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“Il cantiere è morto”. La grande crisi che ha bloccato anche la superstrada Pedemontana-Malpensa

Il cantiere del primo lotto della Variante alla Statale 341 è completamente fermo. I lavoratori sono ancora in attesa di essere pagati: è solo un pezzo di una vicenda nazionale che a Palermo ha suscitato anche una particolare protesta

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Il cantiere è in perfetto ordine, ma di scavi o gettate nemmeno l’ombra: tra Cassano Magnago, Busto Arsizio e Gallarate tutto tace, la realizzazione della nuova superstrada di collegamento tra la Pedemontana e la 336 per Malpensa è completamente ferma.
Mentre i lavoratori attendono ancora arretrati.
Una vicenda che va ben oltre il Varesotto: «Il cantiere è morto» si potrebbe dire in tanti posti d’Italia, allo stesso modo di quanto era scritto su uno striscione su una grande opera a Palermo, giovedì 20 febbraio, accompagnato da una bara (foto di apertura da PalermoLive, clicca qui).

Parlando della zona di Malpensa, questa vicenda nazionale impatta appunto sul “peduncolo” di collegamento, lungo solo 2300 metri, che insiste in una zona molto urbanizzata, con opere importanti per scavalcare la ferrovia Milano-Gallarate, lo scalo intermodale Hupac, la stessa superstrada 336.

A inizio 2024 erano state avviate le opere preliminari, nel 2025 si è iniziato a vedere il cantiere vero e proprio, ma dall’autunno il cantiere prima ha rallentato e poi si è fermato. E tale è ancora la situazione: sul posto ci sono solo 3-4 lavoratori di presidio, che mantengono in ordine le aree (in effetti cintate e con materiali perfettamente in ordine). Ma le lavorazioni vere e proprie sono ferme.

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Il cantiere tra Busto e Gallarate, mattina del 20 febbraio 2026

Crisi Manelli, subentra la Cmc di Ravenna

Effetto delle difficoltà finanziarie dei soci del Consorzio Arna, cui è affidata l’opera, che comprende la friulana Rizzani De Eccher e e soprattutto della pugliese Manelli. Difficoltà conclamate su diverse opere, da Trieste a Ragusa, con il caso più eclatante rappresentato probabilmente dal cantiere del prolungamento della metropolitana, il cui contratto è stato rescisso ad agosto.

È una crisi di grandi dimensioni: al di là dell’impatto nel Basso Varesotto, la questione di Manelli e dei lavoratori in attesa di retribuzione è ormai nazionale. Nella giornata di giovedì si è tenuto a Roma un incontro con Cmc Ravenna (Cooperativa muratori e cementisti Ravenna), che sta subentrando a Manelli nei contratti su decine di cantieri dove sono impegnati oltre seicento lavoratori.

Stipendi in arretrato

A livello nazionale Cmc sta cominciando a pagare alcuni lavoratori (ad esempio in Sicilia), ma ci sono ancora difficoltà nel pagamento ai consorzi come Arna in cui Manelli era socia.

I sindacati, unitariamene, hanno chiesto la attivazione della responsabilità solidale, chiedendo ad Anas – che ha appaltato l’opera – il pagamento degli arretrati. La richiesta è stata con sollecito urgente. Alcuni operai, come spesso in edilizia, sono trasfertisti, che non vivono in zona ma – anche con cantiere fermo – sono dovuti rimanere nel Varesotto almeno per periodi.

Le difficoltà sono condivise da centinaia di operai in tutta Italia, come è emerso anche con scioperi in Veneto e la particolare protesta a Palermo.

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 20 Febbraio 2026
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