Il “giallo” entra in carcere: l’incontro con Francesco De Palo ed Emanuela Signorini al penitenziario di Busto
L'associazione Futura ha promosso un particolare incontro dietro le mura della casa circondariale: due giallisti in dialogo con le persone detenute, sulla potenza della scrittura
Un dialogo sulla scrittura e sulle possibilità che le parole possono aprire anche in un luogo di reclusione.
Nella serata di giovedì 19 febbraio la casa circondariale di Busto Arsizio ha ospitato un evento culturale promosso dall’associazione “Futura”, presieduta dall’avvocata Stefania Passiu, che ha portato tra le mura del carcere due autori di narrativa gialla: Francesco De Palo ed Emanuela Signorini.
Al centro dell’incontro i loro ultimi libri: “Vittima perfetta”, primo romanzo della cosiddetta “trilogia della vittima” firmata da De Palo, e “Bottonuto di fragole e sangue”, giallo storico di Signorini. Una conversazione a due voci che si è trasformata in un confronto diretto con una ventina di detenuti, attenti e partecipi.
La serata si è aperta con il racconto di Signorini, che ha illustrato il suo romanzo ambientato in un contesto storico – il “ventre oscuro di Milano – denso di tensioni e misteri. A seguire, l’intervista a De Palo ha offerto l’occasione per ripercorrere la nascita della sua trilogia – completata da Doppia vittima e Vittima finale – e per riflettere sul lavoro dello scrittore di gialli: costruzione dell’intreccio, creazione dei personaggi, equilibrio tra suspense e introspezione.
«Aver potuto dialogare con i detenuti sul potere della scrittura e sui misteri del mestiere di scrittore è stata un’esperienza che mi ha arricchito non poco», dice De Palo, sottolineando l’intensità di una presentazione diversa da tutte le altre vissute in questi anni.
Il confronto si è infatti spinto oltre la semplice presentazione dei libri, aprendo uno spazio di dialogo sulla funzione della narrazione come strumento di espressione personale. Durante la discussione è emersa anche l’ipotesi di coinvolgere i detenuti in un percorso di scrittura, con la possibilità di raccogliere e pubblicare racconti nati all’interno dell’istituto.
A rendere ancora più ricca la serata è stata la rappresentazione teatrale dell’atto unico “Pericolosamente” di Eduardo De Filippo, messo in scena dagli attori amatoriali Rocco Andrisani, Rosalba Ginex e Antonio Pepe. La commedia, scritta nel 1938 e rappresentata per la prima volta a Roma, ha alternato ironia e riflessione, offrendo un ulteriore momento di partecipazione collettiva.
L’iniziativa si inserisce nel percorso culturale dell’associazione Futura, nata a Cassano Magnago nel novembre 2022 con l’obiettivo di promuovere eventi dedicati ai temi dell’inclusione, della solidarietà, del contrasto alla violenza di genere e della tutela dell’ambiente e degli animali.
«Futura è nata con l’idea di portare la cultura nei luoghi in cui può diventare occasione concreta di inclusione e consapevolezza» spiega l’avvocata Stefania Passiu, presidente dell’associazione. «Organizziamo eventi che intrecciano letteratura, teatro, musica e impegno civile, perché crediamo che la cultura possa essere uno strumento di dialogo e di responsabilità sociale. Dopo la serata al Teatro Nuovo di Madonna in Campagna a Gallarate, il cui ricavato è stato devoluto a Emergency per sostenere gli ospedali di Gaza, abbiamo voluto portare un’iniziativa anche all’interno del carcere di Busto Arsizio. È un contesto delicato, ma proprio per questo fondamentale: offrire occasioni di confronto e creatività significa riconoscere il valore della persona, al di là della condizione in cui si trova».
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