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Il “caso” delle Scuole Materne di Gallarate va in consiglio comunale. E c’è una dimissione dal Cda

Il consigliere Frisoli fa un passo indietro, anche se si parla di motivi personali. Convocato per il 9 febbraio il consiglio. I genitori ribadiscono preoccupazioni

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La situazione della Fondazione Scuole Materne di Gallarate continua a essere al centro del dibattito cittadino, tra preoccupazioni delle famiglie, interventi dell’amministrazione comunale e cambiamenti ai vertici dell’ente. Dopo giorni di confronto acceso, il prossimo passaggio è l’incontro pubblico proposto dall’amministrazione per martedì 3 febbraio, alle 21, in sala consiliare, aperto a genitori e cittadini. Ma nel frattempo le famiglie incalzano e anche nel Cda della Fondazione si registra il primo caso di dimissioni. Mentre il tema arriverà in consiglio il 9 febbraio.

Sabato mattina il sindaco Andrea Cassani ha incontrato un gruppo ristretto di genitori per fare il punto sulla situazione. Durante il confronto, il primo cittadino ha ribadito che l’obiettivo dell’amministrazione non è smantellare la Fondazione né interrompere un servizio storico per la città. «Nessuno vuole chiudere la Fondazione o questo servizio che da tanti anni è sul territorio», ha assicurato (il sindaco poi ha affidato la sua ricostruzione anche ai suoi canali social).

Nel corso dell’incontro si è però affrontato anche il tema occupazionale, uno degli aspetti più delicati della vicenda.
Cassani ha parlato di un possibile ricollocamento del personale educativo: «Non vogliamo lasciare a casa nessuno. La nostra azienda speciale – la 3sg – ha bisogno di personale».
La 3sg, azienda comunale socio-sanitaria, gestisce anche gli asili nido comunali e potrebbe rappresentare una delle ipotesi sul tavolo per garantire continuità lavorativa alle insegnanti, in un contesto diverso.

Le richieste dei genitori

Parallelamente, il comitato dei genitori ha diffuso un comunicato in cui esprime forte preoccupazione per le modalità e i contenuti delle scelte intraprese. Secondo le famiglie, «il tema centrale non è la gestione della Fondazione, ma il rispetto dei diritti contrattuali dei genitori e del regolamento vigente».

Nel documento viene sottolineato come le comunicazioni relative alle modifiche organizzative ed economiche siano arrivate solo dopo gli open day del 22 novembre e del 17 gennaio, quando molte famiglie avevano già compiuto scelte importanti. Un passaggio giudicato scorretto e in contrasto con le regole stabilite. La direzione intrapresa, secondo i genitori, rischia di avere conseguenze rilevanti: alcune famiglie stanno valutando il ritiro dei figli, altre potrebbero non riuscire a sostenere gli aumenti prospettati e sarebbero costrette a rivolgersi ad altri servizi, con ricadute significative su orari e organizzazione familiare. Una dinamica che potrebbe portare a un ulteriore ridimensionamento delle strutture, dopo la chiusura delle sezioni Primavera, avvenuta – viene ricordato – quando iscrizioni e anticipi erano già stati versati.

Nel comunicato viene inoltre evidenziato un cambio di narrazione sulla sostenibilità economica del modello. «Nel bilancio 2024, approvato ad aprile 2025, l’anno viene definito “molto positivo” grazie alla riduzione dei costi e all’ottimizzazione dei fornitori. A maggio 2025 la stampa parlava di quattro asili, 360 bambini e di un ritorno agli utili. Oggi, a gennaio 2026, si sostiene invece che il sistema non regge e che non si sarebbe dovuto procedere con le iscrizioni alle sezioni Primavera già da ottobre.  Da qui la richiesta di chiarezza: cosa è cambiato in pochi mesi? E perché le iscrizioni sono state comunque aperte? Dal 2020 a oggi, inoltre, il numero degli iscritti è rimasto stabile intorno ai 340 bambini, un dato che rende ancora più urgente un confronto trasparente nell’interesse delle famiglie e della Fondazione stessa.

Le dimissioni

Il caso comunque sta creando fibrillazioni ai vertici della Fondazione e in maggioranza.
Venerdì sera il Cda – dopo la contestazione dei genitori – è stato particolarmente teso (una persona si è sentita male), l’indomani si è dimesso il coordinatore della Lista Cassani, Antonio Antenore, che tra l’altro era stato anche fino a due anni fa presidente della Fondazione, espresso ovviamente dalla maggioranza.

A complicare ulteriormente il quadro sono arrivate, nelle ultime ore, le dimissioni di Alessandro Frisoli dal Consiglio di amministrazione della Fondazione. «Motivi personali», avrebbe addotto, ma potrebbe essere anche un segnale.

Frisoli – che è di Fratelli d’Italia – aveva già anticipato l’intenzione di rimettere le deleghe specifiche che aveva, vale a dire Personale e Anticorruzione: venerdì in Cda si doveva procedere anche a riassegnare le deleghe. Anche venerdì non è andato alla seduta di Cda, pare che abbia osservato di lontano la contestazione dei genitori. In ogni caso certo è il passo indietro.

Consiglio comunale il 9 febbraio

Del tema si discuterà anche in consiglio comunale: la seduta verrà convocata su richiesta delle opposizioni che avevano chiesto di esaminare urgentemente una mozione sulla vicenda spinosa della Fondazione Scuole Materne. Ma anche nelle file della maggioranza ci sarebbe chi pensa che si debba cercare una soluzione guidata dalla politica.

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 02 Febbraio 2026
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