del libro, la surreale avventura della contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, alle prese con difficoltà economiche che la costringono a imbarcarsi con il figlio come Vip pagata su una crociera. Un susseguirsi di situazioni comiche e personaggi improbabili, affrontati dalla protagonista con un aplomb che non viene mai meno.
Attraverso l’ironia, Muzzopappa costruisce un percorso che va oltre la comicità fine a sé stessa: la leggerezza diventa uno strumento per osservare la realtà con maggiore lucidità, capace di rafforzare – e non sminuire – gli aspetti più concreti e talvolta drammatici della quotidianità. Anche qui emergono reti e connessioni inattese, là dove sembravano esserci soltanto nodi irrisolti.
Due giornate che offrono al pubblico di Ferno l’occasione di confrontarsi con forme diverse di narrazione: da un lato la memoria che ricuce il passato al presente, dall’altro l’ironia come chiave per interpretare il mondo. Un invito a lasciarsi attraversare dalle storie, perché – in modi differenti – sanno sempre parlare al cuore e alla coscienza.
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